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L' Arcivescovo di Lucca benedice lo stadio ed offre, in maglia rossonera, l'uovo di Pasqua agli spettatori!

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La notizia ha fatto il giro d'Italia! e vendere tutti i giornali locali in mattinata. Ma, soprattutto: avvicinare la cittadinanza al suo Pastore che ha dimostrato con gesti semplici, la sua grande umanità trasmettendo gioia ed emozioni non solo ai tifosi (che hanno accostato la vittoria alla venuta del Vescovo) ma a tutta Lucca!

di Daniele Vanni

L’evento di ieri, pur nella sua spontaneità, semplicità, ha dello storico!

Stiamo parlando di storia sportiva, locale, - è vero, - ma di una città che, fin dalla sua fondazione ha fatto della religiosità uno dei cardini, dei pilastri della sua identità.

E’ forse un caso che i giornali, quelli di carta, specie “Il Tirreno” che, con acume giornalistico, ha messo in prima pagine la foto dell’Arcivescovo Castellani con tanto di maglietta ufficiale rossonera che distribuisce l’uovo pasquale agli spettatori del Porta Elisa, sia andato esaurito sin dalla mattina?

Io non credo!

Nei miei pochi studi che mi permette un’intensissima attività giornalistica, penso di aver individuato le radici più profonde della religiosità lucchese, che hanno le loro fondamenta addirittura al momento della colonia romana, nel 180 a.C. !

Non a caso è questa, pur nell’allontanamento degli Italiani da qualsiasi fede o ideologia politica o religiosa, che ha dell’impressionante! l’unica città cattolica, al mondo, ad avere ben tre conventi di clausura femminile!

Quindi, il gesto, di una semplicità ecumenica ed evangelica dell’Arcivescovo Monsignor Benvenuto Italo Castellani di accettare l’invito dei nuovi Soci della Lucchese a benedire lo stadio, le squadre, come fosse una vera famiglia, ha qualcosa di straordinario!

Intanto, è unico l’averlo accettato.

In una città non facile, dove a volte le chiese metropolitane, devono pulirle gli immigrati, perché non ci sono più le donne o gli uomini di una volta che passavano ore a spazzare, mettere garofani sull’altare, dove c’è un unico parroco per tutte le chiese del centro storico…

Poi, è straordinaria l’emozione che questo alto prelato, presidente a livello nazionale anche di un’importante commissione Cei, ha trasmesso al suo popolo per essersi calato sportivo tra gli sportivi, che in fondo sono grandi bambini, così come un ragazzino, Lui che è stato professore in un’università pontificia che ha preso lauree in Teologia a Roma o in scienze  più umane in quella rivoluzionaria di Trento, che indossa  la maglia originale della squadra del cuore!

Così come in campo si è entusiasmato nel riconoscere nel numero 8, quel Mingazzini che frequentava la sua chiesa di Faenza, sfidando la severità (esagerata!) dei controllori della Lega Pro che a volte trasformano una partita di calcio in un G 7, per stringergli la mano!

Accontentandosi di abbracciare papà Mingazzini, nel parterre.

Infine il gesto di aver voluto condividere quell’uovo  rossonero (della Pasticceria Maruska) quasi fosse un convivio, una comunione cristiana, tra gli spettatori…e solo la severità (eccessiva!) dei controllori ha impedito che il Vescovo lo distribuisse (come voleva fortissimamente!) anche ai calciatori.

Due soli eventi precedenti, hanno il valore di questo intervento di “Italo” (come stava scritto sulla maglia che Monsignor Arcivescovo ha voluto inquadrare ed esporre in Arcivescovato) voluto dai nuovi Soci, finalmente tutti lucchesi, dopo circa 43-44 anni! e da qui discende la calata di Sua Eccellenza Castellani (che forse, da aretino, anche se di Cortona, vede un po’ di traverso, come noi Lucchesi le ingerenze fiorentine…).

Due soli episodi, con al centro lo Stadio, ma non la Lucchese! hanno avuto la stessa intensità al Porta Elisa1

La benedizione, cioè l’inaugurazione dello Stadio del Porta Elisa di Lucca, il 20 gennaio 1935 in occasione della partita tra la A.S. Lucchese Libertas 1905 e la Pro Patria che terminò, guarda caso! con il risultato di 2-0 a favore dei rossoneri, come ieri dopo tanta astinenza la Lucchese è tornata ad una vittoria di importanza strategica notevole!

E poi la venuta di Santo Giovanni Paolo II nel settembre del 1989.


Ma i due precedenti sono diversi.

Nel ’35 Monsignor Torrini, sicuramente antifascista, che tentò di salvare Don Aldo Mei e dette protezione ad Ebrei e perseguitati durante la guerra, era obbligato ad andare a benedire la nuova struttura su Viale Marti!

Alcuni presenti, tra i più anziani me ne hanno anche parlato!

La visita di Giovanni Paoli II a Lucca fa parte di quelle “gite” pastorali, che un pontefice non può mancare nelle città dove più alta è l’intensità religiosa!

E Lucca, nel 1989, spiccava non solo come la città dalle 100 chiese, ma come una delle città, dove il Cattolicesimo aveva radici così forti e profonde, come in poche altre realtà al mondo!

In pochi anni tutto è cambiato!

Ed ecco il Pastore, il titolare della “Cathedra” da cui: cattedrale, scende di fronte al pubblico non numerosissimo ma pur sempre assai superiore a quello che frequenta la messa la domenica, in una città dove c’erano tre seminari e centinai di preti ed ora si stenta a trovare la copertura delle messe in tutta la parrocchie!

Ma al fondo qualcosa rimane!

E quando Monsignor Tommasi si schiera al centro del campo, pochi secondi prima dell’inizio della partita Lucchese- Pro Piacenza, per dare la benedizione, visto che lo stadio è la “casa” dei tifosi, della loro passione e come le case, in Primavera ed in Quaresima si benedicono, ho visto moltissimi, se non tutti, farsi il segno della Croce e diversi guardare il vicino, per vedere se si doveva inginocchiare!!

Ma quando Sua Eccellenza, con la maglia rossonera ha rotto l’uovo della Lucchese e lo ha distribuito, ho sentito molti: “Viva il Vescovo!” che sono diventati veri inneggiamenti, quando la Lucchese ha marcato quel goal, che forse vuol dire quasi matematica salvezza e ancora speranza di play-off!

Ora è vero che Dio non influenza certo le partite, ma il Vescovo Castellani, con la sua presenza, ha dato qualcosa in più!

Sull’erba, tra i dirigenti, tra i giornalisti che erano tutti per Lui, tra i Soci che si sentivano gratificati dei sacrifici davvero ingenti che stanno facendo!

Tanto che tutti i quotidiani parlano di vittoria con la benedizione!!!

E non è forse un miracolo, la coesione che questa città aveva attorno alla sua religiosità dal primo Vescovo Paolino fino a…

Di certo fino a Monsignor Torrini, quando si preparò, quasi di malavoglia, all’inaugurazione, quando nella seduta del 16 gennaio 1933, la Giunta Comunale deliberò la costruzione dello stadio che sarebbe dovuto sorgere lungo il viale A. Marti nel tratto fra porta Elisa e l'ex piazza d'Armi.

Poi, quando vide più vicina la realizzazione, e cioè quando la gara d’appalto (erano tempi in cui si andava velocissimi e si realizzavano anche cose, come questo stadio, molto belle!) fu vinta dai due progettisti dello stadio Mussolini di Torino, Bianchini e Raffaello Fagnoni insieme a Mannozzi di Firenze e quello dei lavori fu aggiudicato all'impresa S.A.L.A.C.E. di Lucca, riconducibile a Giuseppe Della Santina, presidente della A.S. Lucchese Libertas 1905.

In due anni lo stadio era pronto!

Di certo, la religiosità dei Lucchesi era sempre forte nel 1989, fino alla visita di Giovanni paolo II, quando le strade a stento contenevano la folla nel centro di Lucca…

Folla che è mancata del tutto alla visita di Mattarella di pochi giorni fa!

Eppure l’entusiasmo, non solo della fede rossonera, è raffiorato anche sugli spalti del Porta Elisa, come quando c’era la Messa del Papa polacco è file immense a fare l a Comunione, così come la gente e i bimbi si alzavano per andare incontro a Sua Eccellenza Italo per prendere un pezzetto di cioccolata!

I nuovi Soci, tutti Lucchesi, con questo invito, hanno fatto davvero centro!

Centro nella passione rossonera, centro nella religiosità lucchese, centro nello stringere fede, passione sportiva e senso civico!

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