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Stadio di Camaiore gremito per il torneo Natale in Cantera

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In una domenica inondata dal sole, le giovani leve del Camaiore Calcio 2010 e 2011 brillano nello stadio di casa in un torneo a quattordici squadre organizzato dal direttore della sezione giovanile Roberto Benedetti. Numerose le compagini della provincia a partecipare, con viva soddisfazione dello staff del Camaiore e degli organizzatori Massimo Bonuccelli e Sue-ellen Deledda. 

 

 

 

 

 

di Andrea Boccardo 

 

 

 

Suona come un piccolo miracolo di Natale, di quelli da film americano che si vedono alla televisione con tanto di abbandono e rinascita di una squadra giovanile di quartiere che torna a giocare sul proprio campo. Eppure, per certi versi, è stato proprio così. Grazie alla volontà della dirigenza del Camaiore Calcio, complice la lungimiranza di Massimo Barsottelli, Sue-ellen Deledda e le qualità di perseveranza e soprattutto di tanto cuore di Roberto Benedetti, a partire da agosto la squadra si è dotata di nuovo di una scuola calcio, elemento che in ogni realtà anche di paese dovrebbe essere centrale per la creazione di un canale diretto, fedele e territoriale, tra ragazzi e campioni della prima squadra. 

 

 

 

Sembrava un'impresa impossibile, recita l'adagio, ed invece, rimboccandosi le maniche rosso-blu della tuta ed ingaggiando alcuni preparatori competenti e preparati come Matteo Palmerini, il miracolo è riuscito nel giro di pochi mesi, e la squadra messa in campo per la finalina di domenica sembra il Chievo di capitan Corini del 2001, una scatola di scacchi radiocomandati dove ogni elemento sa esattamente cosa deve fare e quando farlo, con la mente oltre che il fisico allenati da anni, e non da mesi. 

 

 

La giornata aiuta molto nella realizzazione di un evento che per il Camaiore aveva assunto i tratti della scommessa. Ma quando c'è il sole, un pallone di mezzo e la cortina nitida dei monti della valle, è impossibile che parenti e amici dei giovani talenti non vengano a vederli sulle pur fredde tribune (perché all'ombra) dello stadio. E allora via, la mattina con la fase a gironi, dove in campo ci sono sezioni rodate atleticamente che risponono ai nomi di Croce Verde Viareggio, la corazzata Folgor Marlia, Pian di Conca, Q.M. Atletico Massarosa, realtà dotate di organizzazioni pluriennali che se la giocano e si divertono facendo esaltare il pubblico con l'accalorato e consueto corredo di applausi. In totale le squadre partecipanti sono ben quattordici. 

 

 

Oltre ai 240 biglietti venduti al prezzo ridotto di tre euro, il punto ristoro del Camaiore ha sfamato oltre centotrenta tra genitori, amici e parenti, offrendolo invece a tutti i bimbi iscritti al torneo e presenti nell'impianto. Dopo il pranzo si torna a giocare alle 15 con le finaline, disputate secondo il regolamento di traverso al rettangolo grande, e lì la tensione sale alle stelle, il sangue ribolle nelle vene dei 2010 e dei 2011, piccole stelle di sei e sette anni che per la prima volta portano con orgoglio cuciti addosso i colori del proprio blasone. Mentre alle vicine piscine si gareggiano le finali interne degli allievi annuali dei corsi di nuoto, sul prato verde i camaioresi trovano lentamente gli equilibri, assetati prima di raccogliere la palla tutti insieme, poi disponendosi secondo le indicazioni del mister con un ordine geometrico consono ad una squadra di calcio in divenire. Con questo schema i giovanissimi prima recuperano i gol di disavanzo ed infine pareggiano, trovando in mezzo ai piedi gioco e risultato. 

 

 

Nel giro di pochi mesi lo staff è riuscito a raggruppare i bambini del centro storico in cerca di sport, riempiendo le classi di età che hanno disputato il torneo. Ma Benedetti rincara: " La scuola calcio non è soltato una sana palestra all'aria aperta che coinvolge l'aggreggazione dei ragazzi, ma anche una scuola di vita che insegna la disciplina nella nostra società, il rigore degli allenamenti e la gioia del condividere un progetto insieme. Il nostro obiettivo per il 2018 è creare una rete sportiva a tutto tondo per le famiglie che vogliono avvicinare i propri figli allo sport, non solo al calcio ma anche ad altri ad ampio spettro come il nuoto, l'atletica, il tennis ed altri." 

 

 

Una parabola in ascesa, quella delle giovanili del Camaiore Calcio, nata quasi per gioco, per far rinascere la speranza di vedere giocatori di casa allenarsi in casa (nel campo sintetico di Sterpi) e per ammirare, chissà, in futuro, i giovani camaioresi esordire in Serie A. 

 

 

 

Andrea Boccardo

 

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