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Toscana nord-ovest: una sanità che funziona

 

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Il report stilato dai tecnici della neonata ASL Nord-ovest consegna una situazione di performances sanitarie ad alto livello, capillare sul territorio e dotata di professionale medico-sanitario competente. I numeri variano da Carrara a Livorno in base ai differenti tipi di problematiche, ma sussistono alcune eccellenze del settore rispetto alle altre ASL toscane. La mobilità è il dato vincente dell'Aslona'. 

 

 

 

 

 

 

di Andrea Boccardo

 

 

 

Continuare a credere nel sistema sanitario nazionale, pubblico e di libero accesso, non è soltanto, come appare negli ultimi anni, un cieco atto di fede, viziato da una serie di articoli artatamente catastrofistici dei giornalai locali, ma un dovere ineludibile da parte del cittadino, che paga le tasse e giustamente pretende un accesso garantito e di qualità alle cure mediche. La riforma del Sistema Sanitario Toscano del gennaio 2016 con il dimensionamento delle tre nuove Macroaree (ASL Nord Ovest, ASL centro Firenze, ASL Sud Est) sta portando, da due anni a questa parte, buoni frutti anche per quanto riguarda la raccolta dati centralizzata, strumento indispensabile per l'individuazione dei punti di forza e di criticità di un sistemone che solo alle prime avvisaglie sembrava troppo grande per essere gestito. 

 

 

Il punto di partenza risiede ovviamente nello studio del territorio coperto: sono ben dodici le suddivisioni da cui è composto il regno della MacroAsl, Lunigiana, Apuane, Versilia, Piana di Lucca, Valle del Serchio, Valdera, Pisana, Alta Val di Cecina, Livornese, Bassa Val di Cecina, Val di Cornia ed Elba. Ovviamente ognuna conserva della vecchia ripartizione le difficoltà e le qualità che deteneva precedentemente alla riforma, ma l'integrazione ha dato fin da subito i suoi successi.

 

 

Un esempio per tutti: il servizio di prenotazione CUP, ad oggi esteso anche a molte farmacie del territorio, consente di prendere appuntamenti all'interno di tutta l'area, delocalizzando le prestazioni cliniche intasate in un'area in altre dove c'è minor affluenza. Dal punto di vista storico, infatti, alcuni ospedali e distretti risultano emergenziali su alcuni reparti, mentre in altri sono deserti o poco più. Indicativo è il caso di un uomo di Livorno affetto per motivi lavorativi da una cronica sindrome da tunnel carpale, visitato nel distretto sanitario di Fornoli (nei pressi di Bagni di Lucca, ex ASL Valle del Serchio) appena il giorno successivo della sottoscrizione della ricetta medica, ed operato d'urgenza quattro giorni dopo la visita ortopedica all'Ospedale San Luca di Lucca. Quest'uomo era iscritto nei registri dell'INAIL ed era dotato da sei mesi di pensione di invalidità lavorativa pari al 45% del proprio stipendio. Oggi è tornato a lavoro e percepisce nuovamente il 100%. 

 

La recente legge di riforma del servizio sanitario regionale ribadisce il ruolo centrale della zona distretto come “ambito ottimale di valutazione dei bisogni sanitari e sociali delle comunità, nonché di organizzazione ed ero-gazione dei servizi inerenti alle reti territoriali sanitarie, socio-sanitarie e sociali integrate”. E’ compito della zona-distretto organizzare e gestire la continuità e le risposte territoriali della integrazione socio-sanitaria compresi i servizi per la salute mentale e le dipendenze e della non autosufficienza; sulla base degli obiettivi e delle risorse messe a disposizione dall’Azienda la zona si fa carico anche di governare i percorsi inerenti le cure primarie, la specialistica territoriale, l’attività dei consultori e la continuità ospedale-territorio.

 

 

La vaccinazione costituisce uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive. I benefici che si conseguono con tale pratica si manifestano direttamente sui soggetti vaccinati, ed indirettamente, per la protezione indotta, anchea tutta la popolazione. Il vaccino MPR consente di prevenire morbillo, parotite e rosolia. L’obiettivo di copertura a livello regionale è del 95% della popolazione target, rappresentata dai bambini al di sotto dei 2 anni. l'MPR è coperto nell'ASL poco al di sotto del valore di soglia, con la zona Versilia prima della classe. Il vaccino antinfuenzale è consigliato, per la stagione invernale, ad alcune tipologie di soggetti a rischio, come ad esempio gli anziani . L’obiettivo di copertura a livello regionale è del 75% della popolazione target. La vaccinazione contro il Papilloma virus (HPV) e il programma di screening mediante il Pap test, rappresentano gli strumenti fondamentali per la prevenzione del tumore al collo dell’utero. L’obiettivo di copertura a livello regionale è del 95% della popolazione target, costituita dalle bambine che hanno compiuto 12 anni. il Pap test viene eseguito ben al di sopra del 90 % nell'intera area, con la Piana di Lucca e l'ASL Pisa nelle prime posizioni.

 

 

 

La prevenzione è l’arma più efcace contro le infezioni da meningococco, considerato come nemico numero uno da battere sia dal punto di vista sanitario che mediatico (veicolato a volte dai media in modo biecamente strumentale e catastrofico). L’obiettivo di copertura a livello regionale è del 95% della popolazione target, rappresentata dai bambini al di sotto dei 2 anni. L’obiettivo di copertura a livello regionale per il vaccino antipneumococcico è del 95% della popolazione target, rappresentata dai bambini al di sotto dei 2 anni. Nell'area della Garfagnana, nella lucchesia e nel pisano la vaccinazione è salita quasi al 97 % della popolazione a rischio. La vaccinazione esavalente contiene sei anti-geni contro la pertosse, il tetano, la difterite, la poliomelite, l’epatite virale B e le infezioni da Haemophilus Infuenzae di tipo B (HIB, una forma infuenzale). L’obiettivo di copertura a livello regionale è del 95% della popolazione target, rappresentata dai bambini al di sotto dei 2 anni.

 

 

Altri dati importanti sono riportati dagli screening diagnostici, primo fra tutti quello mammografico eseguito su donne di età compresa tra i 50 e i 70 anni: nella ex ASL 5 Pisa siamo arrivati al 97 % della copertura, nella ex ASL 2 Lucca oltre il 95 % e in tutte le altre non si scende al di sotto il 90 %. Lo screening della cervice uterina, attivo per le donne dai 24 ai 60 anni, ha fornito un'importante prevenzione per i tumori associati, con una copertura locale di più dell'88%. In testa la Val di Cornia, Piombino, Elba e ancora la zona Versilia. Lo screening colonrettale, indispensabile strumento di prevenzione contro i tumori associati al retto con o senza poliposi ed effettuato a soggetti tra i 50 e i 70 anni, vede Massa Carrara al primo posto con quasi il 98 % di copertura, Pisa con oltre il 94 %, Livorno con quasi il 93 %. 

 

 

Alcuni dati in sintesi riassumono una situazione di punta che pone l'ASL Nord Ovest fra le prime di tutto il centro Italia. Con una popolazione residente di più di un milione e duecentomila abitanti, sono oltre due miliardi gli euro spesi di bughet annuali per la sanità, la quale mette a disposizione poco più di tredicimila dipendenti su tredici stabilimenti ospedalieri, undici presidi, sette case di cura private. I posti letto complessivi sono poco più di tremila con una copertura distrettuale che affronta difficoltà importanti come le zone montane e pedemontane della Lunigiana e della Garfagnana e zone insulari tradizionalmente isolate come quella dell'Elba. 

 

 

Un'ultima analisi interessante riguarda la mobilità ospedaliera ed è la vittoria più importante ottenuta in questi due anni di bilancio della MacroArea. Gli 11 presidi ospedalieri, che si articolano in 13 stabilimenti, sono infatti difusi capillarmente su tutto il territorio della nuova Azienda Toscana nord ovest. Essi costituiscono un sistema di ospedali, organizzati secondo il modello dell’intensità di cura, nell’ambito dei quali i pazienti attualmente si muovono come in una “rete spontanea”. L’analisi dei volumi, l’attenzione alle potenzialità e alle vocazioni dei singoli nodi della rete e la standardizzazione delle migliori pratiche assistenziali consentiranno l’ottimizzazione dell’esistente verso una rete strutturata in grado di garantire maggiore equità di accesso e risposte qualifcate e adeguate al bisogno indipendentemente dal punto di ingresso.

 

 

 

I cittadini dell’AV Nord Ovest soddisfano nell’85% dei casi la domanda di ricoveri all’interno della Area Vasta, seppur con alcune diferenze tra le zone, dovute essenzialmente a fenomeni di confine con altre regioni o altre Aziende USL toscane. Nel 2016 solo il 45 % dei residenti all'interno di una ASL di competenza si è ricoverata nell'ospedale della stessa: questa discrepanza del 40 % indica come i pazienti risiedenti si muovano agevolmente all'interno di tutta l'ASL alla ricerca della migliore prestazione ospedaliera o specialistica. Inoltre, solo il 7 % dei pazienti infra-ASL è uscita fuori regione a richiedere cure mediche specifiche. Questo conferma l'alta qualità delle specializzazioni cliniche presente sul territorio, in primis ortopedia, endocrinologia, cardiologia, neurochirugia e ginecologia. Chiaramente, i punti di raccolta sono l'Azienda Ospedaliera pisana, l'OPA di Massa, Gli Ospedali riuniti di Livorno e L'Ospedale Unico Versilia.

 

 

 

Ma il dato di mobilità è fondamentale per offrire la migliore prestazione nei più rapidi tempi possibili con il piccolo sacrificio di uno spostamento di circa 27 chilometri di media, un'inezia se si pensa al primario bisogno di salute delle persone. Un caso clinico per tutti: paziente di 57 anni affetto da carcinoma papillare non incapsulato; il medico di medicina generale prescrive un appuntamento di ecografia tiroidea con visita endocrinologica, non presente nella zona nord del territorio. Si apre però la via all'Ospedale Civico di Piombino, il paziente viene visitato e operato d'urgenza, rientra a casa e potrà seguire il follow up oncologico dall'Ospedale della sua zona, ma è fuori pericolo di vita. 

 

 

La nuova realizzazione delle case della salute, in programma nel prossimo triennio, che integrerà i medici di medicina generale all'interno di un porgramma di prevenzione avanzato che andrà incontro al paziente prima che egli si presenti allo specialista (evitando complicazioni patologiche di ogni sorta) è la frontiera di un'ASL che, controcorrente rispetto alle testate giornalistiche, elabora dati di sicurezza, cura e prevenzione di altissima qualità. Il tutto dovuto principalmente a medici, infermieri e operatori sanitari con la massima competenza e spesso con una formazione universitaria tutta interna alla MacroArea. 

 

 

Andrea Boccardo

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