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A Valpromaro il concerto della scuola della filarmonica con il coro Madre Assunta Marchetti

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Dopo il tripudio del concerto augurale della Filarmonica Puccini diretto dal maestro Emanuele Lovi al Teatro dell'Olivo, la scuola di musica diretta dal maestro Cristiano Pieraccini bissa il successo nella parrocchia di San Martino di Valpromaro, accompagnato dal coro Madre Assunta Marchetti diretto dal maestro Stefania Ceragioli. Domenica 17 alle 16 nuovo appuntamento presso la frazione di Casoli. 

 

 

 

 

 

di Andrea Boccardo

 

 

 

Lungo la via che da San Macario in Piano porta a Piazzano, in una gelida domenica di dicembre, la strada tortuosa corre in mezzo agli alberi come nella ballata d’addio dei Beatles pochi giorni prima dello scioglimento. Il motore arranca, il nevischio tenta di aggrapparsi, disperato, al cofano del veicolo che dá la sensazione al pilota di salire il Mortirolo o il Passo Gavia.

 

 

 

Per fortuna o per dispiacere, di qua dal monte non si intravede Ponte di Legno con i mercatini di Natale e l’Oglio in piena, ma una tappa altrettanto suggestiva, a sole sex miliarum (sei miglia) dal capoluogo lucchese. Valpromaro in fin dei conti non è altro che una fortuita curvatura di una strada di collina, curiosa bizzarria di un Creatore poco geometrico e molto appassionato alla dolcezza paesana.

 

 

 

Si entra in chiesa con al petto il timore di qualcosa di incommensurabile, infinitamente più grande di te, ma quella gioia di rivedere amici e professionisti che condividono l’amore per la musica e la congregazione lo scaccia via, a poco a poco. Si è sin da subito invasi da luce bionda, confortante nella parrocchia di San Martino, come quella dei lampioni di un’antica e venerata città dell’est.

 

 

 

Mentre fuori la tormenta si accanisce sull’Avvento del Redentore con un’emulsione di pioggia e nevischio, nella navata la musica dell’ensemble guidato dal maestro Cristiano Pieraccini (vicedirettore della Filarmonica) e dalle voci del Coro Madre Assunta Marchetti rasserenano l’anima, conferendole una quiete cercata da lontano.

 

 

 

Si sposa perfettamente, la selezione dei brani scelti per la congrega di fiati, con le musiche del coro diretto dalla maestra Stefania Ceragioli. Questa volta più coreuta che regista, amalgama con talento le voci dei bimbi con quelle degli adulti. Per alcuni dei musicisti è il battesimo di fuoco, eseguito nel microcosmo delle seimiglia, che per l’occasione si veste di Natale. Ha provato duramente, per diversi mesi, la scuola di musica, ma con risultati ben udibili.

 

 

 

Alcuni di loro sono reduci dai trionfi del teatro dell’Olivo, dove due giorni prima la Filarmonica Giacomo Puccini ha estasiato il pubblico sotto la direzione del nuovo maestro Emanuele Lovi, che a Valpromaro sorride accanto al vicepresidente e amico Daniele Spelta, consci del successo loro e dell’intero organico.

 

 

 

Ma anche la staffetta tra Cristiano e Stefania funziona benissimo, intervallata dalle letture di Elvira e Andrea che rompono l’attesa con Guido Gozzano. Coro e ensemble comunicano come mente e cuore di un corpo solo, accompagnando il pubblico con le musiche di natale più classiche e qualche chicca d’oltremare come Amazing Grace. I bambini fanno la loro parte, così come Roberto e Nara che distribuiscono i presenti della Crea prima di tornarsene ognuno al proprio focolare.

 

 

 

Quella che poteva sembrare una sfida della scuola di musica e del coro Madre Assunta Marchetti viene vinta a piene mani, dando appuntamento a chi se l’è perso a domenica 17 alla parrocchia di Casoli, penultima domenica d’avvento. La pioggia non lo fermerà, così come la neve.

 

 

 

Lo conferma il presidente della Filarmonica Alfredo Brunini, il maglione rosso natalizio, che ricorda a tutti che non c’è un’età in cui si può cominciare a suonare. La musica vive dentro di noi, magari sotto la superficie degli affari quotidiani, pronta a sgorgare e a erompere gettando un ponte fra le persone.

 

 

 

Scrosciano gli applausi quando Iacopo Menchetti, una vita spesa per la sua comunità, ringrazia i presenti per la voglia di stare insieme: a Valpromaro, così come nelle seimiglia, i popoli sono stati dominati dai liguri apuani, dai romani, dai longobardi, dai nazisti. Ci sono idiomi che sopravvivono solo qua, perle nascoste di una lingua rara da conservare. Eppure si ama la musica, perché la musica unisce e trasforma il piccolo microcosmo collinare in un universo di emozioni che sono valide solo se condivise.

 

 

 

Andrea Boccardo

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