bottone livetv

bottone ondemand

bottone reporter

bottone tg

Daniele Bianchi: l'allegoria dell'arte

tx-base-logo-dilucca.html

Il talento poliedrico di Daniele Bianchi, artista camaiorese autodidatta scaturito dal fumetto ed approdato al ritratto d'autore alla maniera di Rousseau il Doganiere, espone quadri della sua collezione nello studiolo di Via di Mezzo. Una mostra da ammirare fino a venerdì 21 aprile e di cui godere in tranquillità.

 

 

 

Di Andrea Boccardo

 

 

In un certo senso, le opere d'arte di Daniele Bianchi, classe 1974, sono malinconiche. Lo sono nel senso benjiaminiano del termine, in quanto figlie della presa di coscienza dell'impossibilità dell'arte di riprodurre il reale e di allocare nell'assoluto, attraverso di essa, il simbolo dell'atto artistico. In parole povere, quando un artista, e Daniele è un artista a trecentosessanta gradi, crea, ha in mente tre aspetti: ciò ch'egli chiede a se stesso in virtù della stesura del colore, ciò che è realmente il quadro (vedasi Walter Benjamin e i suoi illuminanti saggi artistici degli anni '30) e ciò che il fruitore scorge nella tela.

 

Tragicamente cosciente che a partire dall'arte greca il simbolo, ovvero l'unificazione di questi tre concetti non è possibile, Daniele slitta fecondamente nell'allegoria, scegliendo una dialettica eccentrica e in qualche modo 'lasciando andare' i significati per conto proprio. Per questo la volontà di perfezionarsi nella ritrattistica e nella copia d'autore, che, si badi bene, non è affatto copia di per sé e nemmeno omaggio per quanto doveroso alla storia dell'arte. Le creazioni di Daniele sono trasvalutazioni, migrazioni dell'anima che partono dal capolavoro per librarsi nella tavolozza e riatterrare in qualità di altro che niente ha a che fare con l'originale se non nelle linee principali: esse stanno alla base come Mr. Tambourine Man dei Byrds sta alla storica versione di Bob Dylan. 

 

L'abilità di Daniele non consiste tuttavia soltanto nel rielabolare l'esistente, non si tratta solo di un Demiurgo che plasma la materia: egli è un funambolo del colore, poliedrico nel senso che è in grado di maneggiare con abilità qualsiasi materiale, sia esso acrilico, china, olio, tempera o pastello. Solo un grande artista che proviene dalle arti cosiddette minori (ma minori rispetto a cosa?) può farlo, e il pittore infatti proviene artisticamente dalle chine fumettistiche, palestra di disegno che non consente sbavature ma solo precisione. Le opere da visionare sono tante, a partire dai ritratti di personaggi famosi che ammiccano lo spettatore con l'occhiolino del deja vu, ma che si arricchiscono di tonalità non convenzionali come nelle prime tele di Kandinsky. Allora, il volto di Charlie Chaplin prende vita in un multicolor che niente ha a che vedere con il black and white delle pellicole del geniale interprete comico. Così, gli angeli di Raffaello si ingigantiscono e si abbracciano in una posa che richiama quella del maestro, bensì si avvitano in una plasticità che ricorda più i nudi di Ingres che il rinascimento puro. La famosa tavola di Vermeer, La lattaia, gode di un'intimità ancora più silenziosa che nell'originale, privata dei colori accesi ed investita di tonalità diafane. 

 

Solo commistioni di stili? no, c'è sicuramente dell'altro. C'è un tocco che non sa solo di innata qualità artistica, c'è la consapevolezza di portare un messaggio, nei dipinti che inneggiano a Klimt la donna e il bambino sono addormentati in un'espressione serafica che trascende la volontà dell'autore ed urla che l'arte non riproduce la vita, la esprime alla massima potenza. La maternità, come tutte le altre, possiede un'ossatura profonda costituita dalla matita: "il disegno retrostante è sempre l'inizio di un quadro" commenta Daniele "e va visto come un edificio che parte dalle fondamenta: se queste non sono fatte bene, la costruzione rischia di crollare". L'uso del materiale giusto è un altro aspetto fondamentale della faccenda artistica, come nella tempera su tavola di Amore e psiche, dipinti prima da piccoli e poi da adulti: "Fin da ragazzo sono partito con l'imparare il mestiere del falegname. Lavorare il legno mi dava la possibilità di avere un rapporto più diretto con la materia. Questo ricordo ancestrale mi è ritornato fuori facendomi prediligere i lavori su legno, dove potevo applicare i colori che rendono una lucentezza diversa che l'olio non può dare." 

 

Effettivamente, l'abilità manuale che possiede non si riassume al pennello, ma si estende all'intaglio del legno, come nel paesaggio marino costruito a forma di vela a cui si aggancia un ripiano pieghevole che permette di essere appesa o appoggiata su un tavolo: " L'arte deve essere versatile a mio modo di vedere. Ogni artista, o per meglio dire artigiano, lavora sulle cose esistenti in relazione all'esigenza di coloro che ne fruiscono. Per mia fortuna mi è sempre piaciuto cambiare, non rimanere legato ad uno stile o a un tema, e in questo modo negli anni mi sono potuto relazione con diverse persone che hanno visto le mie opere: ed è il fatto più bello, potersi mettere in contatto con un certo mondo attraverso i propri quadri."

 

I lavori su Giorgio Gaber sono sensazionali nel loro modo sincero di raccontare il cantautore come vitale essere umano, gatto sornione che prende in giro la società e se stesso: nella tavolozza che tende alla gamma di blu notte si intravede l'autoironia di un uomo troppo intelligente per il suo tempo, troppo in gamba per essere compreso appieno nella sua epoca. Daniele ha avuto l'onore di presentare l'opera per l'edizione 2016 del Festival Gaber di Camaiore, ed essa è piaciuta al punto da essere esposta alla Fondazione Gaber di Milano. Una gratifica importante che dona luce ad un artista-artigiano franco, appassionato, armato della pazienza disumana che l'arte esige e di quell'umiltà sana che consente agli uomini talentuosi come lui di migliorarsi giorno dopo giorno. 

 

 

Potremo continuare a vedere Daniele a Villa Gori di Massarosa da venerdì 22 al 7 maggio all'interno della Rassegna 'Fotografia & Pittura' organizzato dal Gruppo Fotografico Versiliese. 

 

 

Andrea Boccardo

 

 

sice 230x230 

telnet 230x230

Info e note legali

Seguici su...

facebook twitter youtube rss

 

Contattaci

logo dilucca livestream channel

Via Tazio Nuvolari, 53
55061 Carraia - Lucca - Italy
Tel 0583 462209
Fax 0583 1929109
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.