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La Compagnia del Colosseo in scena a Massarosa

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Grande successo della Compagnia del Colosseo di Camaiore, che al Teatro Manzoni di Massarosa appassiona il pubblico con 'La matita di Dio', un musical didattico incentrato sulla straordinaria figura di Madre Teresa. Per la compagnia è l'ennesima prova d'arte portata in tournée nei comuni della Versilia. 

 

 

Di Andrea Boccardo

 

La produzione culturale umana può pizzicare le corde dell'animo in mille forme diverse: ma è nel momento in cui si unisce il musical, l'espressione teatrale più completa erede modera della lirica, con il tema della solidarietà umanitaria che si tocca il vertice della sensibilità. Il gruppo guidato egregiamente dalla coordinatrice Anna Tartaglia lo fa all'ennesima potenza, annodando i fili dell'abnegata storia di Madre Teresa con la leggerezza di musiche orecchiabili e cantabili dal pubblico fin dalle prime battute.


Massa e assenza di massa quindi, come nel capolavoro di Kundera L'insostenibile leggerezza dell'essere, si alternano nei tempi come un metronomo che si muove da solo, autogestito da un team folto di ragazzi, ognuno dei quali porta un mattoncino indispensabile alla riuscita dell'evento. Il teatro di Massarosa non è la bomboniera dorata dell'Olivo camaiorese, ma accoglie ugualmente festoso le più di duecento persone accorse per sorreggere il tema scottante di Solidarietà nel Mondo, nel ricordo di Sara Pellegrinetti e con la mano tesa agli aiuti economici per le popolazioni africane. Ogni aiuto in quella direzione significa oro che cola, così come l'acquisto di bestiame e l'insegnamento all'allevamento rappresentano per le popolazioni di quelle zone mesi, forse anni in più di vita. 


Ad aprire le danze è Don Gabriele, che rammenta l'azione misericordiosa di Madre Teresa a Calcutta. Pronti via ed è subito la foresta di corpi che si snoda con le braccia e le gambe, e l'arrivo di Madre Teresa apre con la splendida voce di Alessia Dini, che libera la prima coinvolgente melodia. Elena Tartaglia nel suo ingresso trionfale che annuncia l'arrivo del Cristo in catene canta come Clare Torry In The Great Gig in The Sky, dove la voce femminile si scaglia nell'universo infinito delle chitarre come una meteora.

Le assistenti di Madre Teresa formano il contraltare delizioso della gravità mostrata dalla stessa: danzano ingentilendo l'atmosfera grazie alla loro eleganza. Sono Eleonora Luisotti, Francesca e Martina Petrucci, Simona Lemmetti e Federica Mecchi. Senza di loro il musical non sarebbe lo stesso. Un grande merito va ad Eleonora Dati, che in qualità di coreografa ha studiato nei minimi dettagli la sincronizzazione perfetta delle ballerine.

 

Ed ecco entrare in scena Alessio Bernardoni; la voce calda e dolce che toglie l'aridità dal palco e lo riempie di dolcezza e di fervore religioso mentre lui e Alessia dilettano: il tema è quello della casa di Dio, perché deve pur esistere un luogo dove poter tornare, dopo tanti viaggi. Alessio, neo diciottenne, è un predestinato dall'ugola d'oro, un enfant prodige da proteggere come patrimonio dell'umanità.


'Ci riuscirò' è sicuramente uno degli acme dello spettacolo, dove la voce di Alessia fiorisce meritandosi gli applausi per una modulazione della voce che tocca tutte le estensioni. Appare e scompare come i fantasmi fiamminghi dei quadri di Rembrandt Leonardo Moriconi, Gesù maltrattato dai romani, emblema vivente della sofferenza della carne e dello spirito sulla terra. L'arrivo degli aiuti umanitari è uno dei momenti più divertenti della serata: tutti gli oggetti sono elettrici, a significare che sono troppo tecnologici per poter essere utilizzati nel povero campo di Madre Teresa. Sembra di vedere l'aeroplano degli Yankees quando oltrepassa l'embargo sovietico e scarica gli aiuti in forma di cassette su Berlino est. La corrente che accende è ovviamente quella dell'amore, che si allarga e infonde nel cuore di chi crede e riceve l'amore di Gesù. 'La vita è un gioco' è un rock alla Sister act dove le brave assistenti di madre Teresa, nella tipica uniforme bianca e blu, irradiano gioia tutto intorno a loro.


Bravissimo anche Cosimo Ceragioli, che nel duetto con Teresa si strappa il microfono non funzionante di dosso e si spolmona tirando fuori una voce portentosa come il fisico del pluripremiato atleta. La povertà, quella vera come dice Michael, è la solitudine. Qualcosa di eccezionale è la fisicità messa sul palco da Fabio Favilla nel suo rythm and blues alla Elvis Presley: la voce gracchiante, le bretelle alla Paolo Belli negli spettacoli di Panariello, canta come un uomo di colore. Favilla trasuda forza da ogni poro, come una bomba atomica che si trasforma in energia pura.
Il duetto iracondo tra Francesco Raffaelli, straordinario e seducente Mefistofele nel suo malvagio ruolo di sacerdote del male, e la grazia di Virginia Ceragioli, è un inno alla misericordia, il simbolo che il porgi l'altra guancia nella società di oggi è un monito sempre pronto a tornare a galla per riaffiorare in ognuno di noi. La parte centrale vede un altro duetto di qualità, quello tra Anna Bastoni e Alessia Dini: la prima interpreta il ruolo della madre di Teresa, centrale nella sua formazione spirituale. Il canto e il controcanto mettono i brividi e fanno ripensare al complesso rapporto tutelare tra la Vergine e Sant'anna di Metterza. 


Dulcis in fundo, la stravagante coppia d'attori: Tommaso Lucarini si trova felicemente a suo agio nella parte del giornalista alcolico che cerca in tutti i modi di intervistare Madre Teresa e le sorelle. Modula il corpo e la voce come se fossero uno strumento musicale, mostrando quella diffidenza all'amore che solo i grandi attori sanno risaltare: un po' Servillo, un po' Elio Germano, gli basta un gesto per far sorridere il pubblico, una parola per farlo commuovere. Non è da meno suor Bettina, una bravissima Eleonora Giannecchini con cui Adams fa il cicisbeo in alcune scene che tradiscono un platonico innamoramento: soprattutto sul palco, dove non si può sbagliare, davanti a un grande attore c'è sempre una grande attrice.


Il Miserere finale per la morte in terra di madre Teresa, il cui seme viene piantato in terra per sbocciare in mille splendidi tulipani, rievoca il rammarico di aver perduto una grande anima, di quelle che irradiano speranza: quando se ne vanno i Martin Luther King, i Mandela, i Giovanni Paolo II, si piange e si aspetta dal Redentore, forse invano, la salvezza che verrà.


E forse la forza nascosta che permea la volontà di questi ragazzi di creare uno spettacolo sociale è veramente la fede: fede che la maestra Anna Tartaglia ha infuso negli anni e infonde tuttora con tutto l'amore che ha in corpo verso questo gruppo fantasioso che balla, recita e canta con la vitalità di chi sa che sta facendo la cosa giusta.

 

Hanno partecipato allo spettacolo anche Alessandro Dati, Alessia Lari, Andrea Della Latta, Asia Chiara Cortopassi, Chiara Bianchini, Chiara Matteucci, Chiara Ramacciotti, Daniele Pieraccini, David Toccafondo, Elena Castellani, Emanuele Luisotti, Gaia Bernardoni, Giulia Ribechini, Ilaria Bartelloni, Letizia Zemmi, Rachele Dalle Luche, Sofia Tabarrani, Sofia Toccafondo e le giovanissime Viola e Caterina Marchetti. Ognuno/a di loro è stato un pezzo indispensabile del variopinto di puzzle di uno dei musical più intensi della stagione. 

 

 

 

Andrea Boccardo

 

 

 

 

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