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Il Santo del giorno, 28 Marzo: S. Gontrano, re franco dei Merovingi - Beato Antonio Patrizi, da Monticiano di Siena - Beato Venturino da Bergamo ed il fenomeno dei Disciplinati e dell'autoflagellazione - Beata Giovanna Maria de Maillé, Vedova

28 marzo Gontrano e Childeberto II

Santo dei Franchi, della dinastia dei Merovingi e re!

Popolo germanico, che, convertitosi al Cristianesimo, decise così la storia dell'Europa.

Venturino ed il fenomeno dei Flagellanti, oggi reperibile ancora al Sud scomparso da secoli nel Nord Italia!

(Miniatura di Gontrano in trono, con Childeberto II)

 

di Daniele Vanni

 

Il 28 marzo è l'87º giorno del Calendario gregoriano (l'88º negli anni bisestili). Mancano 278 giorni alla fine dell'anno.

Oggi si celebrano:

San Castore, martire

San Cirillo di Eliopoli Diacono e martire

San Cono di Naso, monaco basiliano

San Giuseppe Sebastiano Pelczar, vescovo

San Gontrano, Re dei Franchi

Sant'Ilarione di Pelecete Egumeno (Abate)

Santi Prisco, Malco e Alessandro, martiri

San Proterio, Patriarca di Alessandria

Santo Stefano Harding, abate

San Tuotilo, monaco benedettino

Beato Antonio (Patrizi) da Monticiano, eremita agostiniano

Beato Cristoforo Wharton, martire

Beata Giovanna Maria de Maillé, vedova

Beata Renata Maria Feillatreau, martire

Beato Venturino da Bergamo

Gontrano (532 circa – 28 marzo 592) o anche Guntrammo, il cui nome in germanicco sta a significare: "corvo della guerra" o, in senso lato, "combattente funesto ai nemici", fu un re franco della dinastia dei Merovingi che, dal 561 alla morte, regnò sulla Burgundia e che è anche venerato come santo dalla Chiesa cattolica per la sua opera di sostegno alla diffusione del cristianesimo.

Era il figlio quartogenito del re dei Franchi Sali, un popolo germanico, che entrarono nel tardo Impero romano, come federati, e che abitavano una zona dell’attuale Olanda e da questa presero il nome e che diedero vita, proprio poco prima di Gontrano, alla legge Salica, celebre perché stabiliva i diritti medioevali di discendenza.

Alla morte del padre, Clotario dei Merovingi che era stata la prima dinastia regale dei Franchi, nel 561, i quattro figli si divisero, secondo la legge Salica, il regno del padre in quattro parti e a Gontrano toccò il regno di Orléans., al centro dell’attuale Francia.

Dopo la morte del fratello, il re di Parigi, Cariberto, senza eredi maschi,  Gontrano estese i suoi domini aanche alla zona di quella che diverrà la capitale francese.

Cercò sempre, con poco successo, di mantenere la pace tra i regni franchi, intervenendo con la sua opera di mediazione, cercando di intervenire sempre a favore del fratello più debole per dirimere i contrasti che erano allora costanti e sfociavano in guerre civili e fratricide, con un turbinio di intrighi e di uccisioni davvero impressionante.

Non avendo eredi, essendogli premorti tutti i figli, nel 577, a Pompierre, adottò suo nipote Childeberto II, figlio di suo fratello Sigeberto I di Austrasia (ucciso per volere di Fredegonda vedova del re Chilperico, che governava la Francia ovest) e, col trattato di Andelot, del 28 novembre 587, dispose che alla sua morte gli succedesse come re di Burgundia.

Durante la guerra tra Visigoti e Suebi, Gontrano intervenne a favore di questi ultimi, inviando una flotta in Galizia, e intervenendo con le sue truppe nella penisola iberica, per contrastare il re visigoto, Leovigildo, che inviò contro Gontrano il figlio Recaredo, che sconfisse i Franchi.

Leovigildo allora offrì un'alleanza a Gontrano, che non solo la rifiutò, ma, con le sue truppe, entrò nuovamente nella penisola iberica dove fu nuovamente fermato da Recaredo.

Dopo la morte di Leovigildo, avvenuta durante la seconda invasione di Gontrano, Recaredo, nuovo re dei Visigoti, nel corso del 587, si convertì alla religione ortodossa (cattolica), ma nonostante la conversione dei Visigoti, Gontrano li attaccò per due volte in Settimania, venendo però sconfitto.

Gontrano morì, nel trentatreesimo anno di regno, il 28 marzo 592, a Chalon-sur-Saône, dove fu sepolto nella chiesa di San Marcello, da lui fondata.

Il trono, senza alcuna opposizione, passò Childeberto II: la Burgundia andò così a formare un unico regno con l'Austrasia.

Beato Antonio (Patrizi) da Monticiano, Eremita agostiniano

28 marzo

Siena, 17 gennaio 1280 - Monticiano, Siena, 23 aprile 1311

Il beato Antonio Patrizi appartenne alla Congregazione agostiniana di osservanza di Lecceto, presso Siena, di cui a ragione è stato detto: "Ilycetum, vetus sanctitatis illicium", “Lecceto, antico covo di santità”. Il beato nacque a Siena verso il 1280. Conosciuti gli eremiti agostiniani di Lecceto, con loro compì l’anno del noviziato; poi fu inviato di comunità a Monticiano. Umile e devoto, alternava la preghiera con il servizio alla comunità. Non si lasciava sfuggire l'occasione di convertire gli increduli e di riprendere fraternamente i peccatori, di comporre dissensi e soccorrere i bisognosi. Dopo essere uscito dal monastero per andare all’eremo di Camerata a visitare un confratello, rientrando a Monticiano, morì la notte stessa, il 23 aprile dell’anno 1311. Acclamato santo dal popolo, il suo culto è stato riconosciuto dalla Chiesa nel 1805. Con il beato Antonio, la diocesi di Siena celebra, come beati, i venticinque religiosi leccetani dipinti nell’ “Albero agostiniano di Lecceto”.

Martirologio Romano: A Monticiano presso Siena, beato Antonio Patrizi, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che fu vero amante dei fratelli e del prossimo.

Era l'epoca dello scontro tra Papato e Impero che dalle ceneri dell'impero carolingio tentavano di imporre la propria primazia quale potere universale, e al tempo stesso iniziava il loro declino politico di fronte al comparire di nuove realtà quali i nascenti comuni in Italia e i prodromi degli stati nazionali in Europa.

I Disciplinati di Bergamo si inserirono in questo stato di cose sia cercando di alleviare con opere caritative alcuni bisogni elementari della popolazione sia tentando di imporre la pacificazione generale con processioni e prediche, frammezzate dalle pratiche penitenziali cruente a cui si sottoponevano.

A Bergamo questo movimento popolare-religioso ebbe nel XIV secolo un grande seguito spinto dalla veemenza oratoria di Venturino de Apibus, passato alla storia come Beato Venturino da Bergamo che percorse l'Italia centro settentrionale predicando la pacificazione generale.

Il movimento si caratterizzò fin dall'inizio per un forte fanatismo religioso ed ebbe un certo seguito nelle valli bergamasche dove alle normali difficoltà della sopravvivenza quotidiana si aggiungevano le uccisioni e le devastazioni conseguenti alle contrapposizioni tra Guelfi e Ghibellini, dietro cui agivano personaggi che trovavano copertura politica alle proprie ambizioni nello schierarsi a favore dell'uno o dell'altro potente del momento.

Nel territorio di Lemine, l'almennese, il punto d'incontro dei disciplinati era il portico della chiesa di San Giorgio in Lemine e non il suo interno in quanto interdetto dalle norme canoniche.

 

Oratorio dei Disciplini, Clusone

 

Del loro fervore religioso è rimasto, a Clusone in Valle Seriana, l'Oratorio dei Disciplini la cui costruzione fu iniziata dai cosiddetti Disciplini Bianchi nel corso del XIV secolo.

L'oratorio nei secoli successivi fu ampliato e arricchito con quegli affreschi che l'hanno reso il capolavoro storico-artistico universalmente noto per la sua Danza Macabra e il Trionfo della Morte.

 

Venturino da Bergamo

 

Venturino da Bergamo nel 1335 si pose a capo di un enorme pellegrinaggio, più di diecimila persone, per raggiungere Roma predicando il pentimento e la pacificazione generale.

La sua iniziativa, avversata dalla Curia pontificia, che ne temeva il carattere sedizioso, si dissolse una volta raggiunta Roma senza alcun esito e senza incidere minimamente sulla situazione storico-politica del momento.

Rimase solo il ricordo delle dolorose pratiche penitenziali a cui si sottoponevano i suoi seguaci.

 

 

 

Giovanna Maria de Maillé

Beata Giovanna Maria de Maillé, Vedova

Nascita      Les Roches, 14 aprile 1331

Morte        Tours, 28 marzo 1414

Giovanna Maria de Maillé (Les Roches, 14 aprile 1331 – Tours, 28 marzo 1414) è stata una mistica francese.

 Fu beatificata, per equipollenza, da papa Pio IX nel 1871.

Di nobile famiglia, nacque nel castello des Roches, in arcidiocesi di Tours. Secondo la tradizione agiografica, fu favorita da doni mistici sin dalla giovinezza: avrebbe ricevuto la prima visione della Vergine con il Bambino nel 1342.

Nel 1347, fu data in moglie a Roberto de Sillé, ma i coniugi fecero voto di castità.

La coppia perse le sue ricchezze per riscattare Roberto, catturato in guerra dagli inglesi.

Rimasta vedova nel 1362, Giovanna Maria fu cacciata dai famigliari del marito e si ritirò a Tours, dove emise il voto perpetuo di castità nelle mani dell'arcivescovo. Dedicò la sua vita alla preghiera e al servizio agli ammalati poveri dell'ospizio cittadino.

Si ritirò a vita eremitica a Planche de Vaux, ma nel 1386 tornò a Tours e visse da reclusa in una cella presso il locale convento francescano.

Si recò più volte alla corte di Carlo VII nel tentativo di castigarne i costumi.

Morì nel 1414.

Culto

Il processo canonico di beatificazione terminò nel 1415 e gli atti furono inviati invano ad Avignone.

La tomba della beata fu profanata nel 1562 dagli ugonotti.

Il suo culto ab immemorabili fu confermato da papa Pio IX il 28 aprile 1871.

Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 28 marzo

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