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Il Santo del giorno, 26 Novembre: Don Alberione, fondatore di Famiglia Cristiana, delle Edizioni Paoline e del "Giornalino"!! - S. Alipio, stilita, invocato contro la sterilità

26 nov Don Alberione

Visse 67 anni su una colonna! Colonne antiche sulle quali spesso il Cristianesimo pose statue della Madonna. Ma ancora prima vi salirono anacoreti, per distaccarsi dalle cose del mondo.

Da uno stilobita, ritirato dal mondo, ad un santo che fa della comunicazione la sua vocazione, tanto da essere in predicato per divenire (nessuno si rende conto della necessità di un vero protettore) della Rete e del Web!!!

di Daniele Vanni

Sant' Alipio, lo stilita Anacoreta

Adrianopoli (Paflagonia), 515 ca. - † 614 ca.

Sulle colonne lasciate spesso in rovina dai Romani, si posero spesso statue di Madonne (come quella dello Stellare a Lucca) a significare la vittoria del Cristianesimo e della “sua” Vergine sul Paganesimo, che portava anche colonne come simboli fallici in processioni per la fertilità: non è quindi un caso, ma conseguenziale a tutto questo, che il Santo di cui trattiamo oggi, che visse sopra una colonna tutta la sua esistenza o quasi, si “occupi” e sia invocato contro la sterilità e la fertilità, gli atributi che a Roma, aveva Priapo, figlio di Afrodite che lo ebbe da un rapporto adulterino con Zeus ed Era, sorella e moglie di Giove-Zeus, patrona del matrimonio e del parto, scandalizzata, rese deforme Priapo, con un pene smisurato, ritenuto dai Romani, l’origine della vita.

Prima ancora delle statue della Madonna, vi salirono sopra, queste colonne simbolo di un’antichità che stava scemando, singolari anacoreti, cioè: ritirati dalla società, gli "stiliti", (stilita dal greco stylos = colonna) asceti, che per penitenza vivevano in meditazione sulla sommità di una colonna isolata o di vecchi ruderi.

A volte scendevano solo per bisogni del corpo, a volte, addirittura! Aiutati da discepoli, non scendevano per decenni! e rimanevano lassù, in contemplazione e meditazione, quasi sollevati dalla terra e dagli affanni umani dai quali si erano distaccati per sempre!

Il primo stilita fu san Simeone il Vecchio (V secolo) che ebbe numerosi imitatori fra gli anacoreti orientali, soprattutto della Siria e della Mesopotamia (s. Daniele, s. Simeone il Giovane, ecc.).

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Alipio nacque nel 515 ad Adrianopoli in Paflagonia (regione dell'Asia Minore).

Già prima della nascita, la madre ebbe una visione premonitrice della gloria futura del nascituro, che però, a tre anni, rimase orfano del padre.

Fu così mandato dal vescovo Teodoro per essere istruito.

Venne nominato diacono ed economo della Chiesa di Adrianopoli, finché a 30 anni volle ritirarsi in solitudine, chiudendosi in una cella, dove rimase per due anni.

Infine salì su una colonna fuori dalla città.

Il suo ascetismo attrasse attorno alla colonna moltissimi discepoli, tanto che Alipio decise di fondare due monasteri, uno maschile e uno femminile.

Viene raccontato che una luce discese dal cielo sul santo e che, da lì in poi, ebbe la facoltà di predire il futuro e guarire gli ammalati.

Sembra che Alipio sia rimasto in piedi sulla colonna per 53 anni!!!

Poi colpito da paralisi alle gambe, restò per altri 14 anni disteso su un fianco! finché morì a 99 anni verso il 614.

Etimologia: Alipio = che ha le ali ai piedi, dal latino.

Un nome davvero errato! La più grande sconfitta del “nome omen” il nome, un destino, di origine romana: nome affibbiato ad un uomo che non si mosse per 67 anni!!!

Si racconta che un invasato fu liberato dal suo male, accostandosi alla sua tomba.

La reliquia della sua testa si trova in un monastero del Monte Athos, al quale nel 1428 furono unite le comunità fondate da S. Alipio lo stilita.

A lui fu dedicato un monastero a Costantinopoli e venne raffigurato in un mosaico insieme a s. Simeone, nella basilica di S. Marco a Venezia.

S. Alipio, per quello che dicevamo sopra, è invocato contro la sterilità, come il Priapo dei Romani che era il dio della fertilità!

 

 

Don Giacomo Alberione (Fossano, 4 aprile 1884 – Roma, 26 novembre 1971) è stato un presbitero ed editore italiano.

È stato fondatore di numerose congregazioni religiose cattoliche. Il suo nome resta legato, tra le tante cose, alla fondazione delle Edizioni Paoline.

È stato proclamato beato da Giovanni Paolo II il 27 aprile 2003.

Biografia

Fu battezzato il giorno successivo alla nascita.

La sua famiglia era contadina e profondamente cristiana.

Giacomo avverte sin da piccolo la "chiamata" di Dio: in prima elementare, alla maestra che gli chiede cosa farà da grande, il piccolo risponde "Mi farò prete"!

In seguito si trasferisce a Cherasco. Entra nel seminario diocesano di Bra, finendo gli studi ecclesiastici in quello di Alba, e subito si incontra con il canonico Francesco Chiesa, che sarà suo amico e consigliere per 46 anni.

Il 29 giugno 1907, viene ordinato sacerdote.

Poi diventa vice parroco di Narzole (Cuneo).

Nel Seminario di Alba diventa padre spirituale dei seminaristi e insegnante in varie materie. Si dedica molto alla catechesi nelle parrocchie della sua diocesi e studia le nuove necessità della società civile del nuovo secolo. Negli anni del seminario il Vescovo prescelse il giovane Alberione come cerimoniere nelle celebrazioni pontificali.

Divenuto Terziario domenicano si occupò dell'animazione spirituale dei confratelli della Fraternità Laica di San Domenico di Alba.

In questi anni, matura la decisione di fondare una congregazione che diffonda la Parola di Dio utilizzando le nuovissime frontiere dei mezzi di comunicazione, e il 20 agosto 1914 fonda ad Alba la Società San Paolo, embrione della "Famiglia Paolina".

Nel 1915, viene fondata la Congregazione delle Figlie di San Paolo, ramo femminile del suo Ordine.

Nel 1923, lo sviluppo della "Famiglia Paolina" sembra interrompersi a causa di una grave malattia che colpisce don Alberione. Ma egli guarisce, e in futuro ne attribuirà il merito a san Paolo.

Nascono anche le Pie discepole del Divin Maestro, le suore Pastorelle, le suore Apostoline e altre congregazioni di tipo laicale.

Don Alberione promuove la stampa di libri sacri per il popolo e inizia ad utilizzare lo strumento dei periodici.

Nel 1912 nasce la rivista Vita Pastorale, per i parroci, nel 1912 il foglio La Domenica sulle letture domenicali, nel 1931, Famiglia Cristiana, fiore all'occhiello dell'intera produzione paolina; per i ragazzi, don Alberione fonda Il Giornalino.

Dopo una sosta forzata a causa della Seconda guerra mondiale, don Alberione partecipa al Concilio Vaticano II. Si aggravano le sue condizioni di salute: una dolorosa scoliosi non gli dà pace giorno e notte.

Il 28 giugno 1969, don Alberione è ricevuto in Vaticano da papa Paolo VI, che mai gli nascose la propria grande ammirazione (per lui usò la definizione: meraviglia della nostra epoca). Tale stima spinse il pontefice a rendere visita al capezzale di don Alberione, ormai agonizzante: una visita non prevista, pochi giorni prima del trapasso, avvenuto, nella casa generalizia dell'Ordine paolino, da lui fondato, in Via Alessandro Severo a Roma, il 26 novembre 1971.

Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 2003 e recentemente la sua figura è stata proposta come "patrono della Rete".

Pensiero e Missione

Alberione si ispirava alla figura di san Paolo che, secondo lui, fu il primo comunicatore sociale ad usare lo strumento mediatico del tempo: le lettere.

L'intera predicazione di san Paolo è raccolta in epistole e, prendendole ad esempio, Alberione formula il suo motto: “portare Cristo oggi con i mezzi di oggi”, ovvero diffondere la parola di Dio tramite ogni mezzo che la tecnologia mette a disposizione.

Opere

Alberione realizza molte opere di varia natura; fonda Famiglia Cristiana, Il Giornalino, Jesus, la casa editrice Edizioni San Paolo, le Edizioni Musicali Paoline e la San Paolo Film.

 

È anche l'ideatore della Publiepi con a capo Emilio Mammana.

Tra i film più famosi della San Paolo Film, oltre a quelli biblici, ricordiamo Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini con Nino Manfredi.

I progetti di Alberione prevedevano anche la fondazione dell'ateneo Paolino, un'università di Teologia paolina che avrebbe incluso anche corsi e facoltà concernenti i mass media. Riuscì a fondare solo lo SPICS (Studio Paolino Internazionale per la Comunicazione Sociale).

Spiritualità

Alberione fu il primo ecclesiastico contemporaneo ad occuparsi di mass media.

Solo dopo la sua morte, la chiesa e altri ordini religiosi hanno seguito, con non poche resistenze, questa stessa via.

Predicava la centralità della figura di Gesù Divino Maestro utilizzando le parole del vangelo "Io sono la Via, la Verità e la Vita" (Giovanni 14,6); fece scrivere su tutte le chiese paoline vicino al tabernacolo la frase “Non temete io sono con voi, di qui voglio illuminare, vivete in continua conversione”.

Organizzazione

L'organizzazione delle sue attività editoriali, particolarmente autarchiche ed autosufficienti, era divisa in tre strutture principali (la redazione, la realizzazione, e la diffusione), precorrendo i tempi dell'"industrial management". Affermava che le due parti fondamentali sono la redazione (creare un buon contenuto) e la distribuzione (il contatto con le persone a scopo di evangelizzazione) e sosteneva che il pulpito, per i paolini, erano i microfoni delle radio, le telecamere delle TV, gli scaffali delle librerie.

Per sua volontà venne costruita la Basilica di Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola a Roma.

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