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Nell'Antica Roma, 15 Novembre: Festa di Feronia, al Lucus Feroniae

15 novembre lucus feroniae

Oggi, si scorre, quando non ci sono code chilometriche, assai veloci accanto a questi luoghi che furono riscoperti proprio quando qui si realizzò il casello autostradale di Roma,per chi viene dal nord!

di Daniele Vanni

 

Feronia, che si celebrava oggi e comunque a cavallo delle Idi di Novembre, secondo la mitologia romana, era una dea della fertilità, onorata tanto dai Romani che dai Sabini, nel terriotrio dei quali, si trovava il Lucus Feroniae (che non abbiamo più il tempo di visitare, i pochissimi che sanno la qual cosa, quando arriamo da nord al casello di Roma!).

Feronia era una dea di origine italica, protettrice dei boschi e delle messi, celebrata dai malati e dagli schiavi riusciti a liberarsi.

Tra i luoghi sacri a essa dedicati figurano Scorano, oggi frazione di Capena, ove sorge il Lucus Feroniae, il santuario principale.

Trebula Mutuesca (oggi Monteleone Sabino), Terracina, Preneste (oggi Palestrina), Etruria e l'area sacra di largo di Torre Argentina (tempio C) a Roma.

Feronia diede presumibilmente anche il nome a una località della Sardegna (forse in prossimità dell'attuale Posada) citata in molte carte antiche, ma mai individuata con precisione.

Si narra che fosse la madre di Erilo, mostro orrendo con tre vite e tre corpi, figlio della dea Feronia e del re di Preneste, al quale la madre era riuscita a procurare tre corpi e tre anime. Quando Evandro, (alleato di Enea, figlio del dio Mercurio e della ninfa Carmenta, capo degli Arcadi provenienti da Argo e che da lui guidati erano arrivati sulle coste tirreniche del Lazio, seconda popolazione proveniente dalle Grecia dopo i Pelasgi, e fondatore della città di Pallante, sul Palatino) uccise Erilo, infatti, dovette ripetere l'operazione per tre volte. Evandro aveva anche un altare a lui dedicato, sotto l’Aventino, nei pressi della Porta Trigemina (forse per le tre teste di Caco, ma molto più probabilmente proprio per le tre teste di Erilo!!! detta anche Porta Minucia, si apriva sul Tevere)

La popolarità di Feronia nelle regioni dell'Italia centrale è testimoniata da numerose iscrizioni. A San Severino Marche un teatro porta il suo nome, poiché nelle sue vicinanze si doveva trovare un suo tempio; in frazione Monticchio dell'Aquila si erge tuttora una statua con delle scritte a lei dedicate; il capoluogo abruzzese è inoltre luogo delle più antiche testimonianze di celebrazione di Feronia.

Era considerata da alcuni la paredra del dio Soranus e identificata anche con la divinità etrusca Cavatha.

Lucus Feroniae

Il territorio dei Capenati, attorno al 400 a.C. era contrassegnato dai centri di Capena e Lucus Feroniae. Siamo in terra di confine tra Sabini, Etruschi e Romani.

La scoperta del Lucus risale al 1952, cui sono seguiti solo tre scavi importanti.

Lucus Feroniae è un sito archeologico situato nel comune di Capena, sull'antica via Tiberina, localizzato nei pressi del casello autostradale della A1 Roma-Milano.

Era un luogo dove confluivano tre differenti gruppi etnici antichi: Latini, Sabini ed Etruschi.

Divenne colonia romana, assai tardi, al tempo di Caio Giulio Cesare.

Lucus Feroniae era un antico lucus dedicato alla dea sabina Feronia.

La città era già abitata nella seconda metà del III secolo a.C.

Il santuario era frequentato sia dai Latini, sia dai Sabini, anche al tempo di Tullo Ostilio.

Fu saccheggiato da Annibale nel 211 a.C..

In età imperiale divenne una comunità indipendente, con lo status di colonia in cui si insediarono veterani di Ottaviano (Colonia Iulia Felix Lucus Feroniae).

Nel museo annesso, si possono ammirare delle statue provenienti dallo scavo della sala del culto imperiale, annessa alla Basilica del Foro. Alcune statue erano dotate di mani e teste intercambiabili, in funzione dell'imperatore regnante.

La disposizione est-ovest del luogo fa ipotizzare una correlazione con la limitrofa area sacra di Feronia.

Gli scavi comprendono il Foro romano, rettangolare, sul quale si affacciano una Basilica, un tempio di epoca repubblicana, un altro tempio di un dio non ben identificato e un viale pergolato pedonale, sul quale si affacciano delle tabernae, negozi o botteghe in alcune delle quali, sul pavimento, sono visibili dei bellissimi mosaici, mentre all'ingresso di altre, una sorta d'ideogramma che faceva capire l'attività del commerciante svolta all'interno; una sorta d'insegna pubblicitaria moderna. Al centro del Foro pare che ci fosse una statua dell'imperatore.

Negli scavi, sono emersi anche un anfiteatro con capienza di circa 5000 persone, delle terme con annessi frigidarium, tepidarium, calidarium, un'area sacra, una schola e la Villa dei Volusii.

La Villa dei Volusii si trova a 200 metri circa, dalla restante zona archeologica di Lucus Feroniae, a ridosso dell'area di servizio Feronia presso l'autostrada A1!

La villa, con splendidi ed elaborati mosaici, era un complesso residenziale, con cisterna a quattro navate e ritratto marmoreo di Menandro.

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