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Accadde oggi, 13 Novembre 2011: è la volta di Monti!

13 nov Mario Monti

Finisce l'"Era Berlusconi", praticamente 18 anni. Ma inizia anche la sovranità limitata dell'Italia, che ha visto praticamente pilotata dall'estero la crisi, con un aumento dello spread che non ha effettive, corrispondenti dinamiche economiche interne, che possano giustificare un'impennata così violenta e repentina, con suggerimenti e pressioni estere su come "risolvere" la crisi, e molte, molte sospette sudditanze...

di Daniele Vanni

 

 

 

 

All’inizio d’anno, lo spread è a 173 punti.

I primi sei mesi dell'anno trascorreranno con un'altalena continua del differenziale tra i Btp e gli omologhi Bund tedeschi, termometro della fragilità non solo economica italiana.

A fine maggio, con i risultati del voto amministrativo, il Pdl e Berlusconi incassano una pesante batosta elettorale.

Il Rubygate incalza il premier, e dall'opposizione si comincia ad auspicare un suo passo indietro.

A giugno, il dibattito politico si concentra sulle scelte della manovra, mentre nella maggioranza si fanno sempre più forti le voci di coloro che attaccano Giulio Tremonti e chiedono un cambio al ministero dell'Economia.

In questa situazione già tesa, piomba a luglio l'esplosione della crisi del debito e il battesimo dei Piigs, l'acronimo-beffa che raggruppa i Paesi in difficoltà (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna).

Il mese di luglio si apre con lo spread a 225 punti. Sullo sfondo, c'è la scelta del successore di Mario Draghi al vertice di Bankitalia.

Il 7 luglio l'Italia è di nuovo sotto stress, aumenta la pressione sui nostri Btp e lo spread schizza oltre quota 226, il record dalla nascita dell'euro.

Si consuma lo strappo (come nel 1993!) tra Lega e Berlusconi e si affaccia l’ipotesi di un governo tecnico con l’appoggio esterno di Bossi e guidato da un tecnico come Mario Monti.

Il 3 agosto lo spread supera la soglia dei 300 punti.

I giornali inglesi irridono Tremonti, mentre quelli tedeschi avanzano, come fosse casa loro, la candidatura di Monti tessendone le lodi!

Per tutto agosto, lo spread sale come la temperatura: 390 poi si stabilizza, per riprendere a correre a settembre, mentre sui giornali di Berlusconi si parla di blitz dei poteri forti e Monti dice che spera che la crisi sia superata e non ci sia proprio bisogno di un suo intervento!

Il 23 ottobre, Francia e Germania lanciano un ultimatum a Berlusconi, perché faccia subito misure pesaanti per debito e crescita! Siamo alla sovranità  più che limitata!

A novembre si ha il picco di 574 punti: uno spread stratosferico, da terzo mondo!!!

E' il 9 novembre e Napolitano nomina Monti senatore a vita.

Soltanto il giorno prima, con il voto sul Rendiconto alla Camera, il premier capisce di non avere più la maggioranza assoluta.

Tre giorni dopo, 12 novembre: fine di un’era:

Silvio Berlusconi sale al Colle per dimettersi: il Cav. getta la spugna al termine di una giornata tesissima. Quel giorno Berlusconi e Monti si incontrano a Palazzo Chigi per un colloquio di 2 ore dedicato a fare il punto su programma e lista dei ministri.

Poi la notizia! Berlusconi si è dimesso.

Addio tra fischi e gente in festa nelle strade!

Dalle 21.42 il Cavaliere non è più presidente del Consiglio.

In piazza è tripudio e contestazione, con cori e monetine in stile Hotel Raphael.

Lui va via da un'uscita secondaria e torna a Palazzo Grazioli.

Ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Un atto formale che segna al tempo stesso la fine del berlusconismo (18 anni), dell’esperienza governativa più longeva dal secondo dopoguerra ad oggi (1284 giorni) e, soprattutto, della Seconda Repubblica.

Al Colle si lavora in silenzio.

Fuori è il tripudio. Come se il freddo di novembre si fosse trasformato in un 25 luglio!

Migliaia di persone hanno atteso la notizia per ore, festeggiando e contestando al tempo stesso. Lo aspettano.

Lui non potrà vedere. E’ andato via da un’uscita secondaria per evitare la folla: più che un addio, una fuga.

Al suo arrivo, del resto, gli hanno urlato di tutto (“buffone”, “ladro”, “in galera”) e qualcuno gli hanno tirato centesimi di euro: una scena che non può non riportare alla memoria il 30 aprile del 1993, quando l’uscita di scena del suo caro amico Bettino Craxi fu accompagnata dallo stesso gesto, monetine fuori dall’hotel Raphael di Roma all’indirizzo del leader socialista.

La delusione dura un attimo.

Bandiere, spumante e cori: quella della gente è una festa popolare.

In piazza si alza il motivetto che nel 2006 ha accompagnato la vittoria della nazionale di calcio ai mondiali di Germania: Po-popo-popopo-po.

Berlusconi è già a Palazzo Grazioli. Anche lì è giubilo, così come di fronte a Palazzo Chigi e in piazza Colonna, i luoghi del potere.

 

 

 

Mario Monti (Varese, 19 marzo 1943) è un economista, accademico e politico italiano.

Parla, forse anche per distaccarsi dal populismo berlusconiano, come un automa! Ne ha la "certezza"! Quasi lui non governasse da uomo, ma da economista che conosce la verità!! Le lacrime della Fornero ci riporteranno troppo presto all'umano!! Ma adesso lui è la certezza, anche perchè tutti dicono che "lui", indicato da massonerie internazionali, dal circolo Bloomberg, dalla finanza internazionale, da Germania e Francia, sarà per lustri e lustri, la guida di cui l'Italia, privata da Di Pietro di una vera classe politica, senza più veri partiti, ha bisogno...

È senatore a vita appena dal 9 novembre 2011, e dal 16 novembre 2011 fino al 28 aprile 2013 sarà Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana a capo del rispettivo Governo Monti, conservando inizialmente l'incarico anche di Ministro dell'Economia e delle Finanze; lascia successivamente l'incarico al dicastero economico a Vittorio Grilli l'11 luglio 2012.

Il 21 dicembre dello stesso anno rassegna le sue dimissioni da premier, rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti; a seguito delle dimissioni di Giulio Terzi di Sant'Agata, assume ad interim l'incarico di Ministro degli affari esteri dal 26 marzo al 28 aprile 2013.

Presidente dell'Università Bocconi dal 1994, Monti è stato Commissario Europeo per il Mercato Interno tra il 1995 e il 1999 nella Commissione Santer; sotto la Commissione Prodi ha rivestito il ruolo di commissario europeo per la concorrenza fino al 2004.

Il 9 novembre 2011, durante la XVI Legislatura della Repubblica Italiana, è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai sensi del secondo comma dell'articolo 59 Cost., avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo scientifico e sociale.

Il 13 novembre 2011, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, riceve da Napolitano l'incarico per la formazione di un nuovo governo, accettandolo con riserva.

Il 16 novembre scioglie la riserva e propone al Presidente della Repubblica la lista dei ministri per la nomina, priva di personalità politiche.

Nel pomeriggio del 16 novembre 2011, alle ore 17 circa, in ossequio all'articolo 93 Cost., Mario Monti ha prestato giuramento con i ministri incaricati presso il Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ottiene la fiducia al Senato il 17 novembre 2011 con 281 sì, 25 no e nessun astenuto e alla Camera il 18 novembre 2011 con 556 sì, 61 no e nessun astenuto. La maggioranza ottenuta in occasione del voto di fiducia è la più alta mai registrata nella storia repubblicana. Infatti la Lega Nord è l'unico partito che non vota la fiducia, tuttavia dal 16 dicembre anche l'Italia dei Valori si unisce ai leghisti e negherà da allora l'appoggio al governo.

 

Mario Monti, come poi Letta e infine Renzi non si sono mai presentati ad alcuna elezione come premier!!!

Lo spread scenderà a 368 punti il 6 dicembre.

Ma l'anno terminerà con il differenziale di nuovo sopra quota 500!

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