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Il Santo del giorno, 13 Novembre: S. Suora Agostina Pietrantoni

13 nov osservatore romano1972

Una persona semplice, che con la semplicità e l'umiltà santa dei contadini che accettano la vita così com'è, conla sua santità accettò fino in fondo il martirio nella sua professione di suora infermiera!

di Daniele Vanni

 

Agostina Pietrantoni, al secolo Livia Pietrantoni (Pozzaglia Sabina, 27 marzo 1864 – Roma, 13 novembre 1894), è stata una religiosa italiana, canonizzata da papa Giovanni Paolo II nel 1999.

Nacque il 27 marzo 1864, a Pozzaglia Sabina, presso Rieti, secondogenita di undici figli, e venne battezzata con il nome di Livia.

La sua era una famiglia semplice, di agricoltori, dove il lavoro e la preghiera erano i punti di riferimento, sotto la guida del padre Francesco e della madre Caterina Costantini, e con la patriarcale presenza del nonno Domenico.

Il 7 Settembre 1868 ricevette ad Orvinio (RI), il Sacramento della Cresima da Mons. Carlo Gigli, vescovo di Tivoli.

Già nei primissimi anni di vita mostrò un inclinazione naturale alla preghiera ed alla contemplazione in solitudine.

Ci sono molte testimonianze che la ritraggono nella Cappellina della Rifolta e nelle altre chiese di Pozzaglia. Vicino alla Cappellina, scorre il torrente Lasso. Questo corso d' acqua, la vide tuffarsi coraggiosamente nelle sue acque, per salvare un fratello che vi stava per annegare.

Prima ancora di aver compiuto 10 anni lavorò come portatrice di secchielli di ghiaia, sulla strada in costruzione da Poggio Moiano ad Orvinio; a 14 e 15 anni fece l'olivarola, negli oliveti intorno a Tivoli.

Il lavoro prese il posto dei giochi per la bambina, che non poté frequentare con regolarità la scuola: nonostante questo, ottenne un buon profitto, tanto che le compagne la soprannominarono "professora".

Lavorò sia in casa, che fuori, fino a quando non intraprese la vita religiosa, mentre nei ritagli di tempo accudiva i malati e gli infermi di Pozzaglia.

Il 23 Marzo 1886 fu accolta nella Casa Generalizia delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret.

Il 13 agosto 1887 vestì l'abito religioso, con il nome di Suor Agostina.

Il giorno dopo entrò in servizio all'Ospedale Santo Spirito di Roma come infermiera, prima nella corsia dei bambini, poi in quella dei tubercolotici dal 1889 al 1894.

Ospedale dove. prima di lei, avevano prestato la loro opera, San Carlo Borromeo, San Giovanni Bosco e San Camillo de Lellis.

La Questione Romana rendeva difficile la vita in ospedale ai religiosi: i Padri Cappuccini erano stati allontanati, i Crocifissi banditi: restavano solo le suore.

 Proprio nel 1894 contrasse la tubercolosi, ma, dopo un breve riposo, chiese di rimanere nella stessa corsia degli ammalati. Qui non mancavano soggetti violenti e blasfemi, il peggiore dei quali si chiamava Giuseppe Romanelli: venne cacciato addirittura dall’ospedale, ma volle vendicarsi e scelse la sua vittima, Suor Agostina, che non rinunciò alla sua missione nonostante le minacce.

Il 13 Novembre 1894 venne sorpresa e assassinata a pugnalate da Giuseppe Romanelli, da lei assistito, assieme alla di lui madre che era cieca.

Con le sue ultime parole chiese pietà per lui.

Nonostante fosse stata invitata dai superiori a guardarsi bene dal Romanelli (che la minacciava continuamente), ella continuò a servirlo fino all'ultimo.

In pratica, Suor Agostina sapeva già con certezza ciò che l'aspettava.

 

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