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Accadde oggi, 12 Novembre: - 2003, Nassyria! Il terribile attentato contro gli Italiani - 1942, la Battaglia navale di Guadalcanal

Nassyria

Anche se si osservano le operazioni di guerra nel Pacifico, si capisce facilmente la folle convinzione delle Potenze dell'Asse, sicure di vincere la guerra in pochissimo tempo! Altrimenti non si capirebbe il dispiegarsi infinito dell'esercito e della marina del Sol Levante, che si spinsero fino alle isole Salomone, a distanza tale da rendere quasi proibitivi i rifornimenti. Da qui le prime fondamentali sconfitte di Midway e Guadalcanal che segnarono l'inevitabile ripiegamento.

 

L'Italia, estranea alla Guerra del Golfo, viene incredibilmente coinvolta da un tremendo attentato, quando si fa disponibile per la ricostruzione!

di Daniele Vanni

La battaglia navale di Guadalcanal, nelle Isole Salomone, avvenne in due fasi tra il 12 e il 15 novembre 1942 e rappresentò lo scontro più importante della serie di battaglie navali combattute tra gli Alleati (principalmente gli Stati Uniti) e l'Impero giapponese durante la campagna di Guadalcanal, tra l’estate del 1942 ed il febbraio del 1943.

Nel maggio 1942, l'isola venne occupata dalle truppe dell'Impero giapponese che continuavano la loro avanzata nel Sud-Pacifico e che iniziarono quasi subito la costruzione di un aeroporto.

Ma la loro incredibile espansione che aveva portato le armi del Sol Levante (con l’appoggio di Thailandia e di movimenti nazionalisti di vari paesi) fino alla Nuova Guinea ed oltre, era giunta alla sua massima estensione possibile. Gia, nel Giugno del ’42, si era avuta la grande vittoria navale delle Midway.

Il 7 agosto 1942 le forze alleate, principalmente composte da truppe americane, sbarcarono sull'isola di Guadalcanal, su quella di Tulagi e su quella di Gavutu-Tanambogo, per privare il Giappone di tali basi avanzate e conquistare l'aeroporto che avrebbe potuto minacciare, una volta completato, le rotte dei rifornimenti tra gli Stati Uniti, l'Australia e la Nuova Zelanda.

Messe in sicurezza, invece, le isole sarebbero servite agli Alleati per supportare una campagna volta a neutralizzare o catturare le piazzeforti giapponesi nella Nuova Britannia, come Rabaul.

Gli Alleati erano sbarcati a Guadalcanal il 7 agosto 1942 occupando l'aeroporto che i giapponesi avevano iniziato a costruirvi; gli stati maggiori nipponici, colti di sorpresa, tentarono nei mesi seguenti di annientare le forze sbarcate e respingere la marina statunitense, senza però riuscire a cogliere alcun significativo successo.

All'inizio di novembre l'Impero giapponese organizzò un grande convoglio navale, con a bordo 7 000 soldati e numeroso materiale, in un decisivo sforzo di riconquistare l'aeroporto: a copertura della flotta da trasporto fu schierata la massiccia 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō, con il compito principale di bombardare l'aeroporto nella notte del 12-13 novembre e neutralizzare così la Cactus Air Force.

Gli Stati Uniti, venuti a conoscenza dell'operazione giapponese, attraverso intercettazioni e ricognizioni, distaccarono la scorta di un convoglio appena giunto a Guadalcanal (cinque incrociatori e otto cacciatorpediniere al comando del contrammiraglio Daniel Callaghan) che si scontrò nottetempo con il gruppo da bombardamento nemico, comprendente tra le altre unità le corazzate Hiei e Kirishima e guidato dal viceammiraglio Hiroaki Abe.

In una feroce, ed estremamente confusa battaglia, il contrammiraglio Callaghan rimase ucciso e quasi tutte le navi statunitensi furono gravemente colpite e il viceammiraglio Abe, ferito e disorientato, dette però l'ordine di ritirata quando la vittoria era a portata di mano.

Durante il 13 novembre la 2ª Flotta (meno la Hiei e due cacciatorpediniere) si riorganizzò per una sortita in massa contro l'aeroporto, mentre l'8ª Flotta del viceammiraglio Gun'ichi Mikawa salpava da Rabaul e nella notte del 13-14 novembre eseguiva un cannoneggiamento della testa di ponte; ritenendo ormai innocua l'aviazione statunitense, la mattina del 14 il convoglio ebbe ordine di salpare dalle isole Shortland.

La Cactus Air Force, invece, coadiuvata da velivoli della portaerei USS Enterprise, condusse nel corso della giornata ripetuti attacchi sull'8ª Flotta in ripiegamento e sul convoglio, affondando numerosi trasporti nipponici e l'incrociatore Kinugasa.

Intanto, nel pomeriggio, il viceammiraglio Kondō si era messo alla testa di ogni nave ancora abile al combattimento, prevedendo di bombardare la pista con la Kirishima e alcuni incrociatori pesanti: a sud dell'Isola di Savo incappò invece, in una formazione americana improvvisata, forte delle due moderne corazzate USS South Dakota e USS Washington.

Nella battaglia i giapponesi, dopo una serie di successi iniziali, frazionarono la loro squadra e la Kirishima subì danni tali da convincere Kondō a ripiegare nelle prime ore del 15 (la corazzata affondò poco dopo). La mattina presto i quattro superstiti trasporti, intenti a scaricare, furono bersagliati e distrutti e solo una piccola percentuale di uomini, munizioni, cibo e rifornimenti vari giunse alla guarnigione.

Le forze nipponiche su Guadalcanal andarono così incontro ad una crisi logistica e di rifornimenti, del resto molto prevedibile, (giacchè il Giappone distava da queste isole qualcosa come 5500 chilometri!) che già a dicembre rese la loro posizione insostenibile.

Gli Stati Uniti per converso poterono rinfoltire e aumentare le proprie forze fino a eliminare, nel febbraio 1943, ogni presenza giapponese su Guadalcanal, cogliendo una fondamentale vittoria strategica.

 

 

 

 

L'Italia, estranea alla prima ed alla seconda Guerra del Golfo, (per volontà propria o per desisione della Nato o americana?) viene incredibilmente coinvolta da un tremendo attentato, quando si fa disponibile per la ricostruzione!

Siamo sotto il secondo Governo Berlusconi. Ministro per gli Esteri l'ex socialista Franco Frattini, stretto collaboratore di Martelli già ministro della giustizia, Frattini del quale si è detto e poi smentito che fosse extraparlamentare e collaboratore del Manifesto, cosa non aliena da tantissimi socialisti che giocavano a "scavalcare" il PCI a sinistra.

Martelli (ritiratosi dopo pesantissime accuse di tangenti ed altro...) aveva frequentato il Liceo ginnasio statale Giosuè Carducci di Milano, lo stesso frequentato da Massimo Fini (che gli fu compagno di banco) e Bettino Craxi, che una volta eletto segretario PSI lo aveva chiamato a Roma.

Ministro della Difesa era nel 2003, Martino (tessera n.2 di Forza Italia e cofondatore assieme a Berlusconi, tessera n.1) sostenne la convinzione che l'Iraq avesse acquistato uranio dal Niger, affermazione che venne inclusa in un documento pubblicato dal numero 10 di Downing Street e intitolato "Iraq's Weapons of Mass Destruction: The assessment of the British Government" (Le armi irachene di distruzione di massa: la valutazione del Governo britannico).

Questo documento fu successivamente citato dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush, il quale pronunciò sedici parole che da quel momento sarebbero tornate a perseguitarlo: "The British government has learned that Saddam Hussein recently sought significant quantities of uranium from Africa" ("Il Governo britannico ha scoperto che Saddam Hussein ha ottenuto notevoli quantità di uranio dall'Africa")

Gli attentati di Nāṣiriya furono alcuni attacchi terroristici avvenuti dal 2003 al 2006 durante la guerra d'Iraq, contro le forze armate italiane partecipanti alla missione militare denominata "Operazione Antica Babilonia", che provocarono un totale di circa 50 vittime (di cui 25 italiani).

Nāṣiriya

Nāṣiriya (spesso indicata come Nassiriya dalla stampa italiana; in arabo: الناصرية‎, al-Nāṣiriyya) è una città irachena, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar, sede di importanti giacimenti petroliferi.

 

Operazione Antica Babilonia

 

Nel mese di marzo 2003 ha inizio l'operazione Iraqi Freedom (OIF), o seconda guerra del Golfo, da parte di una coalizione composta principalmente degli eserciti britannico e statunitense e da altri Stati.

Il 1º maggio 2003 la guerra è ufficialmente finita, anche se di fatto gli eserciti stranieri non hanno mai avuto il controllo pieno del territorio, subendo dure perdite dovute ad attacchi ricorrenti.

La risoluzione ONU 1483 del 22 maggio 2003 approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite invita tutti gli Stati a contribuire alla rinascita dell'Iraq, favorendo la sicurezza del popolo iracheno e lo sviluppo della nazione.

L'Italia partecipa attraverso la missione "Antica Babilonia", fornendo forze armate dislocate nel sud del Paese, con base principale a Nāṣiriya, sotto la guida inglese (!).

La missione italiana ha avuto inizio il 15 luglio 2003 ed è stata un'operazione militare con finalità di peacekeeping (mantenimento della pace), che aveva i seguenti obiettivi:

ricostruzione del "comparto sicurezza" iracheno attraverso l'assistenza per l'addestramento e l'equipaggiamento delle forze, a livello centrale e locale, sia nel contesto della NATO sia sul piano bilaterale;

creazione e mantenimento della necessaria cornice di sicurezza;

concorso al ripristino di infrastrutture pubbliche e alla riattivazione dei servizi essenziali;

rilevazioni radiologiche, biologiche e chimiche;

concorso all'ordine pubblico;

polizia militare;

concorso alla gestione aeroportuale;

concorso alle attività di bonifica, con l'impiego anche della componente cinofila;

sostegno alle attività dell'ORHA;

controllo del territorio e contrasto alla criminalità.

La missione è terminata il 1º dicembre 2006.

Attentato del 12 novembre 2003

Strage di Nāṣiriya

Stato Iraq Iraq

Luogo        Nāṣiriya, Iraq

Obiettivo  Militari italiani

Data  12 novembre 2003

10:40 (ora irachena)

Tipo  attentato suicida

Morti         28

Responsabili     Militanti di al-Qāʿida

Manuale

Il 12 novembre 2003 avvenne il primo grave attentato di Nāṣiriya.

Alle ore 10:40 ora locale (UTC +03:00), le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti l'ingresso della base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando successivamente l'esplosione del deposito munizioni della base e pertanto la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili.

Il carabiniere Andrea Filippa, morto nell’esplosione,di guardia all'ingresso della base "Maestrale", riuscì a uccidere i due attentatori suicidi, tant'è che il camion non esplose all'interno della caserma, ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di assai più ampie proporzioni.

I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo.

Nell'esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nāṣiriya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell'esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.

Il Comando dell'Italian Joint Task Force (IJTF) si trovava a 7 chilometri da Nāṣiriya, in una base denominata "White Horse", distante circa 4 chilometri dal Comando USA di Tallil.

Il Reggimento MSU/IRAQ, composto da personale dei Carabinieri Italiani e dalla Polizia Militare Romena (a cui poi si aggiungeranno, a fine Novembre 2003, 120 uomini della Guardia Nazionale Portoghese), era diviso su due postazioni: la base "Maestrale" e la "Libeccio", entrambe poste al centro dell'abitato di Nāṣiriya.

Presso la base "Maestrale" (nota anche con il termine "Animal House"), che durante il regime di Saddam Hussein era sede della Camera di Commercio, era acquartierata l'Unità di Manovra.

Presso la "Libeccio" avevano sede sia il Battaglione MSU, sia il Comando del Reggimento MSU/IRAQ.

L'attentato avvenne alle ore 10,40 del 12 novembre 2003 alla base "Maestrale".

L'altra sede, "Libeccio", distante poche centinaia di metri dalla prima, venne danneggiata anch'essa dall'esplosione. Era infatti intendimento dei Carabinieri, contrariamente alla scelta dell'Esercito di stabilirsi lontano per avere una maggiore cornice di sicurezza, posizionarsi nell'abitato per un maggior contatto con la popolazione. Due mesi dopo l'attentato, il Reggimento CC lasciò definitivamente anche la Base "Libeccio", trasferendosi alla base di "Camp Mittica" nell'ex aeroporto di Tallil, a 7 km da Nāṣiriya.

Le persone coinvolte

L'attentato provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono:

i carabinieri:

Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte

Giovanni Cavallaro, sottotenente

Giuseppe Coletta, brigadiere

Andrea Filippa, appuntato

Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente

Daniele Ghione, maresciallo capo

Horacio Majorana, appuntato

Ivan Ghitti, brigadiere

Domenico Intravaia, vice brigadiere

Filippo Merlino, sottotenente

Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte

Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante

i militari dell'esercito:

Massimo Ficuciello, capitano

Silvio Olla, maresciallo capo

Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore

Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto

Pietro Petrucci, caporal maggiore

i civili:

Marco Beci, cooperatore internazionale

Stefano Rolla, regista (alla cui compagna, Adele Parrillo, perchè non sposata, ed autrice poi di un libro sulla strage e su dopo! non verrà riconosciuta neppure l’assistenza psicologica, né una pensione e neppure i diritti sul documentario girato a Nassirya!)-

Nell'azione sono rimasti feriti anche 19 carabinieri e Aureliano Amadei, aiuto regista di Stefano Rolla.

In tutto i feriti nell'azione terroristica sono stati 58.

I caduti delle Forze Armate Italiane appartenevano a vari reparti dell'Arma dei Carabinieri Territoriale, al Reggimento lagunari "Serenissima", alla Brigata Folgore, al 66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste", al Reggimento Savoia Cavalleria, alla Brigata Sassari che stavano scortando la troupe cinematografica di Stefano Rolla e 3 militari del 6º Reggimento Trasporti della Brigata Logistica di Proiezione, che stavano scortando il cooperatore internazionale Marco Beci.

La camera ardente per tutti gli italiani morti venne allestita nel Sacrario delle Bandiere del Vittoriano, dove fu oggetto di un lungo pellegrinaggio di cittadini.

I funerali di Stato si svolsero il 18 novembre 2003 nella basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma, officiati dal cardinale Camillo Ruini, alla presenza delle più alte autorità dello Stato, e con vasta (circa 50.000 persone) e commossa partecipazione popolare; le salme giunsero nella basilica scortati da 40 corazzieri a cavallo. Per quel giorno fu proclamato il lutto nazionale.

Le inchieste

Due sono le inchieste aperte su questi fatti.

Una avviata dalle autorità militari vuole scoprire se è stato fatto tutto il necessario per prevenire gli attacchi.

Le due forze armate coinvolte sono giunte a conclusioni diverse. L'Esercito ha chiesto una consulenza al generale Antonio Quintana, secondo il quale sistemare la base al centro della città e senza un percorso obbligato a zig-zag per entrare all'interno di essa è stato un errore!

Oggi i new jersey sono dappertutto, e…in Europa!!

Mentre per la commissione nominata dall'Arma dei Carabinieri e guidata dal generale Virgilio Chirieleison non ci sono state omissioni nell'organizzazione della sicurezza della base.

Lo stesso Abū ʿOmar al-Kurdī, terrorista di al-Qāʿida, reo confesso dell'organizzazione dell'attentato, ha affermato che era stata scelta la "Base Maestrale" in quanto si trovava lungo una strada principale che non poteva essere chiusa.

L'altra inchiesta è stata aperta dalla Procura di Roma, per cercare di individuare gli autori (e i mandanti, diciamo noi!) del gesto.

Il suo lavoro non è facile dato che deve lavorare su un territorio straniero in cui le condizioni non sono stabili. L'unica cosa stabilita con certezza è che a scoppiare è stato un camion cisterna con 150–300 kg. di tritolo mescolato al liquido infiammabile!

I comandanti militari italiani inizialmente coinvolti nell'inchiesta sono stati tutti assolti con formula piena.

Si sospetta che Abū Musʿab al-Zarqāwī sia stato il mandante degli attentati, appoggiato dagli estremisti sunniti, mentre per la parte finanziaria si pensa a un professore di teologia, che lavorava all'ateneo di Baghdad. Un'altra ipotesi porta verso il coinvolgimento di una cellula terroristica libanese molto vicina agli ambienti di al-Qāʿida, infatti le modalità dell'attacco ricordano altri attentati accaduti in Libano e, inoltre, alcuni terroristi arrestati a Beirut avrebbero raccontato diversi particolari della strage di Nāṣiriya.

Entrambe le piste portano, comunque, a un coinvolgimento di persone venute da fuori della provincia di Dhī Qar a prevalenza sciita e questo confermerebbe quanto affermato dai vertici della base "Maestrale", cioè che non c'erano motivi particolari di preoccupazione, in quanto la popolazione locale non era ostile verso i militari italiani e gli estremisti locali venivano monitorati con attenzione.

 

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