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Il Santo del giorno, 9 Novembre: Papa Silvestro I° dedica, cioè consacra la Basilica di S. Giovanni in Laterano - Beata Giovanna da Signa di Firenze ed il miracolo della Luna

9 nov Archbasilica of St. John Lateran HD copia

Qui erano stati i palazzi degli imperatori del Basso Impero, che Costantino donò ai Pontefici per suggellare il patto che lo aveva consolidato al potere. Fino al XVI° secolo fu il centro della Cristianità

 

Giovanna, una grandissima santa contemporanea e fiorentina come Dante

di Daniele Vanni

Su duemila anni di Cristianesimo, solo gli ultimi cinquecento si sono svolti in S. Pietro, che sorse su un’antica basilica costantiniana, fatta costruire dall’imperatore che permise per primo il culto cristiano, sul Circo di Nerone e su una vicina necropoli. Là dove si sapeva da sempre essere stato il martirio, per crocefissione, del primo capo della Chiesa. In quel Circo di Nerone che forse per questo teneva lontano il centro della fede da quel luogo, dove pure era stato martirizzato e poi sepolto nella vicina necropoli S. Pietro, dopo essere stato tenuto carcerato nel carcere Mamertino.

In non moltissimi sanno che la La Sacrosanta Cattedrale Papale Arcibasilica Romana Maggiore del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano, rimane madre e capo di tutte le chiese della Città e del Mondo, ed anche la cattedrale della diocesi di Roma, attualmente retta da papa Francesco S.I. tramite il cardinale vicario Agostino Vallini, dopo essere stata per oltre un millennio il centro del cristianesimo che si era lì spostato, dove prima era il palazzo imperiale.

S. Giovanni in Laterano, - oggi forse più famosa per i comizi, le adunate politiche i concerti sindacali! - è la prima delle quattro basiliche papali maggiori e la più antica e importante basilica d'Occidente.

Sita sul colle del Celio, (che si stacca dalla valle dove è il Colosseo e che forse prese nome dagli Etruschi) la basilica e il vasto complesso circostante (comprendente il Palazzo Pontificio del Laterano, il Palazzo dei Canonici, il Pontificio Seminario Romano Maggiore e la Pontificia Università Lateranense) godono dei privilegi di extraterritorialità riconosciuti dallo Stato italiano alla Santa Sede che pertanto ne ha la piena ed esclusiva giurisdizione.

Quando Costantino decise nel 313 d.C. di lasciar libero il culto della religione cristiana, questa, che aveva già perneato di sé tutta la vita dell’Impero, dilagò. E Costantino a riconoscimento di tale importanza, donò il complesso del Palazzo Imperiale, dove spesso fino ad allora aveva risieduto gli imperatori e questo divenne per oltre mille ani la sede del potere papale: cioè S. Giovanni in Laterano.

Oggi, 9 novembre si celebra quindi il giorno della dedicazione della Basilica più importante della cristianità, ma anche l’instaurarsi del potere papale.

Già all’epoca di Nerone, che vicino aveva voluto la Domus Aurea ed il Colosso, la sua statua dorata di una trentina di metri di altezza, che dette il nome al Colosseo, aveva costruito qui un palazzo nella proprietà della Famiglia dei Laterani.

Quando Costantino, dopo il consolidamento del suo potere e la battaglia di Ponte Milvio, e aver sconfitto Massenzio (di cui aveva sposato la sorella), ed il sogno famoso: “In hoc sign vinces” cioè vincerai se adotterai per il tuo esercito il segno dei Cristiani, la Croce, (che sta a significare, che la politica di Costantino si era spostata dalla parte ormai preponderante e quindi questo lo aveva facilmente portato al potere assoluto), volle che i palazzi e le fortificazioni del Laterano, a significare proprio questa nuova inedita alleanza, passassero al vescovo di Roma, cioè al Papa che in quegli anni (310-314) era Milziade, che aveva visto i pontefici appena precedenti a lui, perseguitati e addirittura spogliati dei loro possedimenti proprio da Massenzio.

Milziade era il 32° pontefice da Pietro e fece dedicare la primitiva basilica al Redentore e fu seppellito, insieme a molti altri Papi nelle Catacombe di San Callisto, che si aprono sulla Via Appia, che inizia poco di distante, alla Porta Capena che segna la fine del Colle del Celio.

Ma la Dedica ufficiale, quella che si celebra oggi, avvenne poco dopo, nel 324 ad opera di Papa Silvestro I che morto il 31 dicembre del 355 e divenuto santo, viene celebrato proprio la notte della fine dell’anno.

Qui, nell’antichissima basilica a cinque navate, passò la storia. Quella delle invasioni barbariche, dei sacchi di Roma, dell’incoronazione di Carlo Magno, della lotta per le investiture…fino al 1377, quando i Papi rientrarono a Roma, dopo aver governato per settant’anni, il mondo e la chiesa da Avignone, in pratica sotto la giurisdizione dei re di Francia.

Perché rientrati a Roma scelsero il Vaticano, (il colle die vaticinii!) anche perché durante l’assenza dei Papi, il Laterano era andato completamente distrutto da incendi.

Ma il ricordo di essere stata la prima sede papale e della cristianità, porterà presto e sempre a costruire qui nuovi gioielli di architettura e di arricchire questo complesso unico al mondo. Che ha dentro ed attorno innumerevoli gioielli, artistici, monumentali e religiosi, come la venerata Scala Santa.

 

 

Giovanna da Signa

Nascita      1266

Morte        1307

Santuario principale     Signa, Chiesa di San Giovanni Battista

Ricorrenza 9 novembre

Patrona di  Signa

Giovanna da Signa, comunemente chiamata Beata Giovanna (Castello di Signa, 1266 – 9 novembre 1307), nacque da una famiglia contadina e devota alla fede cristiana, come emerge da alcune testimonianze dell'epoca.

L'anno di nascita della Beata Giovanna è assai incerto, tuttavia una verosimile ricostruzione temporale ne fisserebbe la nascita nel 1266. Pochi mesi dopo Dante, nato solo qualche chilometro più in là.

Secondo la tradizione popolare anche il nome farebbe pensare al forte collegamento tra la pastorella e la sua attività religiosa poiché il nome Giovanna in ebraico significa “Grazia (o anche Dono) di Dio”.

Conosciuta dal contado signese per il suo altruismo, dopo aver vissuto gli anni della sua infanzia da pastorella, decise all'età di dodici anni di dedicarsi ad una vita eremitica e di preghiera, come era uso nel Medioevo anche per altre giovani della sua stessa età.

Entrò quindi in un romitorio nella Valle di Signa, nella cosiddetta zona “La Costa” (ove oggi si trova la piccola Cappella detta “del Beatino”), ne fece murare la porta e vi rimase sino alla sua morte, avvenuta il 9 novembre 1307!

Miracoli attribuiti

La devozione che oggi viene tribuita alla Beata Giovanna è dovuta soprattutto ad alcuni eventi miracolosi che le sono stati attribuiti.

Tra le documentazioni giunte fino a noi è stato attestato che la Beata Giovanna abbia compiuto, almeno fino al 1383, ventisette miracoli tra cui sei compiuti in vita e ventuno dopo la sua morte.

Miracoli compiuti in vita

In una cronaca locale dell'epoca, si sostiene che, all'età di dodici anni, operò il suo primo miracolo (raffigurato anche tra gli affreschi presenti nella Pieve di San Giovanni Battista a Signa).

In una tremenda tempesta, avrebbe salvato dei pastorelli che erano assieme a lei, piantando un bastone nel terreno, per non essere portati via dal vento, che si trasformò in un attimo in una grande quercia.

Nel documento si legge che: "Avvenne che Lei si trovava in località La Luna, zona Malmantile di Lastra a Signa, a pascolare il suo gregge, insieme ad altri pastorelli con i loro animali, quando scoppiò un violento temporale con fulmini e tuoni e grandinava così tanto che i giovani pastori temettero per la loro vita e per le bestie, perché non sapevano dove ripararsi. Allora la Beata Giovanna piantò in terra il suo bastone, si inginocchiò e cominciò a pregare il Signore: subito il bastone crebbe e si trasformò in una grandissima quercia, sotto la quale trovarono riparo i pastorelli e i loro armenti, e nessuno si bagnò ma tornarono a casa asciutti e felici."

Questo miracolo, ha un’altra versione, secondo la quale la Beata Giovanna avrebbe invece tracciato in terra con il suo bastone un grande cerchio presso una quercia, entro il quale non cadde né acqua né grandine e vi trovarono rifugio tutti gli animali e i pastorelli che non si bagnarono!

A questo primo miracolo è collegato un altro evento miracoloso che parla della quercia nata dal bastone della Beata Giovanna: “Molti anni più tardi, un uomo voleva abbattere quella quercia con la scure ma non vi riuscì: la scure perse il filo tagliente e non fu più possibile usarla; l'uomo a sua volta rimase privo di forze e così l'albero non fu più abbattuto”. La quercia cadde molti anni dopo perché colpita da un fulmine: al suo posto, in ricordo del miracolo e in onore della Beata, fu eretto un tabernacolo tuttora esistente.

La tradizione popolare racconta anche di un altro evento miracoloso, compiuto da Giovanna poco prima di ritirarsi a vita contemplativa, avvenuto nel 1278 quando aveva solo dodici anni ove si narra “come Giovanna attraversasse il fiume Arno in piena sopra il suo mantello disteso sulle acque, senza bagnarsi, poiché il ponte sull'Arno a causa della grande piena era rovinato e non era agibile”(esiste documentazione sulla inagibilità del ponte).

Tra gli altri miracoli che Giovanna avrebbe compiuto in vita, si narra di come la pastorella abbia guarito un bambino con crisi epilettiche, di come “Un giorno una certa donna Ciava [...] che viveva vicino al romitorio della Beata [...] preparò una focaccia e la mise in forno [...], tagliò un pezzo e lo portò alla vergine Giovanna, pur sapendo che il resto della focaccia forse non sarebbe bastata per la cena. Quando giunse il marito, riaprì il forno e con grande stupore si accorse che la focaccia era tornata intera [...].

Altri miracoli raccontano di quando Giovanna guarì un passerotto cieco ad un occhio o della piena guarigione di due giovani ai quali doveva essere amputata una gamba.

Miracoli compiuti dopo la morte

Nella Chiesa di San Giovanni Battista è posta l'urna della Beata Giovanna

Giovanna secondo alcune fonti pare sia morta di peste nel piccolo romitorio in cui si era ritirata.

Alcune fonti affermano, però, che la prodigazione di eventi miracoli a lei attribuiti non cessò.

Tra i vari miracoli avvenuti fino al 1383 ci sono testimonianze di varie guarigioni, si narra che Giovanna avrebbe esaudito la preghiera di un prigioniero di guerra che doveva essere impiccato durante le lotte tra Firenze e Pisa.

Che ad un'onorabile donna non più giovane che aveva recentemente avuto un figlio ma per cui si sospettava la paternità, la donna le avesse rivolto una preghiera per avere un altro figlio dal marito con la promessa che "a seconda del sesso, lo avrebbe chiamato Giovanni o Giovanna".

Anche nel giorno della morte della Beata Giovanna si dice che avvenne un evento miracoloso poiché “improvvisamente e tutte insieme, senza che nessuno le muovesse, le campane delle Chiese di S.Martino a Gangalandi, di Porto di Mezzo e della Pieve di Signa iniziarono a suonare a festa". Per questo, come riportato dalle fonti della cronaca locale "la gente pensò subito a qualcosa di straordinario e, corsa al romitorio di Giovanna, la trovarono come se fosse serenamente addormentata, inginocchiata sopra delle fascine e con lo sguardo rivolto beatamente al Cielo”.

Tutti i miracoli operati dalla Beata Giovanna fino al 1383 vennero riportati nel documento "Beatae Johannae vita et miracula", la biografia più antica e più attendibile, alla quale si sono ispirati tutti gli scrittori successivi. Nello stesso anno, per il legame del popolo signese con la pastorella, venne istituita dal pievano di Signa una festa in suo onore.

Ma gli interventi della Beata non si sono certo fermati a quella data: ne fanno fede gli innumerevoli doni e  legati successivi, come si legge nei testi, che le sono stati lasciati per grazia ricevuta e tanti gli “ex voto" dedicati alla Beata da tutte le persone che si sono sentite soccorse nei loro bisogni e che hanno visto esaudite le loro preghiere.

Anche la stessa famiglia dei Medici celebrò sia a Signa che a Firenze celebrazioni in suo onore visto il legame religioso tra questa famiglia nobile e la pastorella signese.

E certo donarono anche loro “ex voto“, ancora ricordati dalle persone più anziane, che sono però andati perduti nel corso degli anni.

Dispute sulla Beata Giovanna

Dopo la morte di Giovanna, il popolo di Signa e quello di San Martino a Gangalandi (Lastra a Signa) se ne contesero le spoglie mortali poiché il primo rivendicava la scelta della pastorella di aver deciso di trascorrere la sua vita nel romitorio di Signa, il secondo perché, nonostante non ci fosse la certezza, rivendicava la nascita della Beata nel suo territorio.

Il Capitolo Fiorentino, sotto il cui patronato era posta anche la Pieve di Signa, decise che le venerate spoglie dovevano essere custodite nella Chiesa di S.Martino a Gangalandi. La traslazione del corpo però non avvenne per motivi ancora non accertati, secondo la tradizione popolare avvenne per un altro miracolo compiuto dalla stessa Giovanna.

Oggetto di discussione è stata anche la disputa su quale ordine religioso la Beata avesse fatto parte: c'è chi sostiene che fosse una vallombrosana, chi una francescana, anche se oggi si ritiene più verosimilmente che Giovanna sia rimasta laica nonostante abbia scelto una vita di preghiera e da eremita.

Culto

Per celebrare la Beata nel 1383, il pievano di Signa istituì un festa in suo onore nei giorni tra il 9 novembre e l'11 novembre.

Durante la traslazione del corpo della pastorella, la data fu spostata al lunedì dell'Angelo e i festeggiamenti si susseguono dal giorno di Pasqua al martedì successivo durante i quali viene esposta l'urna della Beata al pubblico.

Tra i giorni principali in cui si celebra la Beata ci sono:

il 9 novembre, in ricorrenza del transito della Beata, con la S.Messa ed esposizione del suo corpo alla pubblica venerazione

il Lunedì in Albis, che per i Signesi è la “Festa della Beata Giovanna” per eccellenza. Essa è caratterizzata dalla sfilata del Corteo storico di Signa, con la presenza del ciuchino adornato dei colori del popolo (sono 4 i popoli di Signa) vincitore del “Palio degli arcieri” che si tiene nel corso dell'antica. Questa festa conserva il suo significato prettamente religioso e culmina con la solenne benedizione impartita, dal pulpito esterno della Pieve, con le reliquie della Beata Giovanna.

Il giorno dopo, martedì, per i Signesi è la “Festa del Beatino“: la Pieve si riempie di bambini che, accompagnati da genitori e nonni, ricevono la particolare benedizione della Beata, a loro riservata per ricordare l'amore di Giovanna per i più piccoli.

Nel 2007, in ricorrenza del settimo centenario dalla morte, le celebrazioni in suo onore sono state particolarmente solenni e dal 16 novembre 2006 al 16 novembre 2007 è stata elargita, su decreto Apostolico, l'Indulgenza Plenaria.

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