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Nell’Antica Roma, dal 4 al 17 Novembre: Ludi Plebeii, Festività tenuta per celebrare la libertà politica della Plebe

4 17 novembre Circus Flaminius

giochi (ludi) includevano sia rappresentazioni teatrali (ludi scaenici) sia competizioni atleticheDurante la manifestazione, che si svolgeva esclusivamente nel Circo Flaminio, si teneva anche la Festa di Giove (Epulum Iovis), il 13 novembre, una parata di cavalleria, il 14 novembre, oltre a giochi nei circo (ludi circenses, principalmente corse dei carri) 15–17 novembre, ma anche eccezionalmente un "palio" con fantini che anicipa Piazza del Campo  di Siena!

di Daniele Vanni

 

 

 

 

 

I Ludi Plebeii erano una festività romana religiosa, che si svolgeva dal 4 al 17 novembre.

I giochi (ludi) includevano sia rappresentazioni teatrali (ludi scaenici) sia competizioni atletiche.

Tutti questi avvenimenti erano presentati dagli Edili Plebei.

Secondo un'antica fonte, essi erano tenuti nel Circo Flaminio, che era associato alla gente comune di Roma (la plebe).

Quasi tutti gli altri giochi si svolgevano all'interno del Circo Massimo.

Il Circo Flaminio fu costruito dal censore plebeo Gaio Flaminio Nepote, nel 220 a.C., e i primi giochi potrebbero essere stati istituiti da quello stesso anno: e infatti sono ricordati per essere stati tenuti, ogni anno, proprio dal 220 a.C., ma potrebbero essere anche più antichi.

Festeggiamenti

I Ludi Plebeii celebravano la liberà politica dei plebei, ma la tradizione variava a seconda della libertà del periodo: sotto la tirannia dei Tarquini, oppure sotto il dominio dei patrizi della prima Repubblica romana, al tempo del conflitto degli ordini.

I giochi plebei potevano essere celebrati tra la gente comune, senza un posto ufficiale del calendario ufficiale. Questo fino a quando i plebei non raggiunsero posizioni anche più elevate rispetto ai patrizi.

E comunque, Cicerone credeva che fossero i ludi più antichi di Roma.

Sarebbe più giusto dire che i Ludi Plebeii furono i primi giochi pubblici a partire dal 220 a.C.. E poiché lo svolgimento dei giochi plebei era estremamente simile ai Ludi Romani è facile supporre che furono creati dalla plebe come affermazione della propria identità, politica e sociale, forse già a partire dal V-IV secolo a.C..

Durante la manifestazione, si teneva anche la Festa di Giove (Epulum Iovis), il 13 novembre, una parata di cavalleria, il 14 novembre, oltre a giochi nei circo (ludi circenses, principalmente corse dei carri) 15–17 novembre.

Questo programma pone dei dubbi, perché, per quanto ne sappiamo (ma può darsi che si approntasse qualcosa di speciale al momento) il Circo Flaminio, non aveva una pista per corse di carri.

Una processione simile a quella dei Ludi Romani era pure parte di questa festività. Plauto per primo presentò la sua commedia Stichus proprio ai giochi plebei dei 200 a.C.

Tito Livio nota che i ludi furono ripetuti tre volte nel 216 a.C., a causa di un errore rituale (vitium) che interruppe il corretto svolgimento.

Circo Flaminio

Il circo Flaminio di Roma era un'ampia area circolare, che conteneva un piccolo tracciato riservato a gare e diverse costruzioni e monumenti.

Era situato nella parte più a sud del Campo Marzio, vicino quindi alle rive del Tevere.

L'area venne sistemata dal censore Gaio Flaminio Nepote (lo stesso che fece costruire la Via Flaminia) nel 221 a.C.

Nei suoi primi anni di esistenza il circo era lungo 500 metri e occupava gran parte dei possedimenti dei Flamini su cui era stato edificato.

Nel II secolo a.C. lo spazio andò riducendosi, per via della costruzione di edifici e monumenti sino a quando, nel III secolo, del circo non rimaneva che una piazza lunga 300 metri in cui venivano svolti i Ludi (giochi pubblici).

L'area venne abbandonata verso la fine del IV secolo, insieme agli edifici che nel corso dei secoli erano sorti nella zona.

Il circo Flaminio non venne pensato per competere con il più grande circo Massimo, poiché tali strutture venivano utilizzate per diversi scopi.

Le assemblee, per esempio, venivano spesso tenute in entrambi i circhi. L'area venne addirittura utilizzata come mercato.

Nel 2 a.C. il circo venne tramutato in un'immensa vasca utilizzata per contenere 36 coccodrilli, uccisi durante i festeggiamenti per l'inaugurazione del foro di Augusto, e nel 9, Augusto, sempre in quest'area assegnò la Laudatio a Druso.

Il circo non aveva posti a sedere e strutture permanenti.

È ancora oggetto di dibattito l'effettivo utilizzo del circo per le corse dei carri. Strabone non fa alcuna menzione di corse equestri quando cita il circo Flaminio. Valerio Massimo afferma che al suo interno venivano tenuti i Ludi Plebeii (giochi della plebe), ma altre fonti negano tale testimonianza. Tito Livio e Marco Terenzio Varrone ricordano tuttavia che alcuni giochi venivano tenuti all'interno del circo, riferendosi in special modo ai Ludii Tauri, tenuti in onore degli dei dell'oltretomba. Questi giochi misteriosi venivano tenuti unicamente nel circo Flaminio, suggerendo che erano simbolicamente legati all'area e che non potevano essere spostati in un altro edificio. Ai Ludii Tauri correvano cavalli e non carri (bighe o quadrighe, come avveniva nelle normali corse che si tenevano nei circhi) ma con un unico fantino: meraviglioso anticipo del Palio di Siena e di tanti pali medioevali!

Nelle vicinanze del circo Flaminio, sorsero numerose strutture.

Il Tempio della Pietà, situato nei pressi del Foro Olitorio, di fianco al tempio di Giano, che venne distrutto durante la costruzione del teatro di Marcello.

Il Tempio di Marte posizionato a nord-ovest del circo.

Altri sei templi, incluso uno dedicato ad Apollo, sorgevano nel 220 a.C. nei pressi dell'area.

Nel 15, Gaio Norbano Flacco eresse nella piazza una statua dedicata al Divo Augusto.

Sempre nell'area del circo Flaminio sorgeva il Portico di Ottavia, ricostruito sulla precedente Porticus Metelli, con i Templi di Giove Statore ( eretto da Quinto Cecilio Metello Macedonico) e Giunone Regina (eretto dal censore M. Emilio Lepido nel 179 a.C.).

Uno dei tre archi trionfali, eretti in onore di Germanico, fungeva da ingresso alla piazza.

Ad est sorse, tra il 45 a.C. e il 17 a.C. il Teatro di Marcello, che andò ad occupare una vasta area del circo.

 

L'antica area occupata dal circo sorgeva tra l'odierna via del Teatro di Marcello, piazza Cairoli, via del Portico di Ottavia e le rive del Tevere, tra l’odierna sinagoga ed i quartiere ebraico.

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