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Accadde oggi, 1° Novembre: Le tradizioni della Festa dei Santi - Chissà perché, sempre in questa data, molte prime di Shakespeare?!

William Shakespeare

Perchè sempre nella data di Halloween, e sempre nel più grande palazzo del mondo a Londra, William Shakespeare mise in scena, forse alla presenza di Giacomo I Stuart, tre tra le più grandi opere teatrali di sempre?

di Daniele Vanni

 

 

 

 

Abbiamo cercato di capire qualcosa, già lo scorso anno, celebrando Halloween 2016, ovvero il 400° della sua...morte!

In Inghilterra, da sempre, - se ne ha traccia sicura, almeno dal IV secolo avanti Cristo, - si celebrava, nella giornata odierna, Samhain: il capodanno celtico, l’ultimo giorno agricolo, la fine dell’estate, l’inizio di novembre e del semestre del buio: per gli uomini che odiano la stagione del freddo, e nella quale bisogna far conto solo sulle scorte, mentre molti animali vanno in letargo, ed i pensieri, - quelli degli uomini, perché degli altri animali li ignoriamo, - passata la stagione del caldo e dell’amore, vanno per forza, come il seme che per germogliare ha bisogno di morire, di andare sottoterra, alla limitatezza della vita, alla lontana speranza di un’altra primavera…E come il seme, da sopra, va sotto, così si pensa che le anime di quelli già andati “al di là”, tornino inquieti “al di sopra”. Soprattutto, quelle di coloro che hanno avuto vita grama, gli scontenti, i violenti verso se stessi e gli altri…: e queste anime che vagano inquiete, possono “possedere” insinuarsi nei corpi, - con un’invidia di vita! - in coloro che trovano per caso. O meglio, se riescono a trovarli! nelle persone che sul mondo odiavano o verso le quali avevano forti rancori!

Meglio allora tenerseli buoni, questi spiriti non ancora trapassati del tutto! con offerte, libagioni, fiori e non uscire in quella notte particolare di Halloween!

Il giorno dopo è bene fare festa! Mimare, per scherzarci un po’ su, come fa sempre l’uomo con le sue paure, anche queste richieste, o tentativi di catturarci “dal di sotto”! Magari con i bimbi, ingenui, che rappresentano il futuro e possono anche scherzare sulla morte per loro in genere così lontana, con le visite di questua, come alla Befana!

La pratica di mascherarsi, in Inghilterra, in questa data, risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e nelle terre celtiche della Gran Bretagna ed è una “cristianizzazione” di culti pagani ben più antichi.

Ma, interessante, è che in questo giorno ci si travestiva.

Come in teatro.

Penso che allora, questo giorno sarà stato eletto anche da commedianti, come Shakespeare che, non può essere un caso o un fatto scaramantico!, scelse questa data per tre sue grandi rappresentazioni: Otello, Re Lear e La Tempesta!

Tre opere che ci riportano agli antichi riti celtici. Ad alcuni mutuati dai Germani, a Samhain ed Halloween!!!

Re Lear e Re dei Britanni, cioè dei Celti, non a caso nel Devon e nel suo proseguimento Cornovaglia, terre elettive dei Celti!

Otello, al di là di esemplificazioni come dramma della gelosia (anche vedendo la novella del ferrarese Giraldi Cinzio, da cui è tratta) può essere letto come contrasto tra bene e male, “bianco” e “nero” tra Heaven, il Papdiso tante volte citato da Shakespeare ed Hell, l’Inferno, con tanto di partecipazione di Satana che sembra salito su, nelle vesti di Otello ad “impossessarsi” di Disdemona, cioè la Sfortunata!

La Tempesta, unica opera del “mago” di Stratford, che si svolga in un giorno solo, come Halloween, è piena di magia, e di grandi maghi come Prospero, di streghe, di spiriti dell’aria come Ariel, un “bimbo” un Linchetto, da scherzetto e dolcetto, come Puck del Sogno di mezza estate. Ariel tra l’altro deve aver dato (chissà se Collodi lo conosceva o se vi è qualche favola sconosciuta celtica, giunta in Toscana, terra anche celtica, che prevedeva questo!!?) Ariel è imprigionato in un pino (pinocchio) da una perfida strega ed è liberato dal mago Prospero!

E tutte e tre queste grandissime opere furono rappresentate il 1° Novembre  al Palace di Whitehall!

Il Palace of Whitehall fu la più importante residenza dei sovrani d'Inghilterra e delle loro famiglie dal 1530 sino al 1698 quando, ad eccezione della Banqueting House, costruita da Inigo Jones nel 1622, prese fuoco e le fiamme la distrussero.

L'edificio si trovava a Londra, nella zona di Westminster, dove oggi si trova la strada con lo stesso nome del palazzo.

Praticamente, a poco più di un chilometro e mezzo, forse due, anche se sull’altra sponda del Tamigi, dal Globe Theatre, il “tempio” di legno come quelli etruschi, dove recitava lo stesso Shakespeare, interpretando spesso sue opere!

Precedentemente all'incendio, era stato il palazzo più grande d'Europa, con oltre 1500 stanze (era stato con ogni probabilità anche l'edificio più grande del mondo).

Dal XIII secolo il Palazzo di Westminster era divenuto il centro del governo dell'Inghilterra e dal 1049 esso era residenza reale. L'area circostante era divenuta pertanto molto popolare ed esclusiva. Walter de Grey, arcivescovo di York, acquistò in questo luogo una proprietà dopo il 1240 che chiamò York Place.

Edoardo I d'Inghilterra soggiornò in questa proprietà diverse volte. Il palazzo venne ampliato molto durante il XVI secolo per opera del cardinale Wolsey. Quando re Enrico VIII rimosse il cardinale dai propri incarichi a corte nel 1530, egli acquisì anche tutte le sue proprietà, tra le quali spiccava appunto lo York Place che egli intendeva far diventare la propria principale residenza londinese.

Enrico VIII ridisegnò quindi interamente il palazzo, ampliandolo ancor più e ricostruendolo in gran parte. Ispirandosi al Richmond Palace, Enrico VIII vi incluse anche un centro di ricreazione con un campo da bowling, uno da tennis, una buca per la lotta tra cavalli (oggi Cabinet Office, 70 Whitehall) e altri svaghi per la sua corte.

Il costo totale dell'opera si aggirava attorno alle 30.000 sterline (circa 11.000.000 di sterline del 2007). Enrico VIII si sposò qui con due delle proprie mogli: nel 1533 con Anna Bolena e nel 1536 con Jane Seymour. Questo fu anche il palazzo dove il re morì nel gennaio del 1547.

Nel 1604, 1606, e ancora nel 1611 il palazzo ospitò le prime, rispettivamente di Otello, Re Lear e de La tempesta di William Shakespeare.

Giacomo I apportò modifiche significative al palazzo, iniziando la costruzione della Banqueting House nel 1622 su disegno di Inigo Jones per rimpiazzare una serie di precedenti ambienti per banchetti creati al tempo di Elisabetta I. La decorazione del palazzo venne terminata nel 1634 dopo che era stata affidata al celebre Peter Paul Rubens da Carlo I (che venne giustiziato di fronte al palazzo nel 1649). Nel 1650 il palazzo era il più grande complesso secolare in Inghilterra con oltre 1.500 stanze, anche se la sua forma complessiva si presentava piuttosto irregolare a seguito delle molte modifiche fatte ed era una commistione di molti stili diversi. Ad ogni modo, il palazzo appariva più come un piccolo villaggio che non come una singola costruzione.

Carlo II, dopo la restaurazione, vi commissionò lavori minori. Come suo padre egli morì presso il palazzo, ma questa volta d'infarto. Giacomo II ordinò molti cambiamenti alla struttura e ne affidò la direzione dei lavori a Sir Christopher Wren; tra questi lavori si ricordano la cappella (terminata nel 1687) e la ricostruzione degli appartamenti della regina (1688).

Nel 1691, al termine degli ultimi lavori di rifacimento, il palazzo era il più grande complesso residenziale in Europa. Il 10 aprile di quell'anno, però, un incendio scoppiò negli appartamenti della Duchessa di Portsmouth, spingendosi poi a danneggiare anche le parti più vecchie del palazzo, ma senza toccare apparentemente gli appartamenti di stato.

Malgrado i danni, il palazzo era in gran parte ancora utilizzabile e verso la fine del 1694 qui vi morì Maria II. Il suo successore, Guglielmo III, evitò Whitehall preferendogli Kensington Palace. Nel gennaio del 1698, ad ogni modo, un nuovo rovinoso incendio distrusse le parti restanti e le stanze di governo; il diarista John Evelyn annotò in maniera succinta ma incisiva il 2 gennaio 1698, "Whitehall è bruciata! Non rimane nulla se non i muri e rovine". Ancora oggi, però, si possono ammirare inalterate la Banqueting House, alcune strutture incluse oggi in Scotland Yard e alcune parti di palazzo verso il parco, lungo la cosiddetto Holbein Gate, alcune delle quali sono state demolite nel 1769. In seguito, gran parte del terreno un tempo occupato dal palazzo venne lottizzato per costruirvi case civili.

Durante questo secondo incendio andarono irrimediabilmente perdute molte opere d'arte tra cui il Cupido dormiente di Michelangelo, una famosa scultura acquistata dai re inglesi nel XVII secolo come parte della collezione dei Gonzaga. Andò perso nella medesima occasione anche l'iconico Ritratto di Enrico VIII di Hans Holbein il Giovane.

 

 

I riti del 1° Novembre

 

La Chiesa cristiana nel tentativo di assimilare le credenze nordiche e celtiche sull'inizio del nuovo anno (i due passaggi sono all'inizio di maggio e a quello di novembre), istituì nei giorni nei quali gli antichi del Nord Europa vedevano l'inizio del periodo del buio (da qui il ricordo della morte, della credenza che in queste ore ci sia un interscambio tra sotto e sopra, tra aldilà ed al di qua, alla base di tutte le attuali ed antiche usanze di Halloween) il culto dei morti, dei trapassati ed in particolare, tra questi, di quelli che avevano condotto una vita esemplare, "eroica", e per questo erano assurti agli onori dell'altare: I Santi!

Tanto è vero che, se tracce di queste ricorrenze si trovano nella Chiesa a partire dal IV sec., quando l’Impero Romano era già largamente infarcito da popolazioni barbariche, è solo con Papa Gregorio III (731-741) con la scelta del 1º novembre come data dell'anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie "dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo" che si giunge alla prima determinazione, che viene ufficializzata, a riprova, al tempo dei germanici Franchi di Carlo Magno, quando la festa in onore di tutti i santi era ormai diffusamente celebrata in novembre.

Il 1º novembre venne così decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell'835. Il decreto fu emesso "su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi".

La festa si dotò di ottava solenne ancora presente nel rito straordinario della Chiesa durante il pontificato di papa Sisto IV, quando, bandendo la crociata per la liberazione di Otranto nel settembre 1480, il pontefice implorò la benedizione dell'Altissimo sulle schiere cristiane.

L'antropologo James Frazer, osservando che, prima di diventare festa di precetto, la festa di Tutti i Santi veniva già festeggiata in Inghilterra (paese un tempo abitato dai Celti) il 1º novembre, ipotizzò che tale data fosse stata scelta dalla Chiesa per creare una continuità cristiana con Samhain, l'antica festa celtica del nuovo anno (secondo le teorie dello storico Rhŷs), a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Questo studioso, insieme con altri, sostenne che, secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e che quel giorno celebrazioni gioiose venissero tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt'uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non sarebbe mai stato eliminato pienamente, nemmeno con l'avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

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