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Accadde oggi, 13 Ottobre 1307: l'arresto e il rogo dei Templari

13 ottobre templari

Il Re di Francia ed il Papa, indebitati con i Templari, i più fedeli e coraggiosi cavalieri della Fede, alla ricerca del Sacro Graal, ma anche la prima vera banca internazionale, con l'invenzione dell'assegno e della carta di credito, che costituirono la prima vera compagnia capitalistica internazionale, vengono sterminati per non restituire prestiti e interessi e per paura del loro immenso potere!!

di Daniele Vanni

 

 

 

Era un Venerdì 13, quello d’Ottobre, dell’Annus Domini 1307: scattava durante le prime ore dell’alba, in tutta la Francia, l’operazione che il re aveva concepito di realizzare, quasi un mese prima e che aveva ordito in segreto fino ad allora.

Con l’appoggio, anche più segreto, naturalmente! del Papa e di gran parte della Curia di Roma e dei suoi emissari in Francia!

L’ordine tassativo, ed eseguito di buon grado, sapendo di trovare enormi ricchezze! era quello di arrestare tutti i Templari presenti sul territorio francese! E soprattutto! sequestrarne gli ingenti beni!

Segretamente il via all’operazione, per sbarazzarsi di un Ordine di Cavalieri, una “massoneria”, per di più armata e di guerrieri di prim’ordine, che prestavano denaro (che né il re, né il Papa, né i cardinali, né tanti feudatari erano più in grado di restituire!!) era stato diramato da tempo, a tutti i balivi, specie di pubblici ufficiali e funzionari periferici, ed i siniscalchi, i dignitari del regno, con l’imposizione di tacerne, pena la morte, fino alla data stabilita: appunto venerdì 13 ottobre, che proprio anche da questo episodio divenne simbolo e metafora di “grande sciagura” e sfortuna.

Come di venerdì si era tenuta l’ultima cena, con i Dodici Apostoli, tra i quali un traditore ed il Tradito che doveva finire in Croce!

L’operazione, mirabile per efficienza e segretezza, porterà all’arresto simultaneo di ben 546 cavalieri!

Pochi quelli che riuscirono a fuggire: forse una quarantina, in fuga nella notte, fra i quali Gerard de Vilche il maestro di Francia e il nipote di Hugues de Pairaud, che avrebbe poi progettato con un compagno un vano tentativo di vendetta teso ad assassinare il re.

La “preda” più ambita dell’operazione (oltre al tesoro dell’Ordine) era ovviamente il Gran Maestro Jacques de Molay, che pare fosse stato avvisato, ma non volle, e non potè, sottrarsi all’arresto.

Conosceva ovviamente le accuse rivolte all’Ordine del Tempio (blasfemia, eresia, sodomia), ed era probabilmente sicuro, in cuor suo, di poter difendere con successo se stesso e l’intero Ordine Templare.

Fuggire in quella circostanza avrebbe significato ammettere le colpe addebitate.

Appena il giorno prima, il 12 Ottobre, lo stesso Gran Maestro si era trovato al fianco del re, alle esequie di Catherine de Courtenay, moglie di Carlo di Valois, fratello di Filippo il Bello, come se niente fosse. Poche ore dopo sarebbe finito in catene, per ordine dello stesso Filippo.

Jaques de Molay ed i suoi confratelli, pur sconvolti dal precipitare degli eventi, erano probabilmente sicuri di poter confutare le accuse, e fidavano su un più diretto e incisivo intervento del Papa Clemente V a loro difesa!!

Ma andiamo all’origine di questa storia triste, perché se l’interesse predominò da ambo le parti, da quella dei “cavalieri” ci fu l’olocausto di molte vite combattute per la fede! Quella professata da un re e da pontefici che adesso, per paura di pagare prestiti ed interessi, sterminavano i più strenui difensori della Fede!!!

Quello dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis ("poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone"), meglio noti come Cavalieri Templari o semplicemente Templari, fu uno dei primi e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali.

La nascita dell'ordine si colloca al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096.

Ricordiamo sempre l’anticipo sui tempi, dei Cavalieri del Tau lucchesi che si erano costituiti perlomeno mezzo secolo prima.

In quell'epoca le strade della Terrasanta erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, che venivano spesso assaliti e depredati.

Per difendere i luoghi santi e i pellegrini, nacquero diversi ordini religiosi. Intorno al 1118-1119 un pugno di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell'Ordine Templare, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme.

Dopo la caduta definitiva di San Giovanni d'Acri (l’ultimo residuo del Regno cristiano di Gerusalemme nel 1291, trecento baroni crociati, francesi e germanici, alla guida di Giovanni di Montfort (Maestro dei Templari) sbarcarono a Cipro e qui vissero come monaci eremiti, onorati e tenuti per santi dalla popolazione locale.

L'Ordine, comunque, dopo la definitiva perdita degli Stati Latini in Terra Santa, si era avviato al tramonto, rispetto alla ragione fondamentale per la quale era nato, due secoli prima, che era ormai venuta meno. Ma non così la sua potenza, che se non era quella dei giorni di Palestina era sempre straordinaria e vedremo il perché.

Dopo aver riconquistato Gerusalemme, molti Crociati, assolto il loro compito, che era quello di permettere ai cristiani di andare a pregare in Terra Santa tornarono in Europa, lasciando Gerusalemme quasi senza protezione. Proprio in questo momento iniziò la "leggenda" dei Cavalieri Templari. Hugues de Payns insieme ad altri otto cavalieri (Bysol de Saint Omer, Andrè de Montbard zio di San Bernardo da Chiaravalle, Archambaud de Saint Aignan, Gondemar, Rossal, Jacques de Montignac, Philippe de Bordeaux e Nivar de Montdidier) partirono dalla Francia per andare in Terra Santa con lo scopo dichiarato di difendere i pellegrini dagli attacchi dei musulmani. Ma questi nove Cavalieri avevano anche un altro scopo, uno "scopo segreto", trovare antiche reliquie dai poteri immensi (Arca dell’Alleanza, Santo Graal). All’inizio furono chiamati i "Poveri Cavalieri di Cristo" ed erano un Ordine monastico e guerriero.

Questo Ordine fu una cosa rivoluzionaria per quel tempo. Infatti i Cavalieri Templari unirono la mansuetudine del monaco alla forza del guerriero.

I monaci tradizionali avevano tre voti: obbedienza, povertà e castità. I Cavalieri Templari, oltre a questi tre voti, ne avevano un quarto, cioè lo "stare in armi", quindi il combattimento armato. Furono dei veri e propri monaci guerrieri. Questi nove Cavalieri, si presentarono in Anno Domini 1119, al Re di Gerusalemme Baldovino II, dichiarando di essere disposti a proteggere i pellegrini e a controllare le strade di Gerusalemme.

Questi cavalieri, erano coperti da un semplice mantello bianco, senza nessun altro fregio o armatura luccicante.

Hugues de Payns disse al re, che non erano le vesti che facevano i buoni e coraggiosi cavalieri, ma il cuore. Il Re Baldovino II, dopo averli ascoltati, diede loro come quartier generale un'ala del monastero fortificato di Nostra Signora di Sion, accanto a quello che era stato il Tempio di Salomone. I cavalieri cominciarono così a controllare le strade come promesso al re, il quale fu soddisfatto del loro operato. Dopo poco tempo, con l’aumentare dei cavalieri, il quartier generale si trasferirsi, andando ad occupare tutta l'area di quella che era la spianata del Tempio di Salomone, ossia l'area fra la Moschea della Roccia e la Moschea di Al-Aqsa. A questo punto presero il nome di "Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme", e furono più semplicemente riconosciuti come "Templari".

In questo periodo i Cavalieri Templari incontrarono grandi difficoltà, sia dal punto di vista militare (erano pochi) sia dal punto di vista economico. Per questi motivi Hugues de Payns tornò in Francia nel 1127 a cercare rinforzi morali ed economici. Proprio in questo periodo avviene la svolta decisiva dell’Ordine del Tempio: Hugues de Payns dopo aver incontrato a Roma il Papa Onorio II arriva a Troyes. Bisogna ritenere che la creazione di questo Ordine non aveva precedenti nella storia cristiana, e, anche il Papa mostrava evidenti segni di imbarazzo. Certo, i Cavalieri Templari non furono i primi monaci con altre finalità oltre la preghiera e la meditazione, anche i Cavalieri di San Giovanni conosciuti come Ospitalieri o Gerosolimitani e oggi come Cavalieri di Malta già esistevano, ma non avevano il voto delle armi, si occupavano soprattutto della cura dei feriti, degli invalidi e dei pellegrini in seguito però, sull’esempio dei Cavalieri Templari presero anche loro le armi. Anche i Cavalieri Teutonici presero le armi, copiando sia la Regola Latina Templare, sia la divisa, con l’eccezione del colore della Croce nera invece che rossa dei Cavalieri Templari. Lo stesso dicasi per gli altri Ordini Cavallereschi, soprattutto quelli della Penisola Iberica. Era necessario quindi trovare una posizione chiara e precisa, avendo anche una Regola che si adattasse perfettamente alla situazione. Questa Regola Latina fu redatta da uno dei personaggi più carismatici ed autorevoli del tempo: San Bernardo da Clairvaux (Chiaravalle) appartenente all’ordine monastico nato a Cistercium (I Cistercensi) e fondatore dell’abbazia di Chiaravalle. Fu proprio nel Concilio di Troyes (1128) che venne presentata la Regola Latina e l’Ordine. Oltre al Papa Onorio II ed allo stesso San Bernardo da Chiaravalle, erano presenti anche gli arcivescovi di Reims, Sens, Chartres, Amiens e Tolosa, oltre ai vescovi di Auxerre, Troyes e Payns. Tutti gli Statuti dell'Ordine furono approvati e la Regola Latina Templare fu sottoscritta da tutti e vi fu apposto il sigillo papale, mentre Hugues de Payns, anch'egli presente al Concilio, fu nominato Gran Maestro dell'Ordine. In questo Concilio fu presentato il "De laude novae militiate",vero e proprio proclama di esaltazione dell'Ordine Templare. Ne citiamo una parte:

"Una nuova cavalleria è apparsa nella terra dell'Incarnazione... essa è nuova, dico... che si combatta contro il nemico non meraviglia... ma che si combatta anche contro il Male è straordinario... essi non vanno in battaglia coperti di pennacchi e fronzoli, ma di stracci e con un mantello bianco... essi non hanno paura del Male in ogni sua forma... essi attendono in silenzio ad ogni comando aiutandosi l'un l'altro nella dottrina insegnata dal Cristo... essi fra loro non onorano il più nobile, ma il più valoroso... essi sono i Cavalieri di Dio... essi sono i Cavalieri del Tempio". Da un altro scritto relativo all’Ordine Templare redatto da San Bernardo da Chiaravalle si capisce ulteriormente lo spirito dei Cavalieri Templari: "Le armi nemiche avrebbero forse avuto paura dell'oro, avrebbero rispettato gemme e non oltrepassato la seta? sono necessarie solo tre cose: abilità, prontezza e circospezione; abilità nel cavalcare, prontezza nel colpire, circospezione nel guardarsi quando ci si recasse in terre e fra genti sconosciute".

A Troyes poi i Cavalieri Templari adottarono il motto: "Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", ossia "Non a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome da gloria". E’ facile immaginare come un simile motto potesse accendere gli animi. San Bernardo da Chiaravalle inoltre trasmise ai cavalieri la devozione a Maria e il grande rispetto per la donna, la Regola Latina infatti cita: "Maria presiedette al principio del nostro Ordine, ne presieda anche, se questa sarà la volontà del Signore, la fine". In devozione a Maria, Jacques de Molay l’ultimo Gran Maestro, sul rogo il 18 marzo 1314, pregò i suoi carnefici di legarlo con il viso rivolto verso Notre Dame de Paris.

D’esempio per i Cavalieri Templari furono quindi i Cistercensi e gli Agostiniani, di cui ammirarono la loro vita comunitaria e il gusto per la liturgia sontuosa.

La Regola Latina Templare era formata da 72 articoli ed era durissima.

Veniva vietato qualsiasi contatto con le donne (non si poteva baciare neanche la madre, ma bisognava salutarla compostamente chinando il capo), non si poteva andare a caccia, erano banditi il gioco dei dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri e tutto ciò che è divertimento, non si poteva ridere scompostamente, parlare troppo o urlare senza motivo, i capelli andavano corti o rasi, in inverno la sveglia era alle 4 del mattino, in estate alle 2, bisognava dormire "in armi" per essere sempre pronto alla battaglia "...il demonio colpisce di giorno e di notte, quindi che si difenda il Sacro Sepolcro dall'alba all'alba successiva sempre in armi..."… C’erano regole anche sul mangiare e sul vestirsi. Bisognava veramente avere una sincera e profonda vocazione, per sottostare a tali ferree regole.

Dopo questa ufficiale approvazione ecclesiastica, la fama dell'Ordine del Tempio crebbe rapidamente, e con essa aumentò anche la potenza e la ricchezza dell'Ordine stesso, che ricevette elargizioni e donazioni spontanee praticamente da ogni ceto sociale. Ogni elargizione o donazione veniva usata per finanziare la campagna di guerra in Terra Santa, e tutti, pur non partecipando attivamente alla guerra, potevano però dare il loro contributo: in pratica, donare ai Cavalieri Templari significava contribuire materialmente alla liberazione dei "Possessi di Dio" come veniva chiamata spesso la Terra Santa. L'Ordine Templare crebbe anche in prestigio, tanto che i nobili facevano a gara per entrare nell'Ordine. A causa delle moltissime donazioni ed elargizioni, Hugues de Payns dovette lasciare in Francia parecchi confratelli per amministrare l'enorme patrimonio acquisito!

Ma il grosso doveva ancora giungere! E giunse, con la bolla "Omne datum optimum" del 1139, di Papa Innocenzo II che concesse all'Ordine la totale indipendenza, compreso l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle, oltre al fatto che l'Ordine non doveva rendere conto a nessuno del suo operato, tranne che al Papa. Così l’Ordine Templare divenne un organismo a parte con una posizione molto privilegiata!

Nel contempo aumentava a dismisura anche il loro mito: i Cavalieri Templari si distinguevano sempre per la loro incredibile determinazione in battaglia, avevano una disciplina disumana e una spietata fermezza di fronte all’avversario. Non a caso venivano chiamati dai musulmani i "diavoli rossi", mentre i Gerosolimitani erano chiamati i "diavoli neri". Pretendevano il privilegio della prima linea durante i combattimenti, molto spesso dovettero pagare con un alto tributo di sangue questo privilegio, ma con la loro fama di essere i più valorosi difensori della Croce non avevano difficoltà a reclutare nuovi combattenti. Le loro sconfitte furono assai poche, furono gli ultimi a lasciare la Terra Santa e nell’assedio di San Giovanni d'Acri non mollarono fino all’ultimo, la difesa della fortezza che era chiaramente senza speranza, benché senza alcun pericolo potevano salvarsi via mare, ma i Cavalieri Templari combatterono e morirono quasi tutti. Non potendo più guidare l’avanguardia in battaglia si trasformarono in retroguardia e sacrificarono così le loro vite. E’ tragico pensare che i Cavalieri Templari sopravvissuti ai Musulmani caddero poi vittime nel 1314 dei carnefici del Re di Francia Filippo IV il Bello (Cristiano) e del Papa Clemente V, tra di essi c’era anche l’ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay e il precettore di Normandia Goffredo di Charney, il primo europeo ad aver posseduto la Sacra Sindone. Ma i Templari non furono protagonisti solo in Terra Santa: quando le orde dei Mongoli minacciarono l’Europa i Cavalieri Templari contribuirono non poco alla sua difesa, che trovò provvisoria soluzione con la battaglia di Liegnitz nel 1241. Nella penisola iberica i sovrani di Spagna e Portogallo difficilmente avrebbero conseguito le loro vittorie senza i Cavalieri Templari, affidando loro le proprie fortezze più munite e ricompensandoli con munifiche donazioni.

Anche la flotta Templare era tra le migliori, nessuno si sarebbe mai azzardato ad attaccare una nave battente bandiera Templare e i Musulmani se ne tenevano ben alla larga. San Bernardo da Chiaravalle, riprendendo il concetto della "guerra giusta" espresso da Sant'Agostino, considerò il voto templare dell'uso delle armi contro gli infedeli non una intenzione di "omicidio", ma una vera e propria azione contro il Male, ossia un "malicidio" ("De laude novae militiate"), anche perché i Cavalieri Templari difendevano i Luoghi Santi, che dovevano essere a disposizione di tutti, quindi chiunque avesse preteso di tenerli soltanto per se sarebbe stato considerato "malvagio" e andava quindi eliminato. Per noi uomini di oggi è difficile accettare la violenza giustificata esclusivamente da motivazioni religiose, ferisce la "sensibilità" di molti, ma bisogna entrare nella mentalità dell’epoca. In quel tempo il Cavaliere Templare era il Guerriero di Dio per antonomasia, ed il suo compito era servire Dio combattendo l’eresia e le ingiustizie. Una grave ingiustizia era quella perpetrata dai musulmani in Terra Santa. Fin dall’800, infatti, i pellegrini che si recavano al Santo Sepolcro venivano uccisi, derubati, le donne violentate, nel migliore dei casi veniva imposta loro una forte tassa.

La setta degli "Assassini" (da Hashisc!) nacque proprio in questo periodo ed aveva come scopo l’uccisione sistematica dei pellegrini Cristiani.

Le ricchezze ottenute dai Cavalieri Templari furono immense!!! e loro stessi, essenso feudatari enobili! furono bravissimi a gestirle: investirono il denaro soprattutto facendo servizio di tesoreria e prestiti per nobili e re. Gli affari che svolgevano erano soprattutto di quattro categorie:

1) deposito tributi e somme di denaro di un principe votatosi alla Crociata

2) trasferimento in Terra Santa di dette somme

3) riscossione delle decime pontificie per le crociate

4) prestiti a principi o nobili, che motivassero tale bisogno di denaro con pii motivi.

 

Inventarono anche l’assegno o lettera di cambio: per esempio i pellegrini che si volevano recare in Terra Santa, ma avevano paura di essere rapinati, potevano lasciare denari in una qualsiasi magione templare e ricevere una quietanza di riscossione; all’arrivo in Terra Santa portavano la quietanza nella magione e tornavano in possesso della somma di denaro lasciata prima della loro partenza.

Vere e proprie banche internazionali!

 

Da notare che il più famoso sigillo templare era un cavallo cavalcato da due cavalieri che stava ad indicare la povertà iniziale dei cavalieri che erano costretti ad andare in due su un solo cavallo e il dualismo universale delle cose, a cui si rifà il loro ideale, cioè la convivenza pacifica in Terra Santa della cultura Cristiana e di quella Islamica. I Cavalieri Templari godevano di un’altissima stima da parte delle popolazioni Medioevali, li vedevano come la Cavalleria di Cristo, i Cavalieri Templari erano l’incarnazione del vero spirito Cavalleresco, che San Bernardo da Chiaravalle contribuì ad esaltare con i suoi scritti, ma non solo, scriveva infatti Papa Clemente III nel 1191: "Consacrati al servizio dell’Onnipotente, vanno considerati parte della Cavalleria Celeste".

Anche Pietro il Venerabile ammoniva: "Chi non si rallegra con tutto il suo animo in Dio suo Salvatore, che la Cavalleria dell’Eterno, i Templari, abbia lasciato gli accampamenti celesti per scendere a ingaggiar nuove battaglie, a battere i principi di questo mondo, a sconfiggere i nemici della Croce di Cristo?... e siete Monaci nelle vostre virtù, Cavalieri nelle vostre azioni; le une le realizzate con la forza dello spirito, le altre le esercitate con la vigoria del corpo".

Tra i Cavalieri Templari vigeva l’assoluto rispetto per i superiori, esistevano infatti dei Marescialli, dei Precettori, dei Balivi, dei Priori, dei Gran Priori. Era una organizzazione perfetta, visto che ognuno per la gestione interna era totalmente indipendente dall'altro, e ognuno doveva rendere conto al suo superiore diretto, fino ad arrivare al Gran Maestro che era il "primus inter pares".

La situazione in Terra Santa comunque non era delle migliori, iniziò fra i musulmani la predicazione della "jihad" o guerra santa, incitandoli alla riconquista dell'intero Oriente…e ala fine con a capo Saladino..

La battaglia decisiva si svolse ai corni di Hattin il 4 Luglio 1187. L'esercito Crociato dopo vari giorni di dura marcia e senza acqua si scontrò con l'esercito di Saladino. Saladino riuscì ad accerchiare l'esercito Cristiano che fra l'altro non aveva un'unica guida, ma ogni reggimento aveva un suo capo. Gli Ospitalieri erano guidati da Ruggero di Les Moulins, i Cavalieri Templari da Gerard de Ridefort e le altre truppe Cristiane da Rinaldo di Chatillon e da altri Baroni; così diviso l'esercito Cristiano perse molto in efficacia e se ci si aggiungono la stanchezza e la sete si capisce bene perché i Cristiani furono duramente battuti. La battaglia durò diverse ore, ma alla fine, con la graduale perdita di consistenza delle cariche della cavalleria pesante, i musulmani ebbero la meglio. L'esercito Cristiano fu duramente battuto e soltanto in pochissimi si salvarono. Questa sconfitta portò a non poche ripercussioni per i Regni Cristiani in Terra Santa. Fra l’altro si racconta anche che in questa battaglia fu persa per sempre la Vera Croce, che cadde in mani musulmane. Dopo questa battaglia caddero in mano araba Tiberiade, San Giovanni d'Acri, Nablus, Jaffa, Sidon ed Ascalona. Rimaneva Gerusalemme. Dopo alcune settimane di assedio, il 2 ottobre 1187 Gerusalemme cadde nelle mani di Saladino. La crociata che ne seguì (Terza Crociata), guidata dal famoso Riccardo I Cuor di Leone e da Federico I Barbarossa (che morì annegato prima di arrivare in Terra Santa) si risolse soltanto con un patto con i musulmani che lasciarono una striscia di terra sul mare ai Cristiani da Tiro a Jaffa, come porto per lo scalo dei pellegrini.

Ad aggravare la situazione giunsero anche i Mongoli che, oltre ad attaccare l’Est Europeo, si scagliarono anche contro la Terra Santa e nel 1244 le truppe mongole insieme a quelle egiziane entrarono a Gerusalemme, dopo aver abbattuto la resistenza dei Cavalieri Templari e Ospitalieri che si dimostrarono delle vere e proprie macchine da guerra, tenendo in scacco l’esercito mongolo per molto tempo, prima di cadere. Si salvarono solo 33 Cavalieri Templari, 26 Ospitalieri e 3 Teutonici.

A questo attacco rispose il Papa Innocenzo III che bandì una nuova Crociata.

I Cavalieri Templari e gli Ospitalieri poterono ancora dimostrare il loro coraggio, soprattutto nella battaglia di Al-Mansura (1250), ma anche questa volta la Crociata finì per essere un massacro e si concluse con un nulla di fatto. Gli eserciti Crociati e gli Ordini Cavallereschi avevano subito moltissime perdite in queste battaglie. Inizialmente i Cristiani proposero un’alleanza ai musulmani per combattere i mongoli. I musulmani rifiutarono e aspettarono l’indebolimento dei due eserciti (cristiano e mongolo), dopodiché attaccarono. Dopo la caduta del regno di  Gerusalemme, il 6 aprile 1291 San Giovanni d'Acri fu assediata da oltre 50.000 uomini. I Cavalieri Templari tennero duro: il 18 maggio tutta San Giovanni d'Acri era in mano musulmana, tranne la fortezza dove si erano arroccati gli ultimi 150 Cavalieri Templari. Tennero testa a tutti gli attacchi per dieci giorni, fino a quando i musulmani non riuscirono a forzare le difese, sfruttando anche il loro numero elevato. Morirono tutti quanti, tranne una decina che scamparono. L'avventura cristiana in Terra Santa era definitivamente terminata. In due secoli i Cavalieri Templari avevano lasciato sul terreno dei regni cristiani oltre 12.000 cavalieri. Nel 1303 i Cavalieri Templari vennero battuti sull'isolotto di Ruad e tornarono in Europa.

Nei quasi due secoli trascorsi in Terra Santa, i Cavalieri Templari persero sette Gran Maestri in combattimento, cinque in seguito a ferite e uno nelle prigioni saracene. Dunque tredici, sui ventitré Gran Maestri di tutta la storia dell'Ordine.

L'ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay, si preparava a rendere più forte l'Ordine nella Francia di Filippo IV il Bello. Portando con sé il tesoro accumulato in Terra Santa.

I Cavalieri Templari erano ricchissimi e potenti, un vero Stato nello Stato e non soltanto in Francia, dove pare fossero quindicimila.

Tanta ricchezza e tanta potenza scatenò l’invidia del Re di Francia Filippo IV il Bello che determinò, con l’aiuto e l’inettitudine di Papa Clemente V, la fine dell'Ordine. Il Re di Francia Filippo IV il Bello infatti, già scomunicato nel 1303 da Papa Bonifacio VIII, pensò che invece di restituire i capitali che gli erano stati prestati dai Cavalieri Templari per condurre le varie guerre con Aragonesi, Inglesi e Fiamminghi, fosse più economico eliminare l'Ordine dei Cavalieri Templari e impossessarsi dei loro beni.

Venne dunque istruito un processo-farsa per eresia che durerà ben sette anni (dal 1307 al 1314) contando sulla testimonianza di due Cavalieri Templari espulsi dall’Ordine.

Li si accusò di essersi dati a pratiche diaboliche, di idolatria verso la testa magica di Bafometto, di sodomia e di riti iniziatici che comportavano il bacio dell'ano del Maestro e lo sputo sul Crocefisso. Sottoposti a tortura molti Cavalieri Templari confessarono, persino il Gran Maestro.

Ciò che stupisce è la loro arrendevolezza!

Tutti o quasi si fecero prendere senza opporre resistenza.

Forse Jacques de Molay sperava nella protezione del Papa, ma Clemente V non seppe o non volle opporsi ai voleri del Re di Francia.

La bolla papale del 1312 sciolse l'Ordine senza prove, ma per legittima suspicione. Jacques de Molay, ebbe la possibilità di salvarsi, ma ritrattò la confessione resa e venne condannato al rogo.

Il 18 marzo 1314, all'ora del Vespro, Jacques de Molay e Goffredo di Charney, precettore di Normandia, che si dice custodisse la Sacra Sindone, salirono sul rogo, che gli uomini di Filippo IV il Bello avevano approntato su un'isoletta della Senna.

Questo è ciò che riporta Goffredo di Parigi, testimone del supplizio:

" Il Gran Maestro, quando vide il fuoco acceso, si spogliò senza esitazioni. Riferisco come lo vidi. Egli si tolse gli indumenti, esclusa la camicia, lentamente e con aspetto tranquillo, senza affatto tremare, sebbene lo spingessero e lo scuotessero molto. Lo presero per assicurarlo al palo e gli legarono le mani con una corda, ma egli disse ai suoi carnefici:" almeno, lasciatemi congiungere un po’ le mani e dire a Dio la mia preghiera, poiché questo ne è il momento, essendo in punto di morte; e Dio sa, ingiustamente. Ma accadranno ben presto disgrazie a coloro che ci condannano senza giustizia. Dio vendicherà la nostra morte; muoio con questa convinzione. Quanto a voi, Signore, rivolgetemi la faccia, vi prego, verso la Vergine Maria, Madre di Gesù Cristo (Cattedrale di Notre Dame de Paris)".

Gli fu concessa questa grazia e la morte lo prese così dolcemente, in questo atteggiamento, che ognuno ne restò meravigliato".

La leggenda dice che, prima di morire, il Gran Maestro dei Templari avesse convocato davanti al Tribunale di Dio il Papa entro 40 giorni e il Re di Francia Filippo IV il Bello entro l'anno. Trentasette giorni dopo il supplizio morì Clemente V!

Otto mesi dopo, lo seguì il Re di Francia!

Lo scioglimento, l’annientamento dei Templari, quindi, non fu mosso per via ordinaria dalla Santa Chiesa, ma attraverso una serie di accuse infamanti esposte dal re di Francia Filippo IV il Bello, desideroso di azzerare i propri debiti e impossessarsi del patrimonio templare, riducendo nel contempo il potere non della Chiesa, assai lontana, ma dei “vicini” Templari.

Filippo il Bello distrusse il sistema bancario dei Templari, e, benché una bolla papale avesse trasferito tutti gli averi dei Templari agli Ospitalieri, riuscì ad addurre a sé parte del tesoro. Una cosa ingentissima, infatti chi entrava nell’Ordine, lasciava ad esso tutti i suoi beni. Moltissimi erano i testamenti fati a loro favore per le Crociate. A questo si aggiungevano i commerci con l’Oriente, l’usura, il finanziamento di spedizioni, crociate, guerre, viaggi (avevano anche una loro flotta, oltre che un loro esercito, innumerevoli palazzi, castelli e terre!), tutti esenti come le operazioni finanziarie, per bolla papale, da tasse! Si era così formata la prima multinazionale europea, la prima vera banca, il primo capitale finanziario moderno!

I capi furono arsi vivi in un’isoletta davanti a Notre Dame a Parigi. Quasi tutti torturati, ammisero molte colpe, inducendo il Papa a chiudere l’Ordine.

Vasta la diffusione in Toscana, dove rivestiva un particolare ruolo la sede di Frosini, nel senese, in prossimità delle Colline Metallifere, dove si estraevano metalli di particolare interesse e valore commerciale, ferro, rame e allume.

Anche da noi si istituirono processi: a Firenze e proprio a Lucca, con un solo inquisito, nonostante in città i Templari avessero gran diffusione, con una loro chiesa ed una loro Magione, proprio nella piazza che porta ancora il loro nome e numerose vestigia nel palazzo che si apre sullo spiazzo. Anche in Toscana si usò la tortura e si resero ampie confessioni anche se a Lucca i Templari per molto tempo ancora furono potenti. Gli Ospitalieri di Altopascio, lentamente ne presero alcune proprietà.

A Lucca, l’inquisito fu Jacopo da Pigazzano, piacentino, già assolto a Ravenna, in un processo dove si tentò di smentire le accuse francesi: giudici furono i vescovi di Pisa, Firenze ed un canonico veronese. Il processo si svolse nel palazzo episcopale il 24 ottobre 1312. Sorprendentemente Jacopo da Pigazzano confermò la fondatezza dei maggiori capi d’accusa: di aver visto sputare sulla Croce e rinnegare Cristo, adorare idoli…!

                                                                                              

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