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Accadde oggi, 12 Ottobre: La Giornata di Colombo, Columbus Day, ma anche Dia de la Resistenza Indigena

12 ottobre taino indians in hispaniola

La celebrazione dello sbarco di Colombo, non deve far dimenticare, che con questa data, inizia il più grande eccidio perpretratonella storia dell'umanità! In gran parte dovuto alle malattie introdotte inconsapevolmente dagli Europei e dai loro animali, ma anche dalle guerre, gli sterminii programmati, la riduzione in schiavitù, l'allontanamento dalle loro terre, gli stenti, la fame, che portarono ad un genocidio calcolato tra i 50 ed i 114 milioni di indigeni!

di Daniele Vanni

 

 

 

 

Il Giorno di Colombo (Columbus Day) è una festa celebrata in molti paesi delle Americhe, per commemorare il giorno dell'arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo il 12 ottobre 1492.

Che a dire il vero, per le popolazioni amerinde, cioè native americane, del nord, come al sud, non portò proprio bene, visto che per guerre, uccisioni, riduzioni in schiavitù, morti per epidemie introdotte dagli Europei, per fame per perdita di territorio, per disperazione per essere rinchiusi in riserve o in situazioni di vita più che precaria, si verificarono immani genocidi ed etnocidi: non meno di un milione tra le tribù indiane del Nord, non meno di 50 milioni tra le vari etnie del Sud America!

Ma alcuni storici moderni parlano di una terrificante cifra che ammonterebbe a 114 milioni di nativi sterminati in 500 anni di dominazione europea!!!

La festa dell’arrivo del genovese Colombo (anche lui, da subito vessò e depredò la prima tribù trovata sull’isola detta da lui San Salvador, i Taino che loro, i legittimi proprietari, chiamavano Guanahanì) comunque viene celebrata un po’ dappertutto dagli USA al Cile ed anche da noi europei.

Feste simili, celebrate come Día de las Culturas (Giorno delle culture) si tengono in Costa Rica, Discovery Day (Giorno della scoperta) nelle Bahamas, Día de la Hispanidad (Giorno della Ispanità) in Spagna, e rinominato da poco (nel 2002) Día de la Resistencia Indígena (Giorno della resistenza indigena) in Venezuela.

La Giornata Nazionale di Cristoforo Colombo commemora lo stesso evento in Italia.

La ricorrenza negli Stati Uniti d'America

Il Giorno di Colombo è stato celebrato per la prima volta dagli Italiani di San Francisco nel 1869, seguendo le celebrazioni italiane di New York.

Il primo stato a riconoscere ufficialmente la ricorrenza fu il Colorado nel 1905 e nel 1937, su impulso dei Knights of Columbus (un'associazione cattolica che aveva adottato il nome del grande viaggiatore), il presidente Franklin Delano Roosevelt stabilì che il Giorno di Colombo diventasse festa nazionale in tutti gli Stati Uniti d'America.

A partire dal 1971, il giorno in cui cade questa ricorrenza, è fissato per il secondo lunedì del mese di ottobre, lo stesso giorno in cui nel vicino Canada si celebra invece il Giorno del Ringraziamento.

Gli italoamericani sentono molto questa festività e sono particolarmente orgogliosi del fatto che sia stato Cristoforo Colombo, un navigatore italiano, il primo europeo a scoprire il continente americano.

Negli Stati Uniti il Giorno di Colombo le banche, uffici postali e uffici federali sono chiusi, così come gli uffici dell'ambasciata italiana a Washington D.C. e tutti i vari consolati italiani che si trovano nel paese. L'Empire State Building di New York City da vari anni usa accendere le sue luci, riproducendo così il tricolore italiano.

Il Día de la Raza

In America latina (ed in alcune comunità latinoamericane negli USA) il giorno dell'arrivo di Colombo nel continente viene celebrato con il nome di Dia de la Raza o Dia de la Hispanidad (letteralmente "Il Giorno della Razza") e si commemora il primo incontro tra gli Europei e i nativi americani.

La festa è stata celebrata per la prima volta in Argentina nel 1917, in Venezuela nel 1921, in Cile nel 1923 e in Messico nel 1928.

Questa festa si teneva anche in Spagna fino al 1958, quando il suo nome fu cambiato in "Día de la Hispanidad". In Spagna "la raza" (la razza) citata nel nome originale della festa era semplicemente quella spagnola, e non era presente la caratterizzazione di festa dei meticci presente in molti paesi sudamericani.

Nel 2002 anche il Venezuela ha deciso di cambiare nome alla festa, chiamandola Día de la Resistencia Indígena (Giorno della resistenza indigena).

Il Nuovo Mondo conobbe nel corso del XVI secolo un notevolissimo crollo demografico della popolazione indigena del continente, principalmente dovuto alla diffusione di patologie non curabili, quali il vaiolo, l'influenza, la varicella, il morbillo. Queste patologie vennero inconsciamente portate con sé dagli europei e dai loro animali, quando sbarcarono e si stabilirono nel nuovo continente. E poi utilizzate anche in maniera “cosciente”, come armi.

Si trattava di malattie pressoché inesistenti in America: mentre le popolazioni di Europa, Asia e Africa avevano sviluppato anticorpi specifici contro di esse, gli indiani si trovarono del tutto inermi di fronte ad esse. Pertanto, questi si ammalarono rapidamente e morirono senza poter fare niente.

Si stima che tra l'80% ed il 95% della popolazione indigena delle Americhe perì in un periodo di tempo che va dal 1491 al 1550 per effetto delle malattie. Circa un decimo dell'intera popolazione mondiale di allora (che allora era di 500 milioni circa) fu decimato.

La prima malattia che si diffuse nel Nuovo Mondo fu causata da una germe dell'influenza dei suini, ed ebbe inizio nel 1493 a Santo Domingo e annientò  la popolazione: da 1.100.000 a 10.000 abitanti!

Nel 1518, comparve il vaiolo ad Hispaniola, che si propagò dapprima in Messico, poi in Guatemala e nel Perù; la malattia destabilizzò l'impero Inca, favorendo la campagna di conquista di Francisco Pizarro ed il massacro della popolazione.

Dopo il devastante passaggio del vaiolo e dei conquistadores, fu la volta del morbillo.

Quello che non fecero le malattie, fecero le armi, la fame, la deportazione, i lavori forzati e la schiavitù: calcoli di alcuni storici fanno, come abbiamo detto, sommare questo genocidio ed etnocidio all’agghiacciante cifra di 114 milioni esseri umani!!!

 In onore dei Taino, i primi incontrati da Colombo: primi ad essere massacrati e forse i veri inventori del calcio moderno!!!

I Taino, della cultura Arawak, provenienti da popolazioni venezuelane, avevano molti modi per divertirsi, il ballo, la musica, il gioco con la palla che chiamavano batu e giocavano in uno spazio chiamato batey. Questo gioco attirò l'attenzione dei primi spagnoli in quanto la palla essendo fatta di gomma e resine rimbalzava, fenomeno sconosciuto in Europa.

Si giocava tra due squadre composte anche fino a 30 giocatori, sia uomini che donne, che dovevano evitare di far cadere la palla, era permesso toccare la palla con spalle, gomiti, gambe, piedi, qualsiasi parte del corpo escluse le mani.

Esisteva un certo numero di danze sacre chiamate areytos accompagnate da diversi strumenti, principalmente tamburi. Molto utilizzato era il tabacco.

Ma, soprattutto aspiravano con pipe biforcute che s’infilavano nel naso, la polvere prodotta dalla triturazione di una leguminacea: il che fece sorprendere gli increduli europei, di fronte alle incandescenze, alle parole senza senso che questa pratica produceva!

Dai frutti dell'albero di cohoba, infatti, che gli indigeni si erano portati dietro nelle loro successive migrazioni dal Sud America verso le Isole Bahamas, si estraeva una polvere che si usava in una particolare cerimonia religiosa, il rituale della cohoba nel quale il cacicco, (il capo tribù) lo sciamano e i nobili comunicavano con gli spiriti dopo aver inalato la polvere che aveva un effetto allucinogeno.

Sterminio

All'arrivo di Cristoforo Colombo, si valuta che in tutte le Antille abitassero circa 230.000 persone, delle quali la maggioranza era taina. Cinquanta anni dopo l'inizio della colonizzazione erano quasi completamente scomparsi.

Era una popolazione estremamente vulnerabile alle malattie che arrivarono prima dall'Europa, poi dall'Africa con l'arrivo degli schiavi.

Anche le condizioni di sfruttamento della popolazione taina hanno contribuito in maniera decisiva alla loro estinzione. Quindi solo successivamente all'indebolimento della "forza lavoro" taina, si iniziò ad importare degli schiavi dalle coste africane.

Di certo, in ogni caso, gli efferati eccidi da parte degli Spagnoli non furono una causa trascurabile dell'estinzione degli indios: i conquistadores, sempre alla ricerca di oro a ogni costo, giungevano a bruciare i villaggi sterminando le intere popolazioni, inclusi anche vecchi e malati. Uniche sopravvissute erano in genere le donne più giovani e le bambine, che erano però condotte via nude come prigioniere. Invece i bambini maschi erano trucidati con gli altri, o impiccati nudi fuori dai villaggi.

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