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Il Santo del giorno, 13 Ottobre: Beato Gerardo Sasso, di Amalfi, fondatore dei Cavalieri Ospitalieri, poi Cavalieri di Malta - S. Benedetto del Tronto, soldato romano protomartire

13 ottobre Sasso

Dagli Ospitalieri di Gerusalemme, poi Cavalieri di Malta, fondati dal Beato ricordato oggi, agli Ospitalieri di Altopascio, che forse li precedettero, con il loro simbolo del "Tau" adottato poi da S. Francesco, forse per i suoi legami con Lucca

 

 

Le origini cristiane di S. Benedetto del Tronto che dal soldato romano, lì protomartire, prese l'avvio

di Daniele Vanni

 

 

 

 

Beato Gerardo Sasso (Scala, 1040 circa – Gerusalemme, 3 settembre 1120) è stato un monaco benedettino italiano che nel 1113 fondò l'ordine dei Cavalieri Ospitalieri, poi conosciuti come Cavalieri di Malta.

E’ stato dichiarato beato della Chiesa cattolica.

Pensate che il primo documento scritto conservato, parla degli Ospitalieri, quelli di di Altopascio, è del 1184! Segno che erano di molto precedenti! E se pensate che i Cavalieri del Tau, furono fondati da dodici nobili lucchesi e che il Tau, come simbolo (preso dall’Apocalisse, dai Profeti, come Ezechiele, dai primi Cristiani; croce, martello, punteruolo e stampella per gli Ospitalieri di Altopascio, cioè di Teupascio,) è stato poi adottato da Francesco e dai Francescani, abbiamo un altro punto in comune tra il santo di Assisi e Lucca! Anzi: per Francesco il Tau era il suo sigillo, questo simbolo che per la chiesa primigenia stava per Cristo alfa-omega, il Tutto!

Gerardo Sasso era originario di Scala (all'epoca Amalfi del Monte), nella Repubblica Amalfitana.

Alcuni storici hanno sostenuto che fosse francese, originario della Provenza; altri hanno identificato Gerardo Sasso con Gerardo da Tonco (o Gerard Tum), feudatario astigiano partito per la prima crociata.

La prima ipotesi però, quella amalfitana, è stata però dimostrata però veritiera e si è anche venuti a conoscenza della sua casa paterna, sita presso il Seggio dei Nobili, ora Protomonastero, in Scala nell'attuale borgo del Monastero, contrada di Scala Centro.

Del resto, la sua origine amalfitana, stava nella logica, visto il loro emblema, stemma e blasone, con la croce agugliata. Gli Ospitalieri portavano un mantello nero (come la veste dei Benedettini da cui discendevano, con sopra una croce bianca, come la purezza, impersonata dalle 8, come otto sono le punte della croce, beatitudini!): la loro croce era la stessa adottata dalle Repubblica marinara di Amalfi.

 

Ognuno, in fondo, sceglie le cose dei suoi posti, delle sue origini…e così potrebbe aver fato S. Francesco con il Tau!

Nel monastero benedettino di Santa Maria Latina in Gerusalemme egli aveva l'incarico di dirigere la foresteria, detta anche hospitale, in cui venivano accolti i numerosi pellegrini in visita ai luoghi santi.

Per meglio gestire e organizzare la loro accoglienza, il beato Gerardo fondò la Confraternita di San Giovanni, che nel corso dei secoli divenne Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. La sua eredità è raccolta dal Sovrano Militare Ordine di Malta.

 

Gli Ospitalieri prenderanno, dopi gli scandalosi roghi! anche quello che resterà dell’eredità dei Templari.

Gerardo, nato verso il 1040 da nobile famiglia amalfitana che mercanteggiava con gli Arabi e Gerusalemme, si trovava forse già in Palestina all’epoca della Prima vittoriosa Crociata. Forse già nel 1071, quando i Turchi sottrassero Gerusalemme al Califfo pazzo Hakim, che regnava in Egitto e aveva fatto distruggere trentamila chiese cristiane!

Pare fosse così, perché durante un assedio cristiano, forse proprio quello di Gerusalemme, quando per primi scavalcarono le mura due pisani! Gerardo, secondo la leggenda, gettava viveri agli assedianti! Per questo fu condotto davanti al Califfo e (con una similitudine con quanto accadrà più tardi alla nostra Zita dei Fiori) quando Gerardo aperse il sacco in cui aveva i pani che gettava ai Crociati, questi si trasformarono in pietre ed il frate fu libero!

La leggenda ci dice che Gerardo già gestiva l’organizzazione, l’accoglienza, il vitto e l’assistenza pastorale per i molti pellegrini; si occupò della cura dei malati e degli indigenti; fu, come già allora lo definirono, “il Signore degli infermi”.

Pare, inoltre, che Gerardo abbia reclutato dei crociati, per la difesa dei pellegrini.

Punto di partenza della sua comunità sembrano essere state le sedi in Italia e nella Francia del sud, che dettero, già a quel tempo, dimensione europea alla comunità stessa.

Il 15 febbraio 1113 Papa Pasquale pose “l’Ospedale di Gerusalemme” sotto la protezione della Santa Sede.

Anche i regnanti di Gerusalemme, Portogallo, di Castiglia e Leon aiutarono Gerardo, nonché molti altri Principi e Vescovi.

Gerardo morì il 3 Settembre 1120.

Le sue indicazioni ed il suo esempio costituirono la base della prima Regola scritta dell’Ordine della Casa degli Ospitalieri di Gerusalemme, emanata da Raymond de Puytra il 1145 ed il 1153.

Quindi onoriamo e veneriamo il Beato Gerardo come il vero fondatore dell’Ordine di S. Giovanni di Malta.

Forse anticipatori e antesignani di quest’ordine, i 12 Patrizi lucchesi che più in piccolo, ad Altopascio, costituirono, alcuni dicono già nel 1050, un ordine di Ospitalieri (che senz’altro già aveva antenati in abati di Bobbio e di altre località, già nell’anno 600!) di San Giacomo o del Tau, per i pellegrini della Francigena.

La croce di Malta, nota anche come croce di san Giovanni, fu simbolo della repubblica marinara di Amalfi almeno sin dall'XI secolo, come confermano alcuni tarì amalfitani del 1080 sui quali campeggia chiaramente tale croce. Il simbolo unicode corrispondente è U+2720 ().

Struttura

Il simbolo è una croce ottagona (cioè di otto punte) di origine bizantina, risalente, con ogni probabilità, al VI secolo. Il suo disegno è basato sulle croci usate sin dalla prima crociata.

Le sue 8 punte possono simboleggiare le beatitudini secondo san Matteo:

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli

Beati i miti, perché possiederanno la Terra

Beati gli afflitti, perché saranno consolati

Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio

Beati i perseguitati per amore della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli

oppure alcune importanti virtù cristiane:

Lealtà

Pietà

Franchezza

Coraggio

Gloria ed onore

Disprezzo per la morte

Solidarietà verso i poveri ed i malati

Rispetto per la Chiesa

possono anche rappresentare le 8 nazionalità di provenienza dei Cavalieri di San Giovanni oppure gli 8 princìpi che dovevano rispettare gli antichi cavalieri:

spiritualità

semplicità

umiltà

compassione

giustizia

misericordia

sincerità

sopportazione.

Simbolo dei Cavalieri Ospitalieri

La Croce Ottagona degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme è di colore Bianco, il colore della Purezza delle Beatitudini.

Essa fu dapprima adottata come simbolo distintivo da un gruppo di monaci guidato dal Beato Frà Gerardo Sasso, nativo di Scala di Amalfi, benedettino dell'Abbazia di Cava.

Questi uomini presero a occuparsi delle sofferenze dei pellegrini sulle vie della Terra Santa. Testimonianze molteplici della loro presenza e del loro operato si possono ancora oggi trovare ben evidenti lungo le antiche vie e i sentieri che collegano il Mar Tirreno centro meridionale all'Adriatico pugliese. Realizzarono il primo ospedale della storia, l'Ospedale di San Giovanni nella Città Santa di Gerusalemme. Per fronteggiare le continue violenze ed aggressioni subite dai pellegrini da parte di briganti e tagliagole, Frà Gerardo venne successivamente autorizzato a organizzare i monaci in armi, provvedendo alla difesa dei poveri viandanti.

Papa Pasquale II sancì lo status di Monaci Cavalieri e, di fatto, la nascita dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, successivamente denominato "dei Cavalieri di Malta, Cipro e Rodi", con la bolla papale Pie Postulatio Voluntatis nel 1113.

Questo venne reso possibile anche in virtù delle modifiche apportate, nel frattempo, alla "Regola Benedettina", che governava la vita e le attività dei Monaci di San Giovanni, da San Bernardo di Chiaravalle, modificazioni che consentirono per l'appunto di assumere la difesa in armi dei pellegrini inermi da parte dei monaci.

La storia dei monaci cavalieri ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme ebbe così inizio. Circa settecento anni dopo avvenne la diaspora dovuta alla resa dell'Ordine ai bonapartisti, decisione assunta dall'allora Gran Maestro Von Hompesch, al fine di evitare di esporre i Cavalieri alle persecuzioni napoleoniche.

Questo atto sancì tuttavia la fine dell'unità dell'Ordine, favorendone la scissione in due tronconi, ancora oggi separati. L'uno, l'OSJ /SOSJ, trovò, ed ancor oggi conserva, una propria collocazione presso i Patriarcati delle Chiese Cristiane d'Oriente ed in particolare la Chiesa Ortodossa Russa nonché nel Continente Nord Americano (l'OSSJ/SOSJ beneficia tutt'oggi dell'Alta Protezione della Casa Imperiale di Russia e del prestigioso Riconoscimento Ufficiale sancito dal Congresso degli Stati Uniti d'America), l'altro, lo SMOM, nato nel 1803 per volere del Santo Padre a difesa della Santa Sede, è sicuramente il ramo oggi più potente e conosciuto dei Cavalieri di San Giovanni, vivendo da oltre 200 anni in una totale simbiosi con la Chiesa di Roma. Da essa ha ricevuto l'imprimatur che ha consentito al Sovrano Ordine Militare di Malta di ottenere l'extraterritorialità, divenendo così uno Stato Sovrano riconosciuto a tutti gli effetti. Le meritorie attività umanitarie a suffragio dei sofferenti e dei bisognosi, svolte dai Cavalieri del Sovrano Ordine Militare di Malta in ogni continente, nonché la saggezza dimostrata nell'adempiere agli incarichi ricevuti servendo la Santa Chiesa Cattolica, hanno fatto sì che lo SMOM abbia ottenuto riconoscimenti a livello globale e l'alto onore del Seggio di "Osservatore" alle Nazioni Unite il 24 agosto del 1994. Tutto questo splendore dello SMOM non dovrebbe però far dimenticare, agli storici ed ai saggisti che ancora oggi, in modo più silenzioso e senza chiedere visibilità, continuano la loro opera i Cavalieri dell'OSJ/SOSJ, nel solco tracciato mille anni or sono dal Beato Gerardo Fondatore dell'Ordine dei Monaci Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. È un cammino lontano dai clamori delle cronache, al servizio dei più umili e bisognosi, perseguendo nel nome di Cristo l'anelito che ispirò Frà Gerardo: Pro Fide Pro Utilitate Hominum.

Esso fu scelto come simbolo dell'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri, l'ordine monastico-cavalleresco fondato da mercanti amalfitani e salernitani a Gerusalemme. Questi avevano la loro casa principale nell'antico monastero di San Giovanni, da cui successivamente assunsero il nome di "Cavalieri giovanniti" e la croce stessa assunse il nome di san Giovanni.

I Cavalieri, chiamati anche Giovanniti, oltre a servire i bisognosi in piccoli ospedali ed ostelli, difendevano i pellegrini dai frequenti attacchi dei musulmani.

A seguito della sconfitta dell'alleanza cristiana, i cavalieri furono costretti a spostarsi a Cipro, dove si era stabilito il re latino di Gerusalemme. Di qui, su ispirazione del Papa, che chiamava ad una nuova crociata, attaccarono Rodi, nominalmente dell'Impero bizantino ma in mano ai turchi, conquistandola. Qui, ben accettati dai rodioti cristiani si stabilirono diventando un singolare stato retto da monaci guerrieri e la denominazione dell'Ordine divenne Ordine di San Giovanni di Gerusalemme detto di Rodi e brevemente essi venivano chiamati Cavalieri di Rodi. Successivamente, scacciati da Rodi con l'onore delle armi concesso dai turchi, dopo alcune peregrinazioni trovarono sede a Malta, concessa loro dall'imperatore Carlo V e di cui divennero governatori, divenendo quindi l'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme detto di Malta ovvero brevemente Ordine di Malta e la croce divenne quindi da allora nota come "Croce di Malta". In realtà essa avrebbe dovuto chiamarsi "croce di Amalfi", per i suoi contenuti storico-araldici e visto che ancora oggi ne è il simbolo.

La croce di Malta rimane ancora oggi il simbolo del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nei secoli recenti è stata adottata come insegna di numerosi ordini della Cavalleria, e appare sull'insegna del circondario tedesco (Pomerania occidentale) di Meclemburgo-Strelitz. In Australia la Croce di Malta è parte dell'emblema del Queensland.

San Benedetto (IV secolo)

San Benedetto del Tronto

Protomartire del luogo

Nascita      III secolo

Morte        304

Ricorrenza 13 ottobre

Patrono di  San Benedetto del Tronto, invocato nei dolori e le malattie di  testa  

San Benedetto (III secolo – Civita di Cupra, 13 ottobre 304), fu un soldato protomartire cristiano del quale non si conosce molto.

Secondo la tradizione fu soldato della guarnigione romana di stanza a Cupra (l'attuale Cupra Marittima), oggetto di una delle ultime terribili ondate di persecuzione verso i cristiani, quella che fece seguito al quarto editto dell'imperatore Diocleziano nel 304.

Il soldato Benedetto, del quale si ignorano le origini, non abiurò la fede cristiana e, secondo la storia tramandata nei secoli, venne decapitato il giorno 13 ottobre (304) sul ponte del torrente Menocchia, e poi gettato nello stesso corso d'acqua per poi finire in mare. Qui, dopo aver percorso appena 4 miglia, finì su una spiaggia dove venne raccolto da un contadino che volle dargli degna sepoltura sul primo promontorio antistante. La tomba del martire divenne presto un luogo di culto e, attorno ad essa, nel tempo, si formò il nucleo originario dell'attuale San Benedetto del Tronto.

Pare infatti che il luogo dell'iniziale tomba (catacomba) coincida con quello sul quale venne edificata la prima Pieve di San Benedetto sul sito della quale nel XVIII secolo è stata poi eretta l'attuale chiesa abbaziale di San Benedetto Martire, al centro del Paese Alto, il nucleo più antico della moderna cittadina picena che dallo stesso Santo ha tratto il suo nome.

Le spoglie del santo sono conservate nella stessa chiesa e nel 2003 (diciassettesimo centenario dalla morte) sono state oggetto di una radiodatazione ad opera dell'Università del Salento che ha confermato, pur entro un intervallo di più o meno 50 anni, dettato dai limiti di precisione di questo tipo di indagine, che le ossa che ancora si conservano sono da attribuirsi ad un uomo morto verso il 300 d.C.

Le poche informazioni sul santo ci derivano dai resti di una lapide ancora presente nell'attuale chiesa e che si fa risalire all'epoca della costruzione della prima tomba, e a ciò che rimane della memoria di un ciclo di affreschi dell'antica pieve nella quale era rappresentata la storia del martirio e del ritrovamento delle spoglie così come tramandata nei secoli.

Culto

San Benedetto, venerato con il titolo di martire, è il patrono di San Benedetto del Tronto e si festeggia il 13 ottobre.

Per via della modalità del martirio, è invocato per i dolori e le malattie della testa.

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