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Accadde oggi, 5 Ottobre 1582: no, non accadde niente! perché questo giorno non é mai esistito!

5 ottobre 1582

E non solo non è mai esistito quel 5 di ottobre, ma neanche i giorni seguenti, fino al 14 ottobre 1582!

 di Daniele Vanni

 

 

 

 

E non solo non è mai esistito quel 5 di ottobre, ma neanche i giorni seguenti, fino al 14 ottobre 1582!

Dal giorno seguente, il tempo riprese il suo corso normale.

Anticamente i nostri progenitori preistorici, cominciarono a calcolare il tempo, com’era logico, perché più facile ed evidente, per le influenze sulle maree, sulle variazioni ormonali delle donne, sulle variazioni del tempo e sulle colture: quindi, quasi sempre, sui cicli lunari.

Era essenzialmente un uomo già passato all’agricoltura: quello precedente, di prevalenza cacciatore e raccoglitore, era interessato tutt’al più ai ritorni stagionali della selvaggina, mentre il contadino ha bisogno di misurare esattamente il tempo per la semina e per la raccolta.

Così a Babilonia, là dove fra il Tigri e l’Eufrate si ebbe la nascita di un’agricoltura moderna ( e di conseguenza del commercio e della scrittura) era un calendario lunare.

Così era per i Celti, con le due fasi lunari di Samhain (oggi il nostro Halloween) e Beltain (il nostro 1° maggio), anche se conoscevano delle feste solari, così come era consuetudine per gli Ebrei.

Anche gli Egiziani avevano creato un calendario basato sui raccolti, ma si accorsero che ogni anno si andava avanti di un quarto di giorno, così che, ogni quattro anni, dovevano aggiungere un giorno intero.

Anche i Romani, alla fondazione della loro città, erano patiti con un calendario lunare di dieci mesi. Poi il sabino Numa Pompilio aggiunse Gennaio e Febbraio.Ma quando il genio di Giulio Cesare venne nominato Pontefice Massimo, fece un’enorme riforma, introducendo un calendario solare, quello “giuliano” appunto.

Era così esatto, per l’epoca, che la differenza con l'anno tropico o solare, insomma quello dovuto alla rivoluzione completa attorno al Sole, cioè perché il Sole torni nella stessa identica posizione dell’anno prima, risultava così di soli 11 minuti e 14 secondi circa: una precisione molto accurata per l'epoca.

Questa differenza, pari in sé a qualcosa d’insignificante come un centesimo di giorno, si accumulava però col passare dei secoli. Per cui la data d'inizio delle stagioni si spostava man mano all'indietro (si perdeva un giorno ogni 128 anni circa).Questo fenomeno era ben noto agli astronomi medievali.

Dante vi accenna nella Divina Commedia:

« Ma prima che gennaio tutto si sverni

per la centesma ch'è là giù negletta »

(Paradiso XXVII, 142-143)Tutto questo aveva portato ad una serie di lamentele ed era stato discusso anche dai padri conciliari a Trento.Gregorio XIII istituì una commissione di 5 studiosi, sotto la guida del Cardinale Sirleto alla quale parteciparono il matematico tedesco e gesuita Cristoforo Clavio, professore presso il Collegio Romano e sotto di lui gli astronomi siciliani Giuseppe Scala e Giuseppe Moleti, il medico calabrese Luigi Lilio, e il matematico perugino Ignazio Danti.Il bello è che questi eminentissimi matematici e fisici, attuarono la riforma del calendario, basandosi sugli studi rivoluzionari di un altro tedesco, abitante in Polonia, Copernico e furono in amicizia e relazione con Galileo, ma non esitarono poi, per ragioni di “bottega” a condannarne le testi eliocentriche!Dopo un accurato studio consegnarono al Papa la soluzione: al 4 ottobre 1582 avrebbe fatto seguito il 15 ottobre 1582 e che in futuro dovessero essere soppressi i giorni intercalari (cioè, in pratica, i 29 di febbraio) degli anni divisibili per 100, ma non divisibili per 400, per un totale di tre giorni intercalari in meno ogni 400 anni.L'errore adesso ammontava a soli 26 secondi l’anno: un giorno ogni 3.323 anni circa!

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