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Accadde oggi, 17 settembre 1787: nasce la Costituzione Americana: molte frasi furono scritte o suggerite da un Toscano!

17 settembre Costituzione Americana

La scrissero i Padri Fondatori: tra di loro, con un ruolo non secondario, anche un italiano, un toscano. Un potente fiorentino-pisano, con frequenti visite a Lucca: Filippo Mazzei. Si dice, ma non c'è prova! che fosse massone come i principali autori dell'Indipendenza americana, tutti suoi intimi amici: da Washington a Beniamino Franklin e Thomas Jefferson. A Pisa, a lui è intitolato un esclusivo circolo.

di Daniele Vanni

 

 

 

 

«Noi, popolo degli Stati Uniti, allo scopo di perfezionare ulteriormente la nostra Unione, di garantire la giustizia, di assicurare la tranquillità all’interno, di provvedere alla comune difesa, di promuovere il benessere generale e di salvaguardare per noi stessi e per i nostri posteri il dono della libertà, decretiamo e stabiliamo questa Costituzione degli Stati Uniti d’America».

È il celebre preambolo che introduce alla carta costituzionale, firmata il 17 settembre del 1787, nella celebre State House di Philadelphia.

Ai lavori parteciparono 74 delegati in rappresentanza delle tredici colonie protagoniste della Guerra d’indipendenza contro l’Impero britannico.

 

Dopo una lunga fase di lavori, segnata da profondi contrasti, si arrivò alla stesura definitiva del testo che ebbe 39 firmatari, celebrati con l'appellativo di Padri Fondatori.

Tra loro spiccano i nomi di Benjamin Franklin e George Washington, due anni dopo eletto primo Presidente degli Stati Uniti d'America.

Ma insieme ai Padri Fondatori, c’era anche un italiano! Un toscano:

Filippo Mazzei, nato a Poggio a Caiano, il giorno di Natale del 1730 e che morirà a Pisa, il 19 marzo 1816.

Medico, (non completò proprio gli studi regolari, perché bevve del liquore prima di fare la Comunione e fu espulso!) filosofo e saggista, veniva da una nobile famiglia toscana di viticoltori. Personaggio energico, eclettico, illuminista, dopo aver girovagato con alterne fortune la Turchia e l’Europa, partecipò attivamente alla Guerra d'Indipendenza americana, come agente mediatore all'acquisto di armi per la Virginia, ed è ritenuto dagli storici uno dei padri della Dichiarazione d'Indipendenza americana, in quanto intimo amico dei primi cinque presidenti statunitensi: George Washington, John Adams, James Madison, James Monroe e soprattutto Thomas Jefferson, di cui fu ispiratore, vicino di casa, socio in affari e con cui rimase in contatto epistolare fino alla morte!

A Londra, conobbe Benjamin Franklin ed altri protagonisti della rivoluzione americana, nel 1773 Mazzei si trasferì in Virginia, con al seguito un gruppo di agricoltori toscani.

In affari e in amicizia con Thomas Jefferson, si fece dare da lui della terra e ne ricavò un podere cui dette nome di Colle, da Colle Val d'Elsa.

Il livello delle frequentazioni americane trascinò velocemente Mazzei, arrivato con mere intenzioni imprenditoriali, nella vita politica della ribollente colonia della Virginia.

Fu autore di veementi libelli contro l'opprimente dominazione inglese, inneggianti alla libertà ed all'uguaglianza. Alcuni di questi scritti furono tradotti in inglese dallo stesso Jefferson, che rimase influenzato da tali ideali, tanto da ritrovare successivamente alcune frasi di Mazzei trasposte nella Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America!

Mentre le sue vigne ed i suoi olivi “toscani” andava malissimo, naturalizzato cittadino della Virginia, volontario delle prime ore nella Guerra d'Indipendenza americana, nel 1778 fu inviato in Europa da Jefferson e Madison, per cercare prestiti, acquistare – o meglio, contrabbandare – armi e ottenere informazioni politiche e militari utili alla nascente nazione.

Rientrato in Virginia, non fu nominato console, come sperava e nonostante qualche incarico, dopo solo due anni dopo, nel 1785, lasciò per l'ultima volta il suolo americano,

A Parigi, nel 1788, pubblicò una voluminosa opera in quattro volumi: la prima storia della rivoluzione americana pubblicata in francese.

Il successo del libro e la notorietà delle sue idee, uniti alla costante attività di propaganda a favore dei neonati Stati Uniti d'America, lo fece venire in contatto con re Stanislao Augusto di Polonia, illuminato sovrano liberale, di cui divenne prima consigliere e poi rappresentante a Parigi.

Da questa posizione privilegiata, poté seguire la Rivoluzione Francese, di cui condannò la deriva giacobina.

Preso atto della rovina economica, nel 1791, si trasferì a Varsavia, assumendo la cittadinanza polacca e contribuendo alla stesura della costituzione.

Dopo un anno passato a Varsavia, a seguito della spartizione della Polonia, nel 1792, rientrò definitivamente in Italia, stabilendosi a Pisa.

Il disincantato Mazzei, nel 1799 oramai settantenne, fu testimone dell'arrivo delle truppe repubblicane francesi a Pisa, e poi della loro cacciata, e fu coinvolto, pur senza danni, nei successivi processi intentati dal bargello ai liberali pisani, che si riunivano durante la breve occupazione al Caffè dell'Ussero sul Lungarno.

Mazzei visse quietamente altri 17 anni, dedicandosi ai propri studi di orticoltura e limitandosi a frequentare una ristretta cerchia di salotti praticati da giovani liberali, di cui era ispiratore. Veniva spesso in gita anche a Lucca.

Una quindicina d’ani fa, fra alcuni intellettuali toscani appassionati della figura di Mazzei, (esiste anche un esclusivo e ristretto circolo pisano intitolato a Mazzei) è circolata la voce, che Mazzei potrebbe adirittura aver ispirato persino la bandiera statunitense, adottata dal Congresso nel 1777, un anno dopo la Dichiarazione d’Indipendenza!

La suggestione nasce dall'importanza che l'alternanza dei colori rosso e bianco ha nell'araldica toscana, di cui un esempio famoso è l'insegna di Ugo di Toscana.

Mazzei potrebbe forse aver discusso anche di araldica con gli altri patrioti americani, ma le radici storiche della bandiera americana sono, in realtà, nella Grand Union Flag, di derivazione massonica e dalla Rivoluzione Francese, come massoni erano tutti i più importanti Padri Fondatori, da Washington a Franklin a Jefferson… e lo stesso Dollaro riporta esplicitamente tutti simboli massonici…Massone, se n’è a lungo discusso, senza trovare conferma, era certamente Filippo Mazzei, che non a caso non volle mai incarichi pubblici, ma sempre frequentazioni ai massimi livelli e a termine della sua vita, poteva intraprendere un viaggio per andare dal re di Polonia per avere somme che gli erano state promesse ed anche a Mosca, ospite dello Zar!

In ricordo di Mazzei, è stato istituito il premio The Bridge. La cerimonia è stata istituita dall’American University of Rome, per celebrare un toscano che insieme ai padri costituenti degli Stati Uniti d'America diede vita alla stesura della dichiarazione d'indipendenza.

Sua era la frase: «Tutti gli uomini sono per natura liberi ed indipendenti».

Come altre, suggerite agli amici Beniamino Franklin, Thomas Jefferson e diversi altri Padri Fondatori...

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