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Il Santo del giorno, 11 Settembre: Santi Proto e Giacinto, martiri, di provata esistenza - Santi Fede e Regola, martiri, forse leggendari

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Al contrario di molti altri santi e martiri, che sono giunti a noi con molte leggende e racconti, ma dall'incerta veridicità, dei santi celebrati oggi, è certa la storica esistenza, ma di loro si sa molto poco. Sono però state ritrovate le loro tombe con epigrafi.

di Daniele di di Daniele Vanni

Proto e Giacinto

 

I santi furono sepolti nel cimitero di Bassilla (poi di San Ermete) a Roma.

Nel 1845 le loro ossa furono trovate in un cubicolo che papa Damaso, siamo appena nel IV secolo, aveva fatto ripulire dalla terra franata e in cui aveva fatto porre una lapide che ricordava proprio Proto e Giacinto fratelli martiri.

La tradizione narra che sarebbero stati due fratelli cristiani eunuchi, schiavi di Eugenia, figlia del nobile romano Filippo, prefetto di Alessandria d'Egitto.

Convertita al cristianesimo, Eugenia avrebbe ceduto i due giovani alla nobile Bassilla, convertitasi a sua volta grazie ai loro insegnamenti. Denunciati dal fidanzato di quest'ultima, sarebbero stati tutti martirizzati.

 

Al di là della leggenda, è certo che la loro esistenza e il loro martirio sono stati storicamente comprovati.

Quando nei secc. VIII-IX i papi cominciarono la traslazione delle reliquie dei martiri dalle catacombe alle chiese urbane, anche le ossa di Proto (e non quelle di Giacinto) furono trasferite in Roma.

In realtà fino al 1845, si era creduto che i resti dei due martiri si trovassero in città, ma una fortunata scoperta archeologica dimostrò che la tomba di s. Giacinto era rimasta intatta nel cimitero di S. Ermete.

Il 21 marzo 1845, infatti, uno scavatore mise in luce una lastra con questa iscrizione: « dp III idus septebr Yacinthus martyr » rimasta al suo posto originario; non molto distante fu ritrovato un frammento di lapide con scritto sepulcrum Proti M.

Nella tomba furono rinvenute ossa bruciacchiate, indizio del genere di martirio subito da Giacinto.

 

 Felice e Regola

 

I santi Felice e Regola, insieme con il loro servo Essuperanzio, sono i santi patroni di Zurigo, ricordati, come riporta il Martyrologium Romanum, l'11 settembre.

 

Le notizie biografiche su Felice e Regola sono in gran parte leggendarie; la tradizione popolare ha infatti attribuito loro l'appartenenza alla Legione Tebea, al tempo comandata dal cristiano Maurizio, sebbene la tradizione che li vuole entrambi militari sia dubbia e di scarsa attendibilità.

Il più antico testo che fa riferimento a questi due santi risale all'incirca all'VIII secolo. Fratelli, di probabile origine egiziana (quindi conterranei di san Maurizio), Felice e Regola si sarebbero arruolati nell'esercito della Legione Tebea e quindi trasferiti in Svizzera, precisamente ad Agaunum, nel Canton Vallese.

In seguito al massacro dell'intera Legione, per la maggior parte cristiana e dunque pronta a sfidare l'imperatore, dedito al culto pagano, i due fratelli, insieme a loro servo Essuperanzio, riuscirono miracolosamente a sfuggire, rifugiandosi inizialmente a Glaris (l'attuale Glarona) e infine a Zurigo.

Qui si dedicarono alla conversione degli abitanti, per poi battezzarli segretamente nelle foreste. Scoperti e catturati, vennero, per ordine del governatore romano, condannati alla decapitazione; la sentenza venne eseguita nell'anno 286 sulle rive del fiume Limmat. Dopo che i tre vennero decapitati, si verificò un sensazionale prodigio che lasciò esterrefatti gli stessi aguzzini: i corpi dei santi si rialzarono, prendendo tra le mani la loro testa e portandola fino al luogo della loro sepoltura, su una collina nei dintorni.

Una delle considerazioni che vanno a sfavore dell'attendibilità di questo racconto è la presenza di Regola: è infatti improbabile la presenza di una donna nell'esercito romano.

Ma come altre “coppie” di santi (ad es. Perpetua – Felicitas) può darsi che questi due “santi” si rifacciano ad un antico proverbio latino…chissà?

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