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Il Santo del giorno, 13 Agosto: S. Ponziano Papa e Ippolito, primo Antipapa - S. Cassiano, insegnante ucciso dai suoi stessi studenti con gli stiletti per scrivere sulla cera!

13 agosto Ponziano Papa Spinello Aretino 008

Appena la Chiesa si struttura e diventa forte (tra poco il Cristianesimo diventerà prima religione ammessa e poi addirittura: religione di stato! e le altre cominceranno ad essere perseguitate!) ecco i primi conflitti di potere e il primo Antipapa: Ippolito, il santo di oggi, assieme al suo avversario, Papa Ponziano. Si ritroveranno imprigionati e martiri assieme in Sardegna. L'altro santo di oggi è invece un insegnante, martire nel peggiore dei modi: ucciso dai suoi stessi studenti con gli stiletti per scrivere sulla cera!

di Daniele Vanni

 

 

Ippolito di Roma (Asia, 170 circa – Sardegna, 235) è stato un teologo e scrittore romano, primo antipapa della storia della Chiesa; prima della morte si riconciliò con il papa legittimo, Ponziano, insieme al quale subì il martirio.

Dalla documentazione archeologica e documentaria si evince l'esistenza di un Ippolito vescovo e scrittore (Ippolito Romano) e di un Ippolito martire romano, la cui statua tombale venne rinvenuta mutilata nel 1551 lungo la via Tiburtina, nei pressi di Roma, dove la tradizione poneva la tomba del martire. Presumibilmente si tratta della stessa persona.

Sulla sua persona ci sono pervenute scarse informazioni, si desume che nacque probabilmente in Asia Minore, dove dovette studiare teologia, esegetica e retorica, divenuto un esponente importante della Chiesa, giunse come prete a Roma sotto il pontificato di papa Zefirino (199 - 217).

Erano epoche di grandi sistemazioni dottrinali e ideologiche ed Ippolito ne fu al centro, avversando l'eresia monarchiana, ma anche papa Zefirino ed il futuro pontefice Callisto (217-222).

Il durissimo confronto tra Callisto ed Ippolito raggiunse l'apice trasformandosi in scisma, quando il primo divenne papa (217). Immediatamente, Ippolito lasciò la comunione della Chiesa di Roma e fu eletto antipapa da una ristretta schiera di seguaci. Il santo accusava Callisto di essere caduto nell'eresia e di lassismo morale nei confronti di peccati gravi quali l'adulterio e l'omicidio. Ippolito era invece accusato ingiustamente di Diteismo cioè di credere in due grandi dèi al posto del solo Dio, ma lui tirò dritto e continuò la sua opposizione alla Chiesa di Roma come antipapa anche durante i pontificati dei due successori di Callisto: Urbano I e Ponziano.

In seguito, i capi delle due Chiese vennero esiliati entrambe da Massimino il Trace in Sardegna: ad metalla, cioè ai lavori forzati nelle miniere! Secondo la tradizione cattolica lo scisma rientrò nel momento in cui Ippolito incontrò Ponziano (secondo successore di Callisto) sull'isola. Essi, riconciliatisi, invitarono i rispettivi seguaci a fare altrettanto. Intorno al 235, la morte li colse entrambi nell'isola e nel 236 o 237 le salme dei due martiri raggiunsero Roma.

Ippolito, con i suoi libri contro le eresie: i Philosophumena, (o Confutazione di tutte le eresie), un trattato più breve contro le eresie (Syntagma), il De Anticristo, il Libellus adversus omnes haereses; Epiphanius, Panarion; Philastrius, De haeresibus, il Piccolo Labirinto, le monografie contro Marcione, i Montanisti, gli Alogi e Caio, fu uno dei maggiori conservatori e tramandatori dei frammenti di Eraclito, che ci sono giunti proprio grazie ai suoi scritti: riportava passi del pensiero filosofico classico, con l'intento di dimostrare come le eresie derivassero proprio da quegli autori.

Con i suoi scritti, i suoi numerosi trattati esegetici, i commentari del Nuovo e vecchio testamento, le tante opere dogmatiche o apologetiche, Ippolito fu il più importante teologo ed il più prolifico scrittore cristiano dell'era precostantiniana. Ma la sua copiosa produzione ha avuto un destino avverso: la maggior parte dei suoi scritti, infatti, sono andati perduti o ci sono giunti solo attraverso dei frammenti, mentre altri sono arrivati fino a noi solo nelle traduzioni in lingue orientali e slave. Ciò fu dovuto al fatto che il santo scriveva in greco e quando il greco non venne più compreso a Roma, i romani persero interesse verso questo autore, mentre ad Oriente, dove la gente ancora lo comprendeva, rimase un autore molto famoso.

Il Martirologio Romano ci dice che il 13 agosto - Santi martiri Ponziano, papa, e Ippolito, sacerdote, che furono deportati insieme in Sardegna, dove entrambi scontarono una comune condanna e furono cinti, come pare, da un’unica corona. I loro corpi, infine, furono sepolti a Roma, il primo nel cimitero di Callisto, il secondo nel cimitero sulla via Tiburtina.

 

Ponziano (Roma, ... – Sardegna, 235) fu il 18º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Fu papa dal 21 luglio 230 al 28 settembre 235, nonché il secondo ad abdicare dopo Clemente I.

La sua data di nascita è ignota.

Secondo il Liber Pontificalis nacque a Roma e suo padre si chiamava Calpurnio. Secondo questa fonte Ponziano fu eletto papa il 21 luglio 230 e regnò fino al 235. Lo scisma di Ippolito di Roma continuò anche durante il suo episcopato, ma, verso la fine del suo regno, ci fu una riconciliazione tra la parte scismatica ed il vescovo di Roma.

Dopo anni di tranquillità per la comunità cristiana, nel 235, durante il regno di Massimino Trace, iniziò una persecuzione diretta principalmente contro i capi della Chiesa. Una delle sue prime vittime fu Ponziano che fu deportato insieme ad Ippolito in Sardegna (ad metalla).

Per rendere possibile l'elezione di un nuovo papa, Ponziano si dimise il 28 settembre del 235 (il Catalogo Liberiano usava le parole discinctus est). Dopo papa Clemente I, quello di Ponziano fu dunque il secondo caso di un papa dimissionario. Al suo posto fu eletto papa Antero. Poco prima di questo avvenimento o immediatamente dopo, Ippolito, che era stato deportato in Sardegna con Ponziano, si riconciliò con la Chiesa di Roma e lo scisma che aveva causato ebbe termine.

Secondo un vecchio documento ormai perduto, usato dall'autore del Liber Pontificalis, il papa morì a causa delle privazioni e del trattamento disumano che dovette subire, circa un mese dopo l'abdicazione; per quanto tempo ancora Ponziano avrebbe sopportato le sofferenze e il duro trattamento riservatogli durante l'esilio nelle miniere sarde è ignoto. In seguito, i resti di Ponziano e di Ippolito furono fatti portare a Roma da papa Fabiano (236-250).

Il 13 agosto di un anno non noto, Ponziano fu sepolto nella cripta papale delle Catacombe di Callisto. Il suo epitaffio originale fu rinvenuto nella cripta di Santa Cecilia, vicino alla cripta papale, nel 1909. Esso, nello stile degli altri epitaffi noti della cripta papale, recita: Pontianos, Episk. Martur (Ponziano, Vescovo, Martire). La parola martur fu aggiunta in epoca più tarda.

S.Cassiano

Da noi, lucchesi, questo santo è noto per il popoloso centro di San Cassiano a Vico.

Nel Pisano è protettore della chiesa di Riglione, alle porte di Pisa.

In Versilia è ricordato in località Strettoia.

I due santi, S. Ippolito e Cassiano, sono assieme protettori della chiesa di Riglione, ma hanno in comune solo il fatto che la chiesa ne venera il culto lo stesso giorno dell’anno: il 13 agosto e che tutti e due sono morti martiri per la fede.

Per il resto si tratta di due personaggi completamente diversi uno dall’altro. Ippolito, come abbiamo già detto, fu un sacerdote molto colto, profondo conoscitore delle Scritture e moralista severo. Riscontrava nella chiesa un’eccessiva indulgenza nella remissione dei peccati e, per troppo zelo, si oppose al Papa in carica Ponziano diventando così il primo antipapa contrapposto a quello legittimo.

L’epoca era quella del III secolo d.C. e a Roma era ripresa la persecuzione contro i cristiani, così l’imperatore Massimino, per non far torto a nessuno, mandò in esilio in Sardegna sia Ponziano, papa eletto, sia Ippolito suo rivale nella fede. Ponziano allora per non lasciare la chiesa senza guida, rinunziò al pontificato in favore del greco Antero. Questo gesto umile e ricco di significato evangelico riconciliò Ippolito con il vero papa e insieme affrontarono il martirio morendo nelle miniere della Sardegna.

Cassiano era invece un vescovo che per le vicissitudini di persecuzioni subite in Germania si ritrovò ad Imola dove, non potendo esercitare la sua missione di pastore, si diede all’insegnamento dei giovani.

Ma un’ennesima persecuzione lo portò al martirio.

Il nome San Cassiano passando gli appennini tosco-emiliani divenne in Toscana San Casciano dove molti paesi portano questo nome, ma le sue radici affondano di certo nella Romagna. Le chiese dedicate a questi due santi martiri nella nostra diocesi sono:

Riglione - Vicariato di Pisa Sud San Casciano - Vicariato del Piano Strettoia - Vicariato della Versilia.

Venne ucciso dagli stessi studenti che educava al cattolicesimo, si narra con gli stiletti usati per inciderle tavolette di cera. Incredibilmente, ispezioni del teschio del santo si dice abbiamo riscontrato fori compatibili con tali strumenti usati per scrivere!

 

 

 

 

Ippolito e Cassiano nella chiesa di riglione

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