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Nell'Antica Roma, 12 Agosto: Festa di Ercole Invitto, Festa di Lignapsia o Festa delle Luci di Iside, Festa del Tempio di Venere Vincitrice e quello di Hermes che dà la vittoria

12 agosto Isis

In questo 12 di Agosto, si tenevano tutta una serie impressionante di feste e celebrazioni, che dovevano rappresentare il culmine delle Ferie di Augusto, ma anche l'acme religioso dell'estate. Non a caso il Cristianesimo si è insinuato pesantemente in queste ricorrenze, attingendo a piene mani sia per quanto riguarda la figura, gli atti, le rappresentazioni e gli attributi del Cristo (Ercole, di cui si dice in qualche modo abbia ripreso i lineamenti che nel biondo e gli occhi celesti non sono davvero medio-orientali) che della Madonna( che si identifica con molti aspetti di Iside!).

(Iside - Museo Nazionale di Napolei, Collezione Farnese)

 

di Daniele Vanni

 

 

In questo 12 di Agosto, si tenevano tutta una serie impressionante di feste e celebrazioni, che dovevano rappresentare il culmine delle Ferie di Augusto, ma anche l'acme religioso dell'estate. Un pò come per noi profani e consumisti dell'era post-industriale il Ferragosto! Non a caso il Cristianesimo si è insinuato pesantemente in queste ricorrenze, attiggendo a piene mani sia per quanto riguarda la figura, gli atti, le rappresentazioni e gli attributi del Cristo (Ercole, di cui si dice in qualche modo abbia ripreso i lineamenti che nel biondo e gli occhi celesti non sono davvero medio-orientali) che della Madonna( che si identifica con molti aspetti di Iside!).

Vediamo intanto la serie delle festività odierne.

Lychnapsia - Festa delle Luci in onore della Dea egizia Iside.

 

Templum Veneris Victricis -  in onore di Venus Victrix, Venere Vittoriosa. Si ricordava la dedicatio del tempio.

        

Templum Herculis Invicti - 12 agosto in onore di Hercules Invictus. Si ricordava la dedicatio.

 

Templum Hermetis Invicti - 12 agosto in onore di Hermes Invictus, Ermete che dona la vittoria. Si ricordava la dedicatio.

 

Templum Honoris, Virtutis, Felicitatis - 12 agosto in onore degli Dei Honor, Virtus et Felicitas, (Onore, Virtù e Felicità). Si ricordava la dedicatio del tempio.

 

12 Agosto

 

Era questo è uno dei dies comitiales, i giorni nei quali i cittadini riuniti e adunati in “comitati” potevano votare su questioni politiche o su fatti criminali., del mese di Agosto, originariamente chiamato sestile, o il sesto mese (dopo il marzo).

E’ una giornata dalla quale ha attinto moltissimo il Cristianesimo! Con Cristo che si appropria di molte imprese attribuite ad Ercole (la figliolanza con un dio, la resurrezione dopo tre giorni dalla morte, la discesa all’Inferno, l’assunzione in cielo). E molti attributi di Iside che si stampano sulla Madonna (il parto vergineo, lo sposalizio mistico

 

Festa di Ercole Invitto

 

Questo giorno, del 12, era sacro ad Ercole, l'Eracle greco.

Chiamato il Figlio di Dio per il fatto di avere Giove come padre e una madre terrena, la sua immagine era amata tantissimo dalla gente comune.

Era visto un po’ come certi attori moderni! come un salvatore ed un vendicatore per gli oppressi: una proiezioni in un supereroe dotato di tutti quei poteri che non appartengono alla gente comune, così pronta perciò ad identificarsi con chi crede abbia tali capacità!

Le leggende su Ercole si sprecavano e sono pressochè infinite: dall’aver resuscitato persone dalla morte, alla discesa nell'Ade per tre giorni, ha subito una morte straziante, ed è tornato dopo la sua morte per mostrare ai suoi amici più intimi, che era ancora in vita, prima di salire corporalmente in cielo. una storia del genere è del tutto improbabile, naturalmente, ma il volto e la storia di Ercole ha generato profonda ammirazione tra la gente, un fatto non ignorato dai primi dirigenti e scrittori cristiani.

In questo giorno i Romani sacrificavano i buoi di Ercole e tenevano una festa pubblica. Le donne erano escluse dalla condivisione della carne sacrificale. In questo giorno sono stati consacrati templi di Venere vincitrice (Venere di Vittoria), Hermes Invictrix (Mercurio Invincible), Honos (Onore), Virtus (virtù), e Felicitas (Felicity o la felicità).

 

 

Festa delle Luci

 

Il Lychnapsia o Lignapsia, "Festival delle Luci", o "Le Luci di Iside" fa parte delle mysteriers osiriani, che celebra Iside 'per il suo sposo nel buio alla luce delle torce. Questo è diventato un giorno sacro anche  per i Cristiani, che non a caso hanno posto il giorno dedicato a Santa Chiara, con le sue “luminosità”, considerata la prima persona a praticare la totale povertà di San Francesco d'Assisi, l’11 di Agosto.

 

Si tratta di un importante ciclo di festa egiziana, che mette in scena rituale l'evento culminante nelle leggende di Iside e Osiride: il combattimento finale tra Set, fratello e assassino di Osiride; e Horus, figlio di Iside e Osiride, il giovane eroe solare che sarebbe incarnato in ogni faraone vivente.

 

Originatasi nell'antico Egitto, la festa di Iside Luminosa, era una delle ricorrenze più importanti del calendario. Oltre a decorare case, templi e barche con luci di ogni tipo, avevano particolare ruolo le processioni, tenute soprattutto la sera dopo il tramonto. Statue della dea Iside venivano trasportate di tempio in tempio e di villaggio in villaggio, cosicché le persone potessero partecipare al mistero della Ricerca, seguendo i carri ed intonando inni e preghiere.

 

In epoca tardo imperiale romana, quando il culto isiaco sperimentò una capillare diffusione in tutta l'area mediterranea, la ricorrenza venne inserita anche nel calendario latino a partire dal IV secolo, sotto il nome di Lychnapsia o festival delle luci. Successivamente con l'imposizione del Cristianesimo e la sistematica estirpazione del Paganesimo, tutte le feste pagane furono soppresse, o, laddove fossero feste importanti e pertanto difficili da far scomparire, furono appositamente sovrapposte da feste cristiane, spesso con cerimoniali e significati simili. Il culto di Maria la Madonna, in particolare, oggi è risaputo che sia stato una derivazione cristianizzata del culto di Iside. Le testimonianze di ciò sono riscontrabili anche nell'iconografia tradizionale, in cui entrambe le figure divine femminili sono raffigurate con un bambino tra le braccia: Horus nel caso di Iside e Gesù nel caso di Maria. Le stesse processioni frequenti sono un elemento che probabilmente fu mantenuto dalla Chiesa cattolica per favorire la sostituzione del culto isiaco con il culto mariano.

 

 

Gli eventi del ciclo (mese di Thuthi [Thoth], giorni 25 - 30):

 

8/12 Festa delle Luci di Iside, uno dei principali eventi mistici dei misteri osiriani, celebrando la lampada di saggezza e di servizio, e, forse, la crescita del corpo di luce. Questo giorno è diventato la festa della omonima St. Claire ( "chiaro, splendida") nei calendari cristiani.

 

8/13 battaglia rituale tra Horus e Set. Mentre il combattimento reale è stato detto di aver durato 80 anni, con la tensione prevedibile per l'ambiente d'Egitto, oggi mette in scena i principali eventi: perdita e restauro di occhio di Horus 'e testicoli di set, e altri episodi strazianti.

 

8/14 Giorno di riconciliazione tra Horus e Set, segnando la decisione del Neters in consiglio che Horus e Set dovranno vivere in pace, in tal modo l'ordine e il caos, la vita e la morte, luce e buio, terra e cielo simbolicamente bilanciamento. Questo diventa uno dei paradigmi dualità più influenti del mondo antico.

 

8/17 rituali culminante celebrano equilibrio ordinata tra i principi maschile del Sole (Ra), il cielo (Horus) e la terra (Set).

 

 

Iside, o Isis o Isi, in lingua egizia Aset, ossia: sede, è la dea della maternità, della fertilità e della magia nella mitologia egizia, originaria di Behbet el-Hagar nel Delta.

Divinità in origine celeste, associata alla regalità per essere stata primariamente la personificazione del trono come dimostra il suo cartiglio che include il geroglifico "trono", faceva parte dell'Enneade. È chiamata anche Isis, Aset, Is, Iset.

Mito

Figlia di Nut e Geb, sorella di Nefti, Seth ed Osiride, di cui fu anche sposa e dal quale ebbe Horus.

Fu colei che grazie alla sua astuzia e alle sue abilità magiche scoprì il nome segreto di Ra.

Secondo il mito, raccontato nei Testi delle Piramidi e da Plutarco nel suo Iside ed Osiride, con l'aiuto della sorella Nefti recuperò e assemblò le parti del corpo di Osiride, riportandolo alla vita. Per questo era considerata una divinità associata alla magia ed all'oltretomba.

Aiutò a civilizzare il mondo, istituì il matrimonio ed insegnò alle donne le arti domestiche.

Iconografia

Solitamente viene raffigurata come una donna vestita con una lunga tunica, che reca sul capo il simbolo del trono, mentre tiene in mano l'ankh o l'uadj.

Più tardi, in associazione con Hathor, è stata raffigurata con le corna bovine, tra le quali è racchiuso il sole.

Nell'iconografia, per sincretismo, è rappresentata spesso come un falco o come una donna con ali di uccello e simboleggia il vento. In forma alata è anche dipinta sui sarcofagi nell'atto di prendere l'anima tra le ali per condurla a nuova vita.

Frequenti anche le rappresentazioni della dea mentre allatta il figlio Horus. Il suo simbolo è il tiet, chiamato anche nodo isiaco.

Culto

Iside, la cui originaria associazione con Osiride fu sostituita dalla Dinastia tolemaica con quella al dio Serapide, fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del Mediterraneo come attestato dal tempio di Deir el-Shelwit del periodo greco-romano, dedicato esclusivamente alla dea mentre un altro si trova a Maharraqa nella bassa Nubia e risalente ad epoca greco-romana.

Dall'epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo di sposa, madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l'Impero romano. Gli imperatori augustei si opposero sempre all'introduzione del suo culto e nel 19 a.C. Tiberio fece distruggere il tempio di Iside, gettare nel fiume Tevere la sua statua e crocifiggere i suoi sacerdoti, a causa di uno scandalo, come riportato da Giuseppe Flavio nelle Antichità giudaiche. Ciononostante, il culto della divinità femminile si diffuse nei circoli colti della città, in particolare tra le ricche matrone.

Successivamente Iside venne assimilata con molte divinità femminili locali, quali Cibele, Demetra e Cerere, e molti templi furono innalzati in suo onore in Europa, Africa ed Asia. Il più famoso fu quello di Philae, l'ultimo tempio pagano a essere chiuso nel VI secolo per ordine dell'imperatore Giustiniano I. Sull’isola omonima in mezzo al Nilo, nei pressi di Assuan, templi addirittura smontati e spostati per la costruzione della celebre diga!

Durante il suo sviluppo nell'Impero, il culto di Iside si contraddistinse per processioni e ricche feste in onore della dea e per importanti sodalizi segreti che si instaurarono in suo nome.

La dea Iside era venerata anche nell'antica Benevento, dove l'imperatore Domiziano fece erigere un tempio in suo onore. E c’è chi ricollega il culto della dea egizia della magia alla leggenda delle Janare, che fa di Benevento la città delle streghe. All'interno del Museo del Sannio, un'intera sala è dedicata alla dea, Signora di Benevento.

I sacerdoti si rasavano completamente il capo e vestivano bianche tuniche. Nelle cerimonie indossavano maschere, come quella di Anubis e agitavano dei sistri.

Anche le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell'influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castità alla dea Iside. I ragazzi dedicati a Iside, venivano rasati, salvo un ciuffo di capelli che veniva lasciato crescere, alla maniera egizia.

La decadenza nel Mediterraneo del culto di Iside fu per lo più determinata dall'avvento di nuove religioni quali lo stesso Cristianesimo.

Sincretismo con altre figure

Iside era una dea dai molti nomi e fu assimilata con Afrodite e Demetra, la dea della fecondità.

Esistono tratti comuni nell'iconografia relativa a Iside e quella posteriore della Vergine Maria, tanto che alcuni hanno supposto che l'arte paleocristiana si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per rappresentare la figura di Maria: comune è ad esempio l'atto di tenere entrambe in braccio un infante, che è Gesù nel caso della Madonna mentre è Horus per Iside, o gli appellativi di Madre di Dio, Regina del Cielo, Consolatrice degli afflitti.

Ancora, con il primo vero affermarsi del Cristianesimo nell'Impero romano, sotto imperatori come Costantino I e Teodosio I e con il conseguente rifiuto delle altre religioni a Roma e nei suoi domini, alcuni templi consacrati a Iside furono riadattati e consacrati come basiliche, come la Basilica di S. Stefano a Bologna.

Contaminazioni moderne

Forme riadattate di culto dell'antica dea egiziana riemersero in età illuministica negli ambienti della massoneria, soprattutto francesi, che l'assimilarono alla dea Ragione, quale divinità laica e naturalistica che impersonava, incarnandoli, i principi teorici del deismo. Una statua con le sue sembianze fu innalzata in suo onore in piazza della Bastiglia il 10 agosto 1793 a Parigi, nei giorni della Rivoluzione francese per celebrarne l'anniversario.

La presenza di Iside nei culti massonici del Settecento è rinvenibile ad esempio nell'ambientazione egizia del Flauto magico di Mozart, la cui religiosità rimase comunque sempre commista al cristianesimo.

 Un secolo più tardi, sul finire dell'Ottocento, sarà la fondatrice della società teosofica, Helena Petrovna Blavatsky, a fare di Iside la chiave di accesso ai misteri dell'occultismo e dell'esoterismo con la sua prima opera fondamentale del 1877, intitolata appunto Iside svelata, che suscitò un forte impatto negli ambienti dello spiritismo.

Inno a Iside

Tratto dal Papiro di Ossirinco n.1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a.C.:

[…] Dea dalle molte facoltà,

onore del sesso femminile.

[…] Amabile, che fa regnare la dolcezza nelle assemblee,

[…] nemica dell'odio […],

[…] Tu regni nel Sublime e nell'Infinito.

Tu trionfi facilmente sui despoti con i tuoi consigli leali.

[…] Sei tu che, da sola, hai ritrovato tuo fratello (Osiri), che hai

ben governato la barca, e gli hai dato una sepoltura degna di lui.

[…] Tu vuoi che le donne (in età di procreare) si uniscano agli uomini.

[…] Sei tu la Signora della Terra […]

Tu hai reso il potere delle donne uguale a quello degli uomini!

 

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