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Accadde oggi: 11 Agosto 480 a.C., la Battaglia delle Termopili e di Capo Artemisio - 1492, viene eletto Papa Rodrigo Borgia, padre di Lucrezia Borgia e del Duca Valentino

11 agosto Salamis

Nella tradizionale data dell’11 Agosto del 480, si svolse questa battaglia fondamentale, che con la vittoria dei Greci permise loro di non cadere sotto l’Impero persiano e di continuare ad elaborare tutta quella cultura classica, della quale, noi occidentali, siamo un po’ tutti figli. Almeno fino ad oggi!

 

Diviene papa una delle figure più discutibili di sempre della Chiesa, ma i suoi predecessori, tutti potentissimi, non erano molto diversi!

di Daniele Vanni

 

 

Dieci anni prima, sempre nell’Attica, c’era stato l’epico scontro di Maratona. Che se non aveva certo partorito, quella ricostruzione facilona, voluta da De Coubertain ed i suoi amici intellettuali (tra i quali anche il lucchese Marchese Palli!) e che ha dato il via a tutte quelle gare di “maratona” che segnano lo sport moderno, certo aveva fermato il primo grande tentativo dei Persiani di invadaere Grecia ed Europa: senza quella vittoria, non sarebbero più state la stessa cosa che noi abbiamo conosciuto! E l’Europa oggi assomiglierebbe molto di più all’Asia!

Allora, dieci anni prima, i Greci, rei di aver fatto sollevare contro l’Impero persiano i connazionali della Ionia (regione sull’Egeo al centro dell’attuale Turchia) avevano poi dovuto subire l’invasione di Dario che, sbarcato sull’Eubea, aveva poi marciato verso Atene, ma era stato, inaspettatamente, sconfitto da forze molto inferiori. Pressochè della sola Atene, lasciata sola dai “consanguinei” delle altre polis, gelosi della sua forza e coscienti, come poi avvenne, che se Atene avesse prevalso, poco dopo avrebbe comandato su tutta la Grecia.

Adesso, il figlio Serse, dominati gli altri territori dell’impero, voleva vendicare la sconfitta, - un po’ come Bush-figlio, in Iraq! - e conquistare, una volta per tutte, la Grecia.

Quindi aveva approntato una grande spedizione che passò l’Ellesponto addirittura su due ponti di barche. Le leggende e gli aneddoti si sprecano, ma gli storici sono abbastanza concordi nel credere che lo smisurato esercito persiano fosse composto almeno da 150.000 soldati!

I Greci, sapendosi in grande inferiorità, attesero per terra e per mare, il nemico in luoghi dove non potesse dispiegare tutta la sua forza. Così la flotta, comandata a forza dagli Spartani, ma costituita in gran parte di triremi ateniesi guidate da Temistocle, si dispose tra l’Eubea e la Tessaglia, presso la Punta dello Stretto di Artemisio. Quindi, in un angusto braccio di mare.

Un piccolo esercito attraversò la Beozia e la Focide, per disporsi poco lontano dalla flotta, nel Golfo Malico, dove per forza dovevano passare i Persiani, presso il Passo delle Termopili, cioè delle Porte Calde: così prendeva il nome questo strettissimo passo, (non più di venti-trenta metri in una gola tra montagne) questa porta verso la Grecia, dove scorrono calde sorgenti, che oggi si spengono nei pressi di un’improvvida autostrada, verso la quale la statua Leonida sembra scagliare la sua lancia di bronzo!

Forse i Greci erano in 7.000, ma quando videro di non poter fronteggiare lo smisurato esercito, si asserragliarono (forse in 4.000 o anche meno) e si trincerarono dietro un muro di pietre, nella Gola delle Termopili.

Qui gli Spartani, non più di 300, agli ordini di Leonida, rimasti con poche altre centinaia di alleati, tennero in scacco l’esercito di Serse per più di una settimana, dando tempo alla flotta di infliggere numerose perdite e poi di correre a Salamina per ricongiungersi con il grosso delle navi. Dettero anche il tempo all’esercito di disporsi e fortificarsi a difesa di Atene e dell’Attica.

Si racconta che i difensori riuscissero ad uccidere forse 20.000 Persiani. E resistettero addirittura all’assalto dei 10.000 Immortali, il meglio del meglio di tutto l’Impero Persiano che costituivano la guardia del corpo di Serse, che, imbestialito per la resistenza di così pochi eroi, li aveva mandati all’assalto!

Quegli eroi, oggi ricordati da un grande monumento, un sacrario che è di monito a chi sfreccia lì accanto su una delle pochissime autostrade greche, caddero solo per tradimento. Quando un rinnegato pastore, fece scoprire ai Persiani una strada per colpirli alle spalle e dall’alto.

Prima di finirli, Serse ed il suo esercito, ammirati da una difesa che aveva del sovrannaturale, offersero loro la resa, dicendo loro che erano talmente in tanti, che le frecce che stavano per scagliare avrebbero oscurato il sole!

Bene! Rispose Leonida e i suoi Greci, che evidentemente amavano la loro patria in un modo inconcepibile per noi Italiani del 2017!: “Combatteremo all’ombra e sarà anche meglio!”.

Considerando che era l’11 di agosto di un’estate greca e che da una settimana non si spostavano da dietro il cumulo di pietre roventi, dandosi il turno per sostenere una lotta incessante: se il cielo si fosse oscurato, ne avrebbero avuto per lo meno un attimo di sollievo!

Ma per chi ha un’idealità, una fede, qualunque sacrificio è sopportabile!

Io, Italiano, fatto diventare, a forza! agnostico, a volte adeso allo sconforto populista e da bar! a volte sfiduciato, anche se mai menefreghista, avrei voluto tanto conoscere, uno ad uno! Quel manipolo di uomini! che credeva in ciò che faceva: cioè nella vita che merita di essere vissuta!

 

6 Agosto 1492, Robrigo Borgia, nipote di Papa e padre del Valentino e di Lucrezia, si compra il soglio pontifico

 

Studiare la sequenza dei Papi della Chiesa cattolica, fa approfondire molto, nella comprensione della fede, della dottrina e sulla realtà storica di questa religione!

Callisto III, nato Alfons de Borja y Cabanilles, in latino: Callistus III (Xàtiva, 31 dicembre 1378 – Roma, 6 agosto 1458), è stato il 209º papa della Chiesa cattolica dal 1455 alla morte.

Venne eletto vescovo di Valencia (i Borgia venivano da Jativa o Xativa) dopo esser riuscito a far dimettere l’antipapa Benedetto XIII, nobile dei De Luna, dell’Aragona a favore di Martino V dei nobili e potentissimi Colonna, patrizi romani, il Borgia venne prescelto quale pontefice nel conclave del 1455, ad età molto avanzata, come candidato di compromesso.

Dal momento che il cardinale favorito, (dalla politica romana ed internazionale) Giorgio Bessarione, era greco e che l'altro era legato ai Colonna, fu scelto Alfonso Borgia, il quale fu incoronato il 20 aprile 1455 sui gradini della basilica di San Pietro in Vaticano per mano del cardinale Prospero Colonna, protodiacono di San Giorgio in Velabro.

Callisto III morì a Roma il 6 agosto 1458 e venne sepolto in un sontuoso monumento commissionato da suo nipote, il cardinale Rodrigo Borgia, nella cappella di Santa Maria delle Febbri, non lontano dalla basilica di San Pietro. Frammenti di questo originario monumento si trovano oggi nelle Grotte vaticane, in quanto durante la ricostruzione della basilica i suoi resti vennero trasferiti dal 1586 altrove sempre all'interno della chiesa, ove rimasero sino al 1605.

Segue un altro nobile: il celebre Enea Silvio Piccolomini, urbanista di Pienza che da lui prende nome e parente di quegli Amidei fiorentini, ai quali la leggenda lega la nascita di guelfi vs ghibellini.

Avendo Buondelmonte dei Buondelmonti preso parte ad una rissa, si decise, dopo una riunione delle famiglie coinvolte, che per riparare ai danni mantenendo intatto l'onore, egli avrebbe sposato la figlia di Lambertuccio Amidei.

Buondelmonte però, tentato da Gualdrada dei Donati di sposare una del loro medesimo casato, e assicurato che essi avrebbero pagato una "multa" per aver annullato il matrimonio, decise di mandare a monte le nozze con gli Amidei e di sposare una dei Donati. A questo punto gli Amidei s'infuriarono e meditarono una vendetta, e il consigliere degli Amidei, Mosca dei Lamberti pronunciò la celebre frase "Cosa fatta capo ha", sostenendo che Buondelmonte doveva essere ucciso. A Pasqua del 1215 fu infatti ucciso davanti ad una statua di Marte e così la città si divise tra gli oppositori ed i sostenitori di questo evento. Mosca dei Lamberti è citato nella Divina Commedia, nell'Inferno, XXVIII Canto, verso 108, accusato di essere stato seminatore di discordie e di lotte, terminando il periodo felice di Firenze.

"La casa di che nacque il vostro fleto

Per lo giusto disdegno che v'ha morti

E puose fine al vostro viver lieto

Era onorata essa e i suoi consorti

O Buondelmonte quanto mal fuggisti

Le nozze sue per li altrui conforti."

Mancava un patrizio veneziano! Ed ecco, Paolo II, nato Pietro Barbo (Venezia, 23 febbraio 1417 – Roma, 26 luglio 1471), il 211º papa della Chiesa cattolica dal 1464 alla morte.

Pietro Barbo nacque a Venezia il 23 febbraio 1417 da Niccolò e Polissena Condulmer. I Barbo erano una ricca famiglia del ceto patrizio dedita ai commerci, ma al loro prestigio contribuivano soprattutto le parentele illustri: per parte di madre, Pietro era pronipote di papa Gregorio XII e nipote del cardinale Gabriele Condulmer (il futuro papa Eugenio IV).

Fu proprio quest'ultimo a distoglierlo dalla mercatura, cui era stato inizialmente destinato, per indirizzarlo verso gli studi umanistici. Condotto a Roma per essere educato alla corte papale, venne presto avviato alla carriera ecclesiastica.

La sua scelta della carriera ecclesiastica venne incentivata dall'elezione a papa dello zio. Le sue promozioni furono rapide: divenne cardinale diacono nel 1440 e cardinale presbitero con il titolo di San Marco sotto papa Niccolò V; posto alla guida della diocesi di Vicenza dal 1451, sotto i papati di Eugenio IV, Niccolò V e Callisto III ebbe notevole influenza e già nel 1458 era un papabile. Sotto papa Pio II, invece, il suo prestigio diminuì considerevolmente.

Nonostante fosse caduto in disgrazia sotto Pio II, il cardinale Barbo fu a sorpresa eletto Papa all'unanimità, il 30 agosto 1464, al primo scrutinio. La scelta del nome da parte del neoeletto fu alquanto discussa. Inizialmente Pietro Barbo avrebbe desiderato chiamarsi Formoso II, dal latino formosus, bello, per il suo bell'aspetto, ma i cardinali lo dissuasero perché questo nome rievocava la sfortunata figura di Papa Formoso, vissuto nel tormentato periodo del IX secolo. Pensò allora di chiamarsi Marco II, in onore di San Marco patrono di Venezia, ma i cardinali lo dissuasero di nuovo perché all'epoca lo Stato della Chiesa aveva screzi con Venezia. Rassegnato, il nuovo papa scelse infine il nome di Paolo II.

Ed è ora la volta dei Della Rovere, nobili liguri, magari oggi più noti per il film di Indro Montanelli e l’indimenticabile interpretazione di De Sica.

Sisto IV, nato Francesco della Rovere (Pecorile, 21 luglio 1414 – Roma, 12 agosto 1484), fu il 212º papa della Chiesa cattolica dal 1471 alla morte. Apparteneva all'ordine dei frati minori conventuali.

È il Sisto da cui prende il nome la Cappella Sistina che in seguito, durante il papato del nipote Giulio II, sarà affrescata da Michelangelo. Porta il medesimo nome una seconda cappella, adiacente alla cattedrale di Savona, sepolcro dei suoi genitori.

Nacque il 21 luglio 1414 da una famiglia savonese a Pecorile (oggi Celle Ligure) vicino a Savona (Imperiale), figlio di Leonardo della Rovere, capostipite della casata ma discendente dai conti Vinovo di Torino, già potentissimi nobili longobardi, e di Luchina Monleone. Entrò nell'ordine francescano e studiò filosofia e teologia all'Università di Pavia.

Ma gli studi non gli servirono molto, visto che scatenò l’Inquisizione di Torquemada in Spagna, una delle tante pagine non certo gloriose della Chiesa. Che praticò un nepotismo sfrenato, con lotte aperte per le strade di Roma, tra i Della Rovere, i Riario da una parte e i Colonna ed i Savelli dall’altra. In mezzo gli Orsini che un papa l’avevano già dato ed una latro ne daranno in futuro!!

Ed eccoci ancora a nobili liguri: Innocenzo VIII, nato Giovanni Battista Cybo (Genova, 1432 – Roma, 25 luglio 1492), che fu il 213º papa della Chiesa cattolica dal 1484 alla morte.

Giovanni Battista Cybo nacque a Genova, figlio di un uomo di rango senatoriale, Arano (o Aronne), e di Teodorina de' Mari, di antica famiglia genovese. Dopo essere stato nominato, nel 1455 da papa Callisto III, senatore di Roma (carica all'epoca monocratica), il padre fu nominato vicerè del Regno di Napoli, un'altissima carica dello stato, e si trasferì quindi nella sua capitale.

Qui Giovanni Battista ricevette vari incarichi, conoscendo i piaceri della vita mondana, e, nel corso degli anni, divenne padre di sette figli, di cui due furono legalmente riconosciuti (pur non sposando la madre, che resta ignota): Franceschetto (1449-1519) e Teodorina (1455-1508). Gli altri cinque figli vennero fatti passare per suoi nipoti ed entrarono ugualmente a corte.

Papa Sisto IV morì il 12 agosto 1484 e il 26 agosto si aprì il conclave. I due protagonisti furono i cardinali Giuliano Della Rovere e Rodrigo Borgia, (entrambi nipoti del…nepotismo papale!!) a capo delle due fazioni che si contesero l'elezione al Soglio.

Tre giorni dopo uscì eletto invece Giovanni Battista Cybo.

L'esito inaspettato derivò dal fatto che nessuno dei due leader fu in grado di far prevalere la propria candidatura su quella del rivale.

Infatti, il Della Rovere era allora ancora troppo giovane (aveva 41 anni), mentre il Borgia non aveva dalla sua parte un numero sufficiente di elettori. Come già successo in precedenza, i cardinali elettori, per uscire dalla situazione di stallo, scelsero un "Papa di transizione", un uomo debole per natura, perciò sensibile alla loro influenza. Il cardinale Cybo corrispose pienamente a tali requisiti e, in questo senso, non deluse le speranze dei suoi elettori. L'elezione di Innocenzo VIII fu il frutto dell'influenza del cardinale Della Rovere. Al momento della salita al Soglio aveva solo 52 anni, quindi non era anziano, ma la sua salute cagionevole non prometteva un pontificato lungo!

L'ambasciatore fiorentino lo giudicò un uomo atto più a essere consigliato che a consigliare.

Nondimeno il nuovo pontefice possedeva una propria visione delle cose, pur difettandogli certamente l'attitudine al comando.

Il 12 settembre, Giovanni Battista Cybo fu incoronato in San Pietro. Scelse il nome di Innocenzo VIII in memoria di un altro papa Innocenzo IV genovese (1243-1254), riprendendo così una successione rimasta in sospeso dai tempi dello Scisma d'Occidente.

Innocenzo VIII fu il primo Papa per la cui elezione è documentato l'utilizzo della formula Habemus Papam; è tuttavia probabile che essa fosse tradizionalmente usata anche prima, ma è solo a partire dal suo pontificato che tale formula viene attestata e canonizzata.

Di salute malferma, durante il pontificato Innocenzo VIII fu spesso colto da malori. Più volte le sue condizioni apparvero così gravi che la sua morte sembrò davvero vicina. Il 25 luglio 1492, la sera del compimento del suo 60mo compleanno, papa Innocenzo VIII morì. Fu sepolto nella Basilica Vaticana, dove riposa ancora oggi. La sua è l'unica salma di un papa inumata originariamente nella Basilica costantiniana che è stata conservata nella nuova basilica di San Pietro.

La morte di Innocenzo VIII sarebbe stata predetta pochi giorni prima da Ambrogio Varese da Rosate, famoso archiatra di Ludovico il Moro, governatore di Milano e figlio di Francesco Sforza, a cui il Pontefice si era rivolto per venire a conoscenza del proprio stato di salute.

Sulla tomba di papa Innocenzo VIII c'è scritto "Durante il suo regno la scoperta di un Nuovo Mondo". Tuttavia, la partenza di Cristoforo Colombo, da Palos de la Frontera, avvenne il 3 agosto 1492, alcuni giorni dopo la morte del Pontefice.

Ed eccoci al “grande” Borgia, che fa capire come la potenza spagnola, che tra oco dilagherà in tutta la penisola si facesse sentire in Vaticano già da decenni.

Alessandro VI, nato Roderic Llançol de Borja, italianizzato Rodrigo Borgia (Xàtiva, 14 gennaio 1431 – Roma, 18 agosto 1503), è stato il 214º papa della Chiesa cattolica dal 1492 alla morte.

Fu uno dei papi rinascimentali più controversi, e non solo per aver riconosciuto la paternità di vari figli illegittimi, fra cui i famosi Cesare e Lucrezia Borgia, tanto che il suo cognome valenzano, italianizzato in Borgia, è diventato sinonimo di libertinismo e nepotismo, che sono tradizionalmente considerati come le caratteristiche del suo pontificato. Tuttavia due dei successori di Alessandro, Sisto V e Urbano VIII, lo descrissero come uno dei papi più importanti dopo San Pietro!

Dal 1484 alla sua elezione a pontefice nel 1492, il Borgia fu estremamente attivo nella vita del governo della Chiesa di Roma. All'indomani della morte di Sisto IV, il Borgia mercanteggiò con gli altri prelati e con i vari signori della penisola italiana per ottenere l'elezione al papato!

« ma gli nocquero il carattere, ch'era ritenuto superbo e sleale, e più l'essere egli straniero, uno degli aborriti catalani »

(Giovanni Battista Picotti-Matteo Sanfilippo, Alessandro VI nell'Enciclopedia dei Papi)

Tale era ancora il risentimento degli italiani verso il dispotico governo dei Borgia, sotto Papa Callisto. Vistosi privato così del sostegno dei suoi alleati, Rodrigo non poté far altro che convergere i suoi voti, insieme con quelli di Giuliano della Rovere, sul debole Giovanni Battista Cybo, che fu eletto papa col nome di Innocenzo VIII (29 agosto 1484).

Innocenzo VIII era un uomo di mondo, interessato principalmente alla sua prole e al fasto che al governo degli Stati Pontifici e della Chiesa Universale. Pertanto, non fu difficile influenzare la politica papale con un uomo simile. Benché Rodrigo conservasse ancora per sé il titolo di vicecancelliere, nei primi anni del pontificato del Cybo fu Giuliano della Rovere a detenere il controllo della curia. Quando però questi cadde in disgrazia presso Innocenzo, in seguito alla sfortunata guerra contro Napoli, il Borgia risalì la china, grazie all'alleanza che aveva stabilito già da lungo tempo con il Cardinale milanese Ascanio Sforza.

Il 25 luglio 1492, moriva papa Innocenzo VIII. Tre mesi prima era scomparso anche Lorenzo il Magnifico, privando così l'Italia di un'importante personalità politica continentale e di un fondamentale punto di riferimento dell'equilibrio fra gli Stati italiani all'indomani della pace di Lodi.

Il contesto storico è completato dalla Reconquista della penisola iberica per mano dei sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia, mentre la scoperta dell'America (12 ottobre) sarebbe avvenuta solo tre mesi dopo l'elezione di Alessandro VI, anche se è singolare e per certi versi criptico che sulla tomba del suo predecessore vi sia un epitaffio che ricorda che la scoperta del nuovo mondo sia avvenuta sotto il pontificato di Innocenzo VIII.

Al Conclave che seguì la morte di Innocenzo parteciparono 23 cardinali. Questi, il 6 agosto 1492, si riunirono in conclave nella Cappella fatta costruire da papa Sisto IV pochi anni prima e che già mostrava i capolavori pittorici di Botticelli, Perugino e del Ghirlandaio. Nella notte tra il 10 agosto e l'11 agosto, in seguito a trattative simoniache, il cardinale Rodrigo Borgia riuscì ove aveva fallito otto anni prima: l'elezione al Soglio di San Pietro. Fu incoronato in San Pietro il 26 agosto successivo con il nome di Alessandro VI.

Immediatamente, il nuovo papa ricompensò i suoi principali elettori nel conclave: il cardinale Ascanio Sforza, fu gratificato con la nomina di Vicecancelliere e con la cessione del palazzo padronale della famiglia Borgia. Ai Colonna furono ceduti la città di Subiaco e i vicini castelli. Il cardinale Orsini ottenne i possedimenti di Soriano nel Cimino e Ponticelli, mentre al cardinale Savelli fu ceduta Civita Castellana.

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