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Accadde oggi, 8 Agosto: 1956, la grande tragedia di Marcinelle - 1969, la piccola tragedia della fine dei Beatles, che attraversano le strisce pedonali di Abbey Road e incidono il loro ultimo album in studio

8 agosto AbbeyRoad

L'8 agosto, i Beatles attraversarono le strisce pedonali, poste davanti agli studi di registrazione: la celebre copertina dell'album che immortalò la scena, avrebbe fornito ai sostenitori della leggenda della morte di Paul McCartney diversi elementi a sostegno della loro tesi.

di Daniele Vanni

 

 

 

IL DISASTRO DI MARCINELLE

Carbone in cambio di braccia, così nasceva la CEE: tante sofferenze, fatica, sradicamento dai propri territori, quando non anche la morte o di malattia, silicosi o per incidente, come a Marcinelle: vi morirono 262 minatori, 136 erano italiani!

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell'8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio.

Si trattò d'un incendio, causato dalla combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica in un carrello mal posto nell’ascensore. Ma ci furono tante altre cause e negligenze gravissime.

L'incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d'entrata d'aria principale, riempì di fumo tutto l'impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 274 presenti, in gran parte emigranti italiani.

L'incidente è il terzo per numero di vittime tra gli italiani all'estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson.

Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell'UNESCO.

L'industria belga fu scarsamente intaccata dagli effetti distruttivi della seconda guerra mondiale; tuttavia il Belgio, paese di dimensioni modeste, si ritrovò con poca manodopera disponibile. Ciò fece aumentare la richiesta di manodopera da parte del Belgio, soprattutto per il lavoro in miniera.

Il 23 giugno 1946 fu firmato il Protocollo italo-belga che prevedeva l'invio di 50.000 lavoratori in cambio di carbone.

Nacquero così ampi flussi migratori verso il paese, uno dei quali, forse il più importante, fu quello degli italiani verso le miniere belghe. Nel 1956 fra i 142 000 minatori impiegati, 63 000 erano stranieri e fra questi 44 000 erano italiani. Molti anche i lucchesi.

Il "pozzo I" della miniera di Marcinelle era in funzione sin dal 1830. Non è corretto affermare che esso fosse privo delle più elementari norme di sicurezza ma, di certo, la sua manutenzione era ridotta al minimo necessario. Tra le altre funzioni, questo pozzo serviva da canale d'entrata per l'aria. Il "pozzo II" invece operava come canale d'uscita per l'aria. Il "pozzo III", in costruzione, aveva delle gallerie connesse con i primi due, ma esse erano state chiuse per diverse e valide ragioni. Gli ascensori, due per pozzo, erano azionati da potenti motori posti all'esterno. In alto su grandi tralicci metallici erano poste due molette, enormi ruote che sostenevano e guidavano i cavi degli ascensori. La maggior parte delle strutture all'interno del pozzo erano in legno. Il motivo era principalmente il peso della tradizione, ma anche il fatto che, ad una tale profondità, il cavo dell'ascensore potesse oscillare in modo tale da giungere a strisciare sulle traverse. Quindi, per evitare l'usura prematura del cavo, si dava preferenza alle strutture in legno. L'aerazione era assicurata da grandi ventilatori posti all'esterno che aspiravano l'aria viziata tramite il "pozzo II".

Alle 7:56 dell'8 agosto Antonio I., addetto alle manovre del livello 975 m, una volta caricato l'ultimo carrello pieno dà il via alla rimonta. Poi lascia il suo posto di lavoro e va alla ricerca di altri carrelli pieni; il suo aiutante Vaussort rimane sul posto.

Verso le 8:00 Mauroy, addetto alle manovre in superficie, telefona a Vaussort poiché ha bisogno dell'ascensore per il piano 765 m. Mauroy e Vaussort prendono un accordo previsto dai protocolli di lavoro, ma che in seguito risulterà fatale.

Ad un certo punto, dopo una serie di manovre vietate o imprudenti o fatali, al piano 975 m., Antonio I. vede l'ascensore B rimontare bruscamente. Nella risalita l'ascensore, con i due vagoncini sporgenti, sbatte in una putrella del sistema di invio. A sua volta questa putrella trancia una condotta d'olio a 6 kg/cm² di pressione, i fili telefonici e due cavi in tensione (525 Volt), oltre alle condotte dell'aria compressa che servivano per gli strumenti di lavoro usati in fondo alla miniera: tutti questi eventi insieme provocarono un imponente incendio. Essendo questo avvenuto nel pozzo di entrata dell'aria, il suo fumo raggiunse ben presto ogni angolo della miniera causando la morte dei minatori. In quanto al fuoco, la sua presenza si limitò ai due pozzi e dintorni, ma il suo ruolo fu determinante perché tagliò ogni via d'accesso nelle prime ore cruciali, fra le 9 e le 12. L'incendio non scese sotto il piano 975 m mentre divampò nei pozzi fino al piano 715 m. A questo piano Bohen, prima di morire, annotò nel suo taccuino "je reviens de l'enfer" (ritorno dall'inferno). L'allarme venne dato alle 8:25 da Antonio I., il primo risalito in superficie tramite il secondo pozzo, anche se già alle 8:10, in superficie, si era capito che qualcosa di gravissimo era accaduto poiché il motore dell'ascensore si era fermato e il telefono non funzionava più (il responsabile Gilson era corso ad avvertire l'ingegnere Calicis che probabilmente erano di fronte a un cassage de fosse, cioè a una "rottura nel pozzo", un deragliamento). Calicis ordinò al suo aiutante Votquenne di scendere nelle miniera per informarsi.

C’è una serie di concitati, volontari eroici, improvvisati inteventi, ormai le squadre di soccorso sono tutte sul posto perché si comincia a capire che è successo l’imponderabile e l’impensabile!

Verso le 9:30 due persone tentarono, senza equipaggiamento, di farsi strada attraverso un tunnel laterale comunicante col pozzo in costruzione al livello 765m. Il tentativo risultò vano. Il passo d'uomo venne allargato solo quattro ore e mezza più tardi e ciò permise di scoprire i primi cadaveri. Il primo cadavere era in realtà un cavallo, trovato da Arsene Renders, ingegnere della società Foraky, che dichiarò "era un brutto presagio". D'altro lato fu anche verso le 9:30 che si decise di fermare la ventilazione.

Verso le 14:00, dopo vani tentativi nei quali hanno perso la vita altri minatori, si decide di rimettere la ventilazione in marcia.

Verso le 15:00 una spedizione scende attraverso il primo pozzo e scopre tre sopravvissuti. Gli ultimi tre furono scoperti più tardi, da un'altra spedizione.

Il 22 agosto, alle 3 di notte, dopo la risalita, uno di coloro che da due settimane tentavano il salvataggio dichiarò in italiano: «Tutti cadaveri!».

Persero la vita 262 uomini, di cui 136 italiani e 95 belgi. Solo 13 minatori sopravvissero.

Abbey Road è l'ultimo album in studio inciso dai Beatles; il successivo Let It Be (pubblicato nel maggio del 1970) contiene infatti brani registrati in precedenza (fra il dicembre 1968 e il gennaio 1969) ed è in gran parte una registrazione live (seppure di brani inediti e con ampie rielaborazioni in studio). Abbey Road ha una struttura unica nella discografia beatlesiana. Il lato B, infatti, è costituito quasi interamente da un lunghissimo medley, un “miscuglio” in cui ballate e brani rock and roll si susseguono senza soluzione di continuità, con temi ripresi e variazioni, fino a un imponente crescendo finale. Fra gli altri brani celebri, sul lato A spicca Come Together di Lennon e Something, che forse è la più celebre canzone di George Harrison, dopo il contestato My Sweet Lord. Octopus's Garden fu invece la seconda e ultima composizione di Ringo Starr nei Beatles.

È decisamente un album importante e di altissimo livello pensando che i quattro musicisti erano allora impegnati, a parte forse McCartney, nelle loro personali avventure e disavventure soliste (pensiamo solo all'eroina per John Lennon), e partecipavano solo raramente alle registrazioni, e quasi mai tutti insieme. La rivista Rolling Stone ha inserito l'album al 14º posto della sua lista dei 500 migliori album. Per comprendere bene Abbey Road è necessario fare un salto nel passato. Il 30 gennaio 1969 i Beatles suonarono per l'ultima volta dal vivo, in quello che passerà alla storia come il Rooftop Concert. Il giorno dopo i quattro musicisti si trovarono in sala d'incisione per registrare i video delle ultime tre canzoni che avrebbero dovuto completare l'album Get Back e fissarono per il 3 febbraio la riunione d'affari della Apple, la loro società. Quella sera segnarono la fine della loro carriera di gruppo, spaccandosi: da una parte Harrison, Lennon e Starr volevano assumere il manager degli Stones, Allen Klein, per rimettere in sesto la disastrata Apple, e dall'altra McCartney che invece voleva affidarne la gestione allo studio legale Lee Eastman Inc. La discussione, durata fino a tarda notte, non portò da nessuna parte. Quando i tre se ne andarono, lasciando McCartney da solo nella sala riunioni, si raggiunse l'apice di quella che Lennon definì la "morte lenta", iniziata con il decesso del manager della band Brian Epstein nell'estate del 1967. Con la speranza che ormai la calma fosse tornata, Paul riunì i Beatles ad Abbey Road con l'obiettivo di registrare un numero di brani sufficienti per coprire almeno una facciata entro giugno, mese che Lennon aveva richiesto di vacanza per la sua campagna pacifista in compagnia della moglie Yoko Ono. Nei primi giorni di giugno la EMI, desiderosa di calmare i fan che non comprendevano perché le canzoni eseguite sulla terrazza non fossero ancora in vendita, fece uscire come singolo The Ballad of John and Yoko, Lennon iniziò i suoi bed-in di pace assieme alla moglie e registrò Give Peace a Chance, che porta anche la firma di McCartney, come per sdebitarsi del lavoro svolto da Paul per The Ballad of John and Yoko. L'appuntamento coi Beatles fu fissato il 2 luglio. Contro ogni aspettativa il progetto pian piano decollò: furono incise in una settimana nell'ordine Her Majesty, Golden Slumbers, Carry That Weight, Here Comes the Sun e Maxwell's Silver Hammer. Si ripartì poi alla fine di luglio e vennero snocciolate Come Together, The End, Sun King, Mean Mr Mustard, Polythene Pam, She Came In Through the Bathroom Window. Arrivò agosto, fu registrato l'ultimo pezzo, Because. Ora bisognava dare un titolo ed una copertina all'album: circolavano alcuni spunti, quasi per gioco, Ringo propose "Abbey Road". E così nacque l'idea del nome.

L'8 agosto i Beatles attraversarono le strisce pedonali poste davanti agli studi di registrazione, e la celebre copertina dell'album che immortalò la scena avrebbe fornito ai sostenitori della leggenda della morte di Paul McCartney diversi elementi a sostegno della loro tesi. Curiosamente tale data coincide con la strage di Bel Air in cui nella notte dell'8 agosto l'attrice Sharon Tate fu massacrata dai seguaci della setta di Charles Manson: lui stesso ammise di essersi ispirato alla canzone dei Beatles Helter Skelter (tratta dal White Album). Anche un'altra canzone scritta da Harrison – Piggies – fu ispiratrice di quel massacro, dato che gli assassini scrissero con il sangue delle vittime la parola "PIG" sulla porta della villa di Bel Air. E anche Abbey Road – come era avvenuto precedentemente con Magical Mystery Tour e il White Album – richiamò le ossessioni maniacali di Manson. Il 25 novembre 1969, durante una perquisizione del ranch che costituiva il rifugio del criminale e della sua “famiglia”, fu scoperto e asportato dalla polizia il pannello di un armadietto su cui si leggeva “1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, all good children go to Heaven”: sono i versi di chiusura di You Never Give Me Your Money, primo brano del Medley che copre il lato B del disco.

L'intero mese di agosto fu dedicato ai missaggi e ai vari lavori di editing. Nessuno sapeva che sarebbe stato l'ultimo album dei Beatles, tranne i Beatles stessi e le persone a loro vicine. Il 25 settembre Lennon entrò negli studi londinesi per urlare la sua assuefazione all'eroina in Cold Turkey, il suo primo singolo da solista; il giorno dopo Abbey Road uscì nei negozi di dischi del Regno Unito. E da quel giorno i Beatles non esistono più.

Quella di Abbey Road è una copertina delle più celebri e citate della storia della musica pop. È l'unica copertina di un disco dei Beatles dove non compaiono né il titolo né il nome del gruppo. Si vedono i Beatles intenti ad attraversare un passaggio pedonale di Abbey Road, la via di Londra dove si affacciano gli Abbey Road Studios, nei quali i Beatles incisero per l'intera carriera. Il popolarissimo ritratto fotografico è opera di Iain McMillan, che verso mezzogiorno dell'8 agosto 1969, in bilico su una scala in mezzo alla strada, con la sua Hasselblad professionale immortalò i Beatles che andavano avanti e indietro lungo le strisce pedonali. Delle sei pose scattate la scelta cadde sulla quinta: in primo luogo perché era l'unica in cui i quattro erano ben allineati, e poi perché, considerata la fase della loro carriera, li rappresentava in marcia da sinistra a destra, cioè come se andassero via dagli studi di registrazione della EMI – il cui ingresso si trova sul marciapiede di sinistra.

Diversi elementi in questa foto contribuirono ad alimentare la leggenda della morte di Paul McCartney: Paul, terzo a seguire nella fila, è l'unico scalzo ad attraversare la strada (nel Regno Unito i morti vengono sepolti scalzi) e fuori passo; in testa al gruppo c'è John Lennon che dovrebbe rappresentare il gran sacerdote, ministro del culto, a seguire Ringo Starr completamente vestito di nero (da impresario delle onoranze funebri) e in ultimo George Harrison vestito tutto in jeans, come un becchino; la targa LMW 281F (letta 28IF) del maggiolino parcheggiato sulla sinistra indicherebbe l'età di Paul se fosse stato in vita all'epoca dell'uscita del disco (ma all'epoca della celebre fotografia, scattata l'8 agosto 1969, Paul aveva 27 anni, essendo nato il 18 giugno 1942); LMW viene interpretato come "Linda McCartney Weeps" (Linda McCartney piange); il fatto che Paul, mancino, tenga una sigaretta nella destra. Sul lato opposto un grosso furgone nero parcheggiato ricorda un "Black Maria", di quelli utilizzati dalla polizia mortuaria negli incidenti stradali.

I riferimenti a questa celebre copertina in opere di altri artisti sono numerosissimi. The Abbey Road E.P., dei Red Hot Chili Peppers, ha la copertina con i membri del gruppo intenti ad attraversare lo stesso passaggio pedonale e completamente nudi (a eccezione di un singolo calzino per ciascuno, indossato a coprire il pene). Altre parodie si trovano in The Rutles di Eric Idle, e in Shabbey Road di Bob and Tom. Nella sigla iniziale della serie televisiva Grumpy Old Men del 2006, Rick Wakeman, Tim Rice, Rory McGrath e Arthur Smith stanno attraversando le strisce di Abbey Road quando vengono investiti da un automobilista che parla al cellulare mentre guida.

Lo stesso McCartney, con riferimento alla leggenda della sua morte, riprese l'immagine nella copertina del suo album dal vivo Paul Is Live e alla fine del video del brano Spies Like Us.

Il passaggio pedonale di quella celebre foto è oggi una vera e propria attrazione turistica, con centinaia di visitatori che ogni giorno, da più di 40 anni, si mettono in posa per una foto ricordo. La targa stradale Abbey Road è la più rubata del Regno Unito.

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