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Accadde oggi, 7 Agosto: 1420, si dà il via alla costruzione della Cupola del Brunelleschi - 1942: gli Americani sbarcano a Guadalcanal - 1990, il delitto di Via Poma

7 agosto 1420 duomo di firenze 630

S'inizia oggi la costruzione del "Cupolone" che tanta storia, facezie, lazzi, scritti e film ha generato! Ma contribuisce non solo all'immagine di Firenze, Atene del Rinascimento, ma dell'Italia, e del suo parlare e della sua letteratura che ha improntato di sè il mondo! La base era già pronta poco dopo il 1294 quando si cominciò a costruire S. Maria del Fiore, ma solo nel 1420 si dette inizio al concorso per ingegni ed il lavoro terminò solo nel 1461! quando Leonardo che contribuì a costruire la Lanterna in cima alla Cupola del Brunelleschi, non aveva mai neppure visto Fiorenza!

(visione notturna da Piazzale Michelangelo)

 

di Daniele Vanni

 

 

Anche a quell’epoca, forse sempre sui prati delle Cascine o forse più vicino alla città, si teneva a Firenze la Fiera del Grillo. E anche allora, la salacità fiorentina era pressoché quella arrivata fino a noi. Così appena conclusa, la Cupola del Brunelleschi di fronte a tanto splendore che fece rimanere attonito il mondo, - fino agli amministratori di oggi che hanno alterato irrimediabilmente lo skyline di Fiorenza senza ricevere nessun avviso di garanzia, con la costruzione del più orribile Palazzo di Giustizia del mondo!!! – ci fu qualcuno che osò paragonarla ad una gabbia per grilli! Frase ripresa e fatta sua, grazie alla fama, da Michelangelo! Perlomeno era la “più grande gabbia del mondo” e rimane tuttora la più grande cupola in muratura mai costruita con un diametro massimo della cupola interna di 45,5 metri, e quello dell’esterna di ben 54,8!

Era e rimane a tutt'oggi la più importante opera architettonica mai edificata in Europa dall'epoca romana!

La sua grandezza impedì il tradizionale metodo costruttivo mediante l'ausilio di cèntine, facendo sì che venissero formulate molte ipotesi sulla tecnica costruttiva impiegata.

Se si guarda l’affresco di Andrea di Bonaiuto, del 1355, quindi molto precedente del Cupolone, con la rappresentazione di Santa Maria del Fiore nel Cappellone degli Spagnoli, ci si rende conto di molte cose. L'attuale edificio del Duomo era stato infatti iniziato nel 1294 e la base del tamburo della cupola era pronta già venti anni dopo nel 1314. Ma ancora all'inizio del '400, nessuno si era posto seriamente il problema di trovare una soluzione per la copertura. Il problema della sua costruzione affannava da tempo gli operai del Duomo. Come costruire e dove appoggiare le enormi centine di legno che avrebbero dovuto sostenerla fino alla sua chiusura definitiva con la chiave di volta? Certamente l'architetto, Arnolfo di Cambio, doveva averlo previsto se aveva immaginato la conclusione del suo edificio con una cupola, un organismo ben diverso e ben più ampio del tradizionale tiburio delle cattedrali medievali. E proprio affresco nel Cappellone degli Spagnoli in Santa Maria Novella, ci dice che la Cupola nelle intenzioni originarie doveva avere un  aspetto assai più convenzionale: a tutto sesto, cioè una cupola semisferica, che avrebbe avuto enormi difficoltà a reggere il peso della lanterna di cui è dotata la cupola nell'affresco.

E per questo che l’ingegneria fiorentina si era fermata! Nel 1418 l'Opera del Duomo bandì un concorso pubblico per la costruzione della cupola. In seguito al concorso, che pure ufficialmente non ebbe vincitori, Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti furono nominati capomastri.

Ed eccoci alla giornata di oggi: il 7 agosto 1420 ebbe inizio la costruzione della cupola, che fu completata fino alla base della lanterna il 1º agosto 1436.

Il grandioso cantiere aprì i battenti all'indomani della stesura del cosiddetto "dispositivo" (doppia cupola e mattoni a spina di pesce) del 1420, attribuito allo stesso Brunelleschi, dove si esponeva il modo con il quale si sarebbe dovuto chiudere il tamburo e si precisavano per punti salienti le modalità di costruzione. In sostanza, si trattava di un singolare "programma dei lavori" che sintetizzava in poche righe la struttura, la forma e le dimensioni del manufatto, ma più che altro, Brunelleschi chiariva il suo progetto (che aveva ripreso dai Romani!) impartendo disposizioni da capomastro, sul cantiere!

Nel 1425 il Ghiberti venne estromesso dai lavori, che passarono interamente in mano a Brunelleschi. Il cantiere procedette così senza apprezzabili interruzioni, fino a quando, nell'agosto del 1436, venne infine celebrato ufficialmente, con la solenne benedizione di papa Eugenio IV, il completamento della fabbrica. La consacrazione fu solennizzata dall'esecuzione in prima mondiale del celebratissimo mottetto isoritmico di Guillaume Dufay Nuper rosarum flores, con riferimento appunto allo stemma di Firenze e alla dedicazione della basilica a Santa Maria del Fiore.

Terminata la costruzione della cupola venne indetto un altro concorso pubblico per la lanterna, vinto sempre da Brunelleschi. I lavori iniziarono però solo nel 1446, pochi mesi prima della morte del grande architetto; essi proseguirono allora sotto la direzione dell'amico e seguace Michelozzo di Bartolomeo, per essere terminati da Antonio Manetti il 23 aprile 1461.

A partire da un tamburo ottagonale la Cupola si erge su otto spicchi, le vele, organizzati su due calotte separate da uno spazio vuoto. Il motivo di questa scelta è senz’altro da attribuire a un alleggerimento della struttura che altrimenti sarebbe stata troppo pesante. Lo spazio fra le due calotte misura circa 1,20 metri ed è attraverso il suo percorso che si giunge fino alla Lanterna. Una catena lignea formata da 24 travi collegate tra loro da staffe e perni di ferro circonda tutta la costruzione. Un sistema di cerchiatura efficace è utile alla stabilità. Questo anello, infatti, serve per “stringere” la costruzione alla base, in modo da contrastare le pericolose forze dirette verso l’esterno. L'elevazione totale dell'intera struttura, compresa la palla dorata e la croce che la sormontano, è di metri 116,50.

Arrivati alla sommità, troviamo la   , completata con l’intervento di più artisti dopo la morte del Brunelleschi sopraggiunta nel 1446. La Lanterna, con il suo enorme peso (circa 750 tonnellate, mentre la Cupola, da sola pesa circa 25000 tonnellate!) ha la funzione di contrastare queste forze pericolose incuneandosi nella struttura e annullando le spinte che si generano alla sua base.

Nel 1472, il Verrocchio costruì la palla di bronzo dorato che fu posta sulla sua cima usata per stabilizzare l'anello di congiunzione della cupola. Fra i ragazzi di bottega che aiutarono il Verrocchio in questa difficile operazione c’era un giovane da Vinci, di nome Leonardo.

La notte fra il 26 ed il 27 gennaio 1600 intorno alle 5 di mattina, a causa di un fulmine, la palla cadde, danneggiando in più punti la cupola. Venne riposizionata nel 1602; dietro la piazza sotto la cupola un disco di marmo ancora testimonia il punto esatto in cui la sfera originaria si schiantò al suolo).

 

Agosto 1942

 Lo sbarco a Gaudalcanal e la comncia della reconquista del Pacifico

 

 

Ai più attenti osservatori non sfugge che la Seconda Guerra Mondiale è alla svolta attesa e prevista dai più profondi conoscitori dell'economia e degli eserciti (che da essa traggono la vera linfa!) del mondo! Mentre i Tedeschi sono arrivati, con tutti gli sforzi fatti dagli "inutili" alleati: italiani, ungheresi, ucraini, bulgar, scandinavi e danesi al massimo delleo sforzo contro l'URSS accanendosi inutilmente contro Stalingrado, gli Americani, ripresisi senza ossessioni ed ansie eccessive da Pearl Harbour e per nulla spaventati dall'incredibile espansione di uno stato relativamente piccolo come il Giappone che ha occupato parte della Cina, e la penisola indocinese fino all'India, che ha osato arrivare fin quasi alle rive dell'Australia, ora, consci che gli sforzi dell'Asse Roma-Berlino-Tokyo hanno sfogato tutta laloro inutile protervia e sono "ala frutta" come materie prime, come uomini, come spinta vitale e propagandistica, cominciano atessere la rivincita, sbarcando a Guadalcanal, isola strategica, ma più importante dal punto di vista dela propaganda bellica e del morale nazionale! Sanno che sarà lunga. E quando diventerà troppo  lunga...hanno in preparazione un'arma (non come le chiacchere di Hitler) che farà cambiare il corso alla guerra ed alla storia!

Presto sbarcheranno in Africa. Poi in Sicilia. Ed in Italia. La normandia seguirà a breve. Relativamente. Ma ormai è già la lotta del gatto con il topo! E le potenze vincitrici più di temere i proclami farneticanti (ed infantili!) dei nazisti, già si guardano tra di loro per definire, loro sì!! non come gli incredibili patti firmati da Ciano a Berlino! la spartione e le aree d'influenza futura del mondo!

 

 

Simonetta Cesaroni non ha ancora pace dopo Via Poma!

 

 

Il delitto di via Poma è il nome con cui storicamente si ricorda l'assassinio di Simonetta Cesaroni, un fatto di cronaca nera avvenuto martedì 7 agosto 1990 nel palazzo di via Carlo Poma n° 2 a Roma, tuttora irrisolto.

Nel corso degli anni furono svolte svariate indagini e ipotizzate varie piste investigative, e ha visto tre persone accusate del delitto tra il 1990 ed il 2011: dapprima Pietrino Vanacore, suicida vent'anni dopo (Monacizzo, 1932 - Torre Ovo, 2010), portiere dal 1986 al 1995 del palazzo teatro dell'omicidio, poi Federico Valle (Roma, 1972), nipote dell'architetto Cesare Valle (uno dei pèiù grandi urbanisti del ‘900, costruttore di Adis Sabeba) che viveva nel palazzo, ed infine Raniero Busco (Roma, 1965)[4], all'epoca dei fatti fidanzato di Simonetta Cesaroni, ma all'epoca del processo, vent'anni dopo il delitto, sposato con Roberta Milletarì e padre di due figli.

Il delitto di via Poma appare all'opinione pubblica come un caso di cronaca nera che per troppi anni è stato segnato da errori gravi che ne hanno compromesso le indagini, impedendo di scoprire l'autore dell'omicidio. Oltre l'identità dell'assassino, non si è mai avuta certezza del movente, dell'arma del delitto, dei presenti nel comprensorio di via Poma quel giorno e neppure dell'ora della morte della vittima!

Si sarebbero dovuti approfondire alcuni immediati elementi oggettivi, non era chiaro infatti se si trattasse di un delitto passionale, attuato da qualcuno che Simonetta conosceva bene, oppure di un delitto casuale, attuato per ragioni istintive da qualcuno che la vittima non conosceva.

Come sempre in Italia, per i tantissimi delitti non chiariti, si tirano in ballo i servizi, la Banda della Magliana, il Vaticano…

Sembra che la criminologia italiana e le indagini forensi, non giovandosi affatto della prova del DNA come la prova delle prove, ma delagando ad essa, abbia perso anche i tradizionali fiuti investigativi del passato!

Se ne giova solo “Porta a porta” con i suoi plastici ed improvvisati criminologi da monitor, presenzialisti psichiatri e costruttori di plastici della scena del delitto!

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