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Nell'Antica Roma, 5-6 Agosto: Templum Salutis - 5 agosto in onore di Salus, Dea della salute e della prosperità privata e pubblica - L'origine dei nostri mesi e dei nostri giorni: le radici romane miste a quelle ebraiche

5 agosto mesi

Le feste di questi giorni. Le origini dei nomi dei mesi e dei nomi dei giorni. Gli anni. Il ciclo nundinale.

di Daniele Vanni

 

 

Nel 311 a.C. C. Iunius Bubulcus aveva promesso alla Dea un tempio sul colle Quirinalis.

Il calendario romano o calendario pre-giuliano denota l'insieme dei calendari che furono in uso nella Roma antica dalla sua fondazione fino all'avvento nel 46 a.C. del calendario giuliano.

Secondo la tradizione, il calendario romano fu istituito nel 753 a.C. da Romolo, fondatore di Roma: subì diverse modifiche nel corso dei secoli, venendo infine sostituito nel 46 a.C. dal calendario giuliano promulgato da Caio Giulio Cesare.

L'organizzazione e le riforme

Calendario di Romolo

Il calendario romano cambiò forma diverse volte fra la fondazione di Roma e la caduta dell'Impero romano d'Occidente: ce ne dà testimonianza Macrobio nella I giornata dei Saturnalia.

In origine era un calendario lunare diviso in dieci mesi con inizio alla luna piena di marzo (il 15), istituito, secondo la tradizione, da Romolo, fondatore di Roma, nel 753 a.C.: sembra fosse basato sul calendario lunare greco.

I mesi, in realtà non lunari in quanto la durata del mese avrebbe dovuto essere di 29,5 giorni, erano:

 

Calendario di Romolo:

Martius (31 giorni)

Aprilis (30 giorni)

Maius (31 giorni)

Iunius (30 giorni)

Quintilis (31 giorni)

Sextilis (30 giorni)

September (30 giorni)

October (31 giorni)

November (30 giorni)

December (30 giorni)

In totale, quindi, il calendario durava 304 giorni e c'erano circa 61 giorni di inverno che non venivano assegnati ad alcun mese: in pratica, dopo dicembre, si smetteva di contare i giorni per riprendere nuovamente il conteggio al marzo successivo.

I primi mesi prendevano il nome dalle principali divinità legate alle attività umane: Marte (la guerra), Afrodite (l'amore), Maia (la fertilità della terra) e Giunone (la maternità e la procreazione); gli altri avevano il nome che ricordava la loro posizione nel calendario: quintilis derivava da quinque, sextilis da sex, september da septem, october da octo, november da novem e december da decem.

 

Calendario di Numa Pompilio

 

Numa Pompilio, il secondo dei sette re di Roma, modificò il calendario nel 713 a.C., aggiungendo i mesi di gennaio e febbraio ai dieci preesistenti.

Complessivamente, egli aggiunse 51 giorni ai 304 del calendario di Romolo, ma, togliendo un giorno da ciascuno dei sei mesi che ne avevano 30 (facendoli così diventare dispari), portò a 57 giorni il totale di quelli che i mesi di gennaio e febbraio dovevano spartirsi. A gennaio vennero assegnati 29 giorni e a febbraio 28. Degli undici mesi con un numero dispari di giorni, quattro ne avevano 31 e sette ne avevano 29.

Poiché i numeri pari erano ritenuti sfortunati, febbraio fu considerato adatto come mese di purificazione. Esso fu diviso in due parti, ciascuna con un numero dispari di giorni: la prima parte finiva il giorno 23 con la Terminalia, considerata la fine dell'anno religioso, mentre i restanti cinque giorni formavano la seconda parte.

Calendario di Numa Pompilio

 

Calendario civile  Calendario religioso secondo Macrobio e Plutarco, secondo Ovidio

Ianuarius (29)               Ianuarius              Martius

Februarius (28)              Martius                Aprilis

Martius (31)                  Aprilis                  Maius

Aprilis (29)                    Maius                  Iunius

Maius (31)                     Iunius                  Quintilis

Iunius (29)                     Quintilis               Sextilis

Quintilis (31)                 Sextilis                September

Sextilis (29)                   September           October

September (29)              October              November

October (31)                  November           December

November (29)              December           Ianuarius

December (29)              Februarius           Februarius

Mese intercalare

Al fine di mantenere l'anno del calendario allineato all'anno tropico, veniva aggiunto di tanto in tanto, ma perlopiù ad anni alterni, un mese intercalare, il mercedonio (Mensis Intercalaris, anche noto come Mercedonius o Mercedinus). Esso era inserito al termine della prima parte di febbraio (la cui durata quindi restava di 23 giorni). I 22 giorni inseriti a cui venivano aggiunti i 5 giorni della seconda parte di febbraio componevano un mercedonio di 27 giorni: le sue none cadevano il quinto giorno e le idi il tredicesimo giorno. In questo modo, non si verificavano cambiamenti nelle date e nelle festività.

L'anno intercalare, con l'aggiunta del mercedonio, risultava di 377 o 378 giorni, a seconda che esso iniziasse il giorno dopo o due giorni dopo la Terminalia.

La decisione di inserire il mese intercalare spettava al pontefice massimo e in genere veniva inserito ad anni alterni.

Calendario giuliano

Il calendario di Numa Pompilio venne riesaminato quando ad essere pontefice massimo fu Giulio Cesare: venne così istituito, nel 46 a.C., il calendario giuliano.

Quest'ultimo eliminò il mese di mercedonio, portò la durata dell'anno a 365 giorni e introdusse l'anno bisestile: le riforme al calendario giuliano furono completate sotto il suo successore Augusto, che lo rimise in ordine dopo le guerre civili.

Quintilis fu ribattezzato Iulius nel 44 a.C. in onore a Giulio Cesare e Sextilis fu ribattezzato Augustus nell'8 a.C. in onore allo stesso Augusto, in quanto quest'ultimo durante questo mese era divenuto per la prima volta console e aveva ottenuto grandi vittorie e nel 18 d.C. ricevette in questo mese l titolo di Augusto, preso aprestito dalla Grande Madre orientale.

Il calendario giuliano rimase in vigore per molti secoli anche dopo la caduta dell'impero romano, sostituito solo nel 1582 dal calendario gregoriano.

I giorni

Nel calendario romano, tre erano i giorni che avevano un loro nome peculiare.

Il primo era il giorno delle calende, da cui deriva la parola calendario: individuava il primo giorno di ogni mese.

Gli altri due erano le none e le idi, mobili a seconda della durata del mese: in marzo, maggio, quintile e ottobre, le none cadevano il settimo e le idi il quindicesimo giorno mentre negli altri mesi esse cadevano il quinto ed il tredicesimo giorno.

Questo sistema era in origine basato sulle fasi lunari: le calende erano il giorno della luna nuova, le none erano il giorno del primo quarto (mezza luna), le idi il giorno della luna piena.

Mesi con None e Idi cadenti il 5º e 13º giorno: gennaio, febbraio, aprile, giugno, agosto, settembre, novembre e dicembre.

Mesi con None e Idi cadenti il 7º e 15º giorno: marzo, maggio, luglio e ottobre (formula mnemonica Marmaluot).

Il modo di indicare una data era molto differente da quello attualmente in vigore.

I Romani non contavano i giorni a partire dall'inizio del mese (primo, secondo, terzo, ..., giorno dall'inizio del mese), ma contavano i giorni mancanti alle calende, none o idi, a seconda di quali di esse fossero più prossime, un po' come quando si contano i giorni mancanti alla data di un particolare evento molto atteso.

Essi, inoltre, contavano tutto incluso (cioè comprendevano nel conteggio anche i giorni di partenza e di arrivo): così, ad esempio, il 3 settembre era considerato il terzo, e non il secondo, giorno prima delle none, quando queste cadevano il 5.

A titolo esemplificativo, si riporta di seguito lo sviluppo del mese di settembre:

Calende di settembre                                                         1º settembre

il giorno dopo le calende di settembre                                2 settembre

il terzo giorno prima delle none di settembre                     3 settembre

il giorno prima delle none di settembre                              4 settembre

none di settembre                                                               5 settembre

il giorno dopo le none di settembre                                    6 settembre

7º giorno prima delle idi di settembre                                 7 settembre

6º giorno prima delle idi di settembre                                  8 settembre

5º giorno prima delle idi di settembre                                  9 settembre

4º giorno prima delle idi di settembre                                  10 settembre

3º giorno prima delle idi di settembre                                  11 settembre

il giorno prima delle idi di settembre                                   12 settembre

le idi di settembre                                                                 13 settembre

il giorno dopo le idi di settembre                                          14 settembre

17° prima delle calende di ottobre                                        15 settembre

16º giorno prima delle calende di ottobre                             16 settembre

15º giorno prima delle calende di ottobre                             17 settembre

14º giorno prima delle calende di ottobre                             18 settembre

13º giorno prima delle calende di ottobre                             19 settembre

12º giorno prima delle calende di ottobre                             20 settembre

11º giorno prima delle calende di ottobre                             21 settembre

10º giorno prima delle calende di ottobre                            22 settembre

9º giorno prima delle calende di ottobre                              23 settembre

8º giorno prima delle calende di ottobre                             24 settembre

7º giorno prima delle calende di ottobre                             25 settembre

6º giorno prima delle calende di ottobre                             26 settembre

5º giorno prima delle calende di ottobre                             27 settembre

4º giorno prima delle calende di ottobre                             28 settembre

3º giorno prima delle calende di ottobre                             29 settembre

il giorno prima delle calende di ottobre                             30 settembre

Calende di ottobre                                                             1º ottobre

Guardando la tabella si può notare come, contando tutto incluso, non esistesse la possibilità di dire: "il secondo giorno prima di..."

Il giorno precedente a queste date fisse era indicato con l'avverbio pridie (il giorno precedente) seguito da Kalendas, Nonas, Idus (in caso accusativo). Ad esempio il 14 luglio era detto pridie Idus Iulias, il 6 marzo pridie Nonas Martias. Il giorno successivo alla data fissa si indicava con l'avverbio postridie e poi con il caso accusativo (ad esempio l'8 marzo era detto postridie Nonas Martias).

Pertanto, i mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre con le idi cadenti il 15, avevano 31 giorni, come avviene anche attualmente, mentre gli altri ne avevano 29, a differenza di oggi che ne hanno 30, eccetto febbraio che ne aveva 28.

Per riallineare l'anno di calendario con l'anno solare fu aggiunto il mese di mercedonio di 22 o 23 giorni: questa aggiunta doveva verificarsi ad anni alterni, ma non fu sempre così e ciò rese necessario apportare delle riforme.

I mesi

La riforma di Numa Pompilio, con l'introduzione di gennaio e febbraio, portò da 10 a 12 il numero di mesi originariamente istituiti da Romolo.

Essi erano:

Ianuarius              Dedicato al dio Ianus (Giano)                   gennaio

Februarius           Mese della Februa (purificazione)             febbraio

Mars                   Dedicato al dio Mars (Marte)                      marzo

Aprilis                 Dedicato alla dea Venus (Venere),              aprile

Maius                  Dedicato alla dea Maia (Maia)                    maggio

Iunius                  Dedicato alla dea Iuno (Giunone)                giugno

Quintilis,

poi Iulius     Quinto mese, dedicato a Gaio Giulio Cesare        luglio

Sextilis, poi Augustus    Sesto mese, dedicato ad Augusto       agosto

September  Settimo mese                                                          settembre

October     Ottavo mese                                                             ottobre

November  Nono Mese                                                              novembre

December  Decimo mese                                                           dicembre

Gli anni

L'anno romano aveva inizio il 1° di marzo, come si ricava dai nomi dei mesi in latino che seguono Iunius (giugno), iniziando da Quintilis, cioè il Quinto (mese). Non si conosce il momento in cui si passò a considerare il 1º gennaio come l'inizio dell'anno. Alcuni autori antichi attribuirono la decisione a Numa Pompilio, mentre Marco Terenzio Varrone, sulla base di un commentario di Marco Fulvio Nobiliore sui fasti da lui stesso posti nel tempio di Ercole e le Muse nel 153 a.C., sosteneva che, poiché il nome gennaio (presente in questi fasti) deriva dal dio Giano bifronte, e quindi di frontiera (in questo caso tra due anni), tale innovazione fu introdotta a partire dal 153 a.C. Un calendario risalente alla tarda repubblica romana, prova che l'anno iniziava a gennaio prima della riforma introdotta dal calendario giuliano.

Agli inizi della Repubblica romana, gli anni non venivano contati: essi erano individuati con il nome del console che era in carica. Per cui non si individuava l'anno con un'indicazione numerica, ma con i nomi dei consoli in carica. Successivamente, nella tarda Repubblica, si cominciò a contarli dalla fondazione di Roma (ab Urbe condita), avvenuta secondo la tradizione nel 753 a.C.. Perciò in alcune iscrizioni il numero dell'anno è seguito dall'acronimo AVC, che significa appunto Ab Urbe Condita (la lettera V rappresenta la U).

Durante il tardo Impero romano si usò anche contarli dall'insediamento di Diocleziano con la sigla AD che sta per Anno Diocletiani da non confondere con la sigla A.D. usata nel medioevo con il significato di Anno Domini.

Il ciclo nundinale

I Romani, così come gli Etruschi, adottavano una settimana di otto giorni, i quali erano contrassegnati con le lettere dalla A alla H.

Tale settimana veniva chiamata ciclo nundinale ed era cadenzata dai giorni di mercato, che si svolgevano ogni otto giorni. Essi erano le cosiddette nùndine (dal lat. nundinae, composto da novem nove e dies giorno,) da cui l'aggettivo nundinale per scandire la periodicità settimanale di "nove giorni" (dovuta al conteggio tutto incluso dei Romani, laddove oggi diremmo periodicità di otto giorni). Poiché la durata dell'anno non era un multiplo di 8 e tenendo conto che esso iniziava sempre con la lettera "A", si aveva che la lettera per il giorno di mercato (nota come lettera nundinale), pur rimanendo costante durante tutto l'anno, non era la stessa al passare degli anni. Se, ad esempio, la lettera per i giorni di mercato di un dato anno era stata la "H" e l'anno era di 355 giorni, l'ultimo giorno di mercato era il 352-esimo e la lettera nundinale per l'anno successivo diventava la "D".

Il ciclo nundinale scandiva la vita romana: il giorno di mercato era quello nel quale la gente di campagna andava in città per vendere i propri prodotti e la gente di città acquistava i viveri necessari per tirare avanti otto giorni, fino alle successive nundine. L'importanza del giorno di mercato era tale che fu approvata una legge nel 287 a.C. (la Lex Hortensia) che vietava i comizi e le elezioni in quel giorno, sebbene consentisse lo svolgimento delle cause. Agli inizi del periodo repubblicano nacque la superstizione che portasse sfortuna cominciare l'anno con un giorno di mercato: il pontefice massimo, a cui spettava la gestione del calendario, adottava le opportune misure per evitare che ciò accadesse.

Poiché durante la Repubblica il ciclo nundinale era rigidamente di otto giorni, le informazioni sulle date dei giorni di mercato rappresentano uno degli strumenti più importanti in nostro possesso per determinare a quale giorno del calendario giuliano corrisponde un determinato giorno del calendario romano.

Il ciclo nundinale venne successivamente sostituito dalla settimana di sette giorni, entrata in uso agli inizi del periodo imperiale, dopo l'avvento del calendario giuliano.

Il vecchio sistema di lettere nundinali viene comunque utilizzato ancora oggi, riadattato per la settimana di sette giorni (cfr. lettera dominicale). Per qualche tempo la settimana e il ciclo nundinale coesistettero, ma quando la settimana fu ufficialmente istituita da Costantino I nel 321 d.C., il ciclo nundinale era già caduto in disuso.

Costantino sostituì la dies solis (giorno del sole) con la dies dominica (giorno del Signore), effettuando un compromesso tra mondo pagano e mondo cristiano. Infatti, la durata di sette giorni corrispondeva alle attese dei cristiani, che ottenevano l'ufficializzazione della settimana ebraica, mentre ai giorni venivano dati i nomi degli dei pagani. I cristiani affiancarono le proprie denominazioni ad alcune denominazioni ufficiali dei giorni, in particolare per il sabato e la domenica.

Il ciclo nundinale in vigore nel calendario romano venne sostituito dalla seguente settimana nel calendario giuliano.

Italiano                         Latino (pagani)                      Latino (cristiani)

Domenica                     Solis dies                               Dies dominica

Lunedì                          Lunae dies                            Feria secunda

Martedì                        Martis dies                            Feria tertia

Mercoledì                     Mercurii dies                        Feria quarta

Giovedì                        Iovis dies                                Feria quinta

Venerdì                        Veneris dies                            Feria sexta

Sabato                         Saturni dies                             Sabbatum

(LA)

« Dies dicti sunt a deis quorum nomina Romani quibusdam stellis dedicaverunt. Primum enim diem a Sole appellaverunt, qui princeps est omnium stellarum ut idem dies caput omnium diorum. Secundum diem a Luna appellaverunt, quae ex Sole lucem accepit. Tertium ab stella Martis, quae vesper appellatur. Quartum ab stella Mercurii. Quintum ab stella Jovis. Sextus a Veneris stella, quam Luciferum appellaverunt, quae inter omnes stellas plurimum lucis habet. Septimum ab stella Saturni, quae dicitur cursum suum triginta annis explere. Apud Hebraeos autem dies primus dicitur unus dies sabbati, qui apud nos dies dominicus est, quem pagani Soli dedicaverunt. Sabbatum autem septimus dies a dominico est, quem pagani Saturno dedicaverunt. »

(IT)

« I giorni erano chiamati secondo gli dei con i nomi dei quali i Romani intitolavano le stelle. Il primo dei giorni fu dedicato al Sole, che era il principe di tutte le stelle ed era il giorno di tutti gli dei. Il secondo giorno fu intitolato alla Luna, che riceve la luce dal sole. Il terzo alla stella Marte, che è chiamata Vespro (perché compare per prima di sera). Il quarto alla stella Mercurio. Il quinto alla stella Giove. Il sesto alla stella Venere, che chiamano Lucifero, che ha la maggiore luce tra tutte le stelle. Il settimo alla stella Saturno, che si dice impieghi trent'anni nel suo percorso celeste. Tra gli Ebrei tuttavia viene detto primo giorno il giorno del Sabato, il quale primo giorno da noi è il giorno del Signore, che i pagani dedicavano al Sole. Il Sabato, che i pagani dedicavano a Saturno, è, invece, il settimo giorno da quello del Signore,. »

(Isidoro di Siviglia, Origine 5.30)

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