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Accadde oggi, 15 Luglio: 1099, i capitani della Prima Crociata prendono Gerusalemme! - 1799: un capitano di Napoleone scopre la Stele di Rosetta. E gli Egiziani, ora comprensibili nella loro lingua, diventano una vera e propria moda universale!

15 luglio stele di Rosetta 2

Finita dopo una tenace contesa, già prima di Waterloo, al British Museum di Londra, è uno degli oggetti museali più visitato al mondo!

di Daniele Vanni

Ci si può emozionare di fronte ad un sasso, pur non essendo geologi!

A me è successo al British Museum, di fronte ad un masso che ha cambiato la nostra cultura e che è uno dei tesori esposti più visitati al mondo: la Stele di Rosetta!

Napoleone non ottenne straordinari successi dalla sua spedizione in Egitto. Anzi fece capire a Nelson, alla Gran Bretagna e al mondo che il Corso di chiare origini italiane (e toscane: per le mie poche, ma fruttuose ricerche in un luogo assai vicino a Lucca!) non era invincibile e delle sue conquiste presto sarebbe rimasto ben poco! Non così del risvolto culturale della spedizione egiziana, perchè, al di là del fatto che alcuni artiglieri francesi tirarono più di un colpo sul viso della Sfinge, che rimase sfigurata,  ma impassibile, quel viaggio, con studiosi, archeologi e storici fu un trionfo! che fece conoscere la storia, la lingua dei Faraoni e il gusto per gli Egizi, per i loro misteri, per gli oggetti, divenne una moda che dilagò per l’Europa! Come sempre avviene, tutto questo segnò un passo enorme in avanti nella comprensione di questa complessa civiltà, con la fondazione di musei e corsa ai reperti!

Anche qui fu scontro, come sui campi di battaglia fra Francesi e Inglesi. Ed in particolare per questa “pietra” che, trovata da un capitano di Napoleone, segnò la svolta per la comprensione della lingua egizia!

Si trattava di un’epigrafe semplice, scolpita per celebrare un anno di dominio di un faraone, Tolomeo V, (discendente di un generale di Alessandro Magno e antenato di Cleopatra VII, quella famosa e ultima regina tolemaica) che nel 196 a.C. (16 anni prima della fondazione della colonia di Lucca!) si pose sotto la tutela di Roma. La stele non aveva nulla d’importante, se non il fatto di essere in tre lingue tra le quali il greco e quindi per noi comprensibilissima e tale da permettere di comprendere l’identico testo egiziano. Un inglese per primo comprese qualcosa, ma attraverso di essa, fece completa luce sull’antica lingua un altro francese, il celebre, e in questo campo immortale, Champollion.

Non si é mai trovato per gli Etruschi un lungo testo bilingue (neppure un lungo testo in sé) e questo ha ritardato non poco la comprensione di questa lingua, che si conosce solo parzialmente, proprio perché gli Etruschi non hanno lasciato lunghe epigrafi e molti testi sacri sono stati bruciati dalla Chiesa.

La Stele, fatta di lava antichissima, solidificata a gran profondità, non poteva essere bruciata. Ma distrutta sì: tanto è vero che è una parte di una stele molto più grande, di cui non si è però ritrovato niente, nonostante le molte ricerche e i testi sono perciò incompleti.

Il nome deriva da quello latinizzato di Rosetta, oggi nota come Rashid, antica città sul delta del Nilo, nel Governatorato di Buhayra, dove fu scoperta nel 1799 da Pierre-François Bouchard, capitano nella Campagna d'Egitto di Napoleone Bonaparte. Fu lungamente oggetto di contesa fra Francia e Inghilterra, e dal 1802 si trova a Londra nel British Museum, del quale, con le mummie, è l'oggetto più popolare.

La stele porta scolpita un'iscrizione divisa in registri, in tre differenti grafie: geroglifico, demotico e greco. L'iscrizione è il testo di un decreto tolemaico emesso nel 196 a.C. in onore del faraone Tolomeo V Epifane, al tempo tredicenne, in occasione del primo anniversario della sua incoronazione.

Demotico e geroglifico non sono due lingue diverse ma due differenti grafie della lingua egizia: il geroglifico era usato per testi incisi sui monumenti o in atti di particolare rilevanza mentre il demotico, che derivava da una semplificazione della grafia ieratica, era usato per documenti ordinari; nell'epoca tarda l'uso di redigere anche i testi ufficiali in demotico derivava dall'essersi ristretta quasi solamente alla classe sacerdotale la conoscenza della grafia geroglifica.

Il dottore inglese Thomas Young intuì che il cartiglio nel testo geroglifico conteneva il nome del sovrano ed era riportato allo stesso modo nel testo greco nel registro sottostante. Ma il contributo più importante alla comprensione dell'egizio e allo studio della stele di Rosetta fu quello del francese Jean-François Champollion, grazie alla sua conoscenza della lingua copta, una forma tarda della lingua egizia utilizzata nella stele e scritta foneticamente usando l'alfabeto greco.

Il testo riporta tutti i benefici resi al paese dal faraone, le tasse da lui abrogate, la conseguente decisione del clero di erigere in tutti i templi del paese una statua in suo onore, statue d'oro da collocare accanto a quelle degli dei e di indire numerosi festeggiamenti in onore dei faraoni. Stabilisce inoltre che il decreto sia pubblicato nella scrittura delle "parole degli dei" (geroglifici), nella scrittura del popolo (demotico) e in greco. 

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