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Il Santo del giorno, 19 Aprile: S. Emma (operosa) - S. Espedito, Protettore dei commercianti e dei naviganti, che realizza le grazie richieste, entro una sola giornata!

19 aprile santemma

"Affetta" da una straordinaria generosità, come tutti i santi!, di Lei ci è giunta una reliquia, intatta dopo nove secoli: una mano con la quale fece tanto del bene! Ma oggi è soprattutto il giorno di S. Espedito, capace di grazie immediate! contemporaneo e forse conoscente di S. Filomena, dalle grazie impossibili!

di Daniele Vanni

 Il 19 aprile è il 109º giorno del Calendario Gregoriano (il 110º negli anni bisestili). Mancano 256 giorni alla fine dell'anno.

Il Cristianesimo ricorda:

Sant'Elfego di Canterbury, vescovo

Sant'Emma di Sassonia, vedova

Sant'Espedito di Melitene, martire

San Geroldo, eremita

San Giorgio d'Antiochia, vescovo

San Leone IX, Papa

San Mappalico, martire

Santa Santa Marta di Persia, vergine e martire

San Varnerio di Oberwesel, martire

Beato Bernardo di Sithiu, penitente

Beato Corrado Miliani di Ascoli, religioso

Beato Giacomo Duckett, martire

Per la diffusione del nome, e per questioni di affetto, parliamo di Emma.

Si trattava in origine di un diminutivo di altri prenomi germanici inizianti con il termine ermen, "totale", "universale" (come Ermengarda, Ermentrude ed Ermenegilda); ha quindi lo stesso significato di Irma. Altre interpretazioni lo ricollegano al germanico imme, "valoroso", "operoso”.

Venne introdotto in Inghilterra da Emma di Normandia, divenendo comune dopo la conquista normanna.

Emma è uno dei nomi più popolari attribuiti alle bambine nate negli Stati Uniti d'America.

Sant'Emma di Sassonia, vedova

Nel monastero di S. Ludgero, nella Ruhr, presso Dusseldorf, si conserva una reliquia della santa: una mano prodigiosamente intatta.

 Moglie del conte Ludgero di Sassonia, rimasta vedova, ancor giovane e bella, ricca e senza figli, non ambì a seconde nozze e si mantenne costante nel suo nuovo programma di vita, fondato sulla totale dedizione alle opere di carità. Emma, seguendo un’infervorato consiglio di S. Bernardino da Siena, a coloro che avessero perso il marito, aveva scelto quest'ultima maniera di tendere alla perfezione, la più difficile e rara, soprattutto in epoca medioevale così dura e aspra.

La sua mano, giunta fino a noi intatta dopo nove secoli e mezzo dalla morte di questa santa dal nome fresco e pieno, è un segno emblematico della sua più cospicua virtù: la generosità. Anzitutto una prodigalità fattiva, di opere più che di parole. Tanto che alla sua morte, nel 1040, nulla possedeva.

Il suo corpo, privo della mano di cui si è parlato, riposa nella cattedrale di Brema.

Ma oggi soprattutto ci interessa:

Espedito (... – Melitene, 303) sarebbe stato, secondo la devozione popolare, un martire cristiano del IV secolo appartenente al gruppo capeggiato da sant'Ermogene.

Nulla si conosce della vita e del martirio, se non che è celebrato nel Martirologio Geronimiano il 19 aprile, assieme a sant'Ermogene e altri compagni. Il bollandista Delehaye ha messo fortemente in dubbio la veridicità della sua esistenza, ritenendo si tratti nient'altro che della storpiatura del nome di sant'Elpidio, martire d'un altro gruppo capeggiato da un altro Ermogene omonimo dell'Ermogene capo di Espedito.

L'agiografia del santo tuttavia è ricca di leggende.

La credenza più diffusa dice che fu contemporaneo di santa Filomena, che fu a capo della Legione Romana "Fulminante", finché si convertì, divenne monaco e fu martirizzato agli inizi del IV secolo sotto Diocleziano, un anno dopo la santa. Questa credenza può essere spiegata col fatto che i fanti leggeri erano detti, nel linguaggio militare, Expediti ("liberi da impacci, agili").

Quando si convertì, gli apparve il demonio sotto forma di corvo per indurlo a rimandare la conversione, ma il santo fu risoluto e non desistette (gioco di parole tra il verso del corvo cra e il lat. cras, "domani"): quindi non domani, ma oggi! E così come si era convertito, una volta santo, come S. Filomena era la santa che faceva le “grazie impossibili”, Espedito divenne il “santo agile” che faceva grazie e miracoli all’istante, immediati o, tutt’al più, nel giro dello stesso giorno!

E i marinai (pensate ad una tempesta, o ai commercianti: che hanno bisogno di fare cassa quotidianamente!) hanno bisogno di un santo non...a lunga scadenza!! Ma che sia...espedito!

Una leggenda attribuiva al santo il "miracolo dell'acqua" compiuto sotto Marco Aurelio; oltre a essere impossibile per l'incongruenza dei dati cronologici, questo mito nasce dalla confusione con san Costanzo di Perugia, autore del fatto.

Culto

Nel 1781 il santo fu proclamato protettore dei mercanti e dei navigatori, nonché secondo patrono di Acireale da Papa Pio VI, ufficializzando una credenza esistente già nel Medioevo e molto diffusa in Francia nel XVI secolo. Mercanti e commercianti, forse perchè, ci verrebbe da dire, un pò scherzando, hanno bisogno di guadagnare...ogni giorno! O almeno subito, presto, altrimenti i guadagni, diluiti troppo nel tempo, non sono più tali! Per quanto riguarda i naviganti, forse perchè, nelle burrasche sul mare, hanno bisogno di grazie immediata, perchè le onde, alla lunga non perdonavano i legni delle navi di un tempo!

È anche considerato, nella devozione popolare, come abbiamo detto, il santo patrono delle cause urgenti: ciò potrebbe derivare da un facile gioco di parole col suo nome: Expeditus ("veloce", ma anche "libero da impacci" e "ingegnoso") sarebbe il santo che esaudisce subito le richieste dei devoti, senza attendere domani (appunto cras, ricordato dal verso del corvo), deputato alle richieste impossibili o alle faccende più urgenti (come santa Filomena, san Giuda Taddeo e santa Rita da Cascia).

È rappresentato mentre schiaccia un corvo con scritto "cras - domani" e tiene una croce (in origine un orologio o clessidra) con scritto "hodie - oggi".

A Sant'Espedito sono dedicate numerose chiese in tutto il mondo. Notevole la presenza del suo culto in ambienti estranei alla fede cattolica (come nell'Ile de la Réunion, nell'Oceano Indiano).

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