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Andreuccetti su Itis: “A noi interessa il bene della scuola, ad altri solo la strumentalizzazione politica”

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“Sulla vicenda Itis sono rimasto in silenzio alcuni giorni perché quanto stava accadendo mi sembrava surreale, non per le proteste dei ragazzi, che fanno bene a rivendicare ciò che gli spetta, quanto per la strumentalizzazione politica che proprio sulla pelle dei ragazzi e del futuro della nostra scuola viene messa in piedi"

Sulla vicenda Itis sono rimasto in silenzio alcuni giorni perché quanto stava accadendo mi sembrava surreale, non per le proteste dei ragazzi, che fanno bene a rivendicare ciò che gli spetta, quanto per la strumentalizzazione politica che proprio sulla pelle dei ragazzi e del futuro della nostra scuola viene messa in piedi. Non entro nel merito della vicenda delle gite, in quanto trattasi di tematica interna all’istituto, ma mi è doveroso raccontare un po’ di cose degli ultimi anni per chiarire come siamo arrivati all’oggi.

Quando nel 2014 sono diventato sindaco, l’attuale sede era ancora un cantiere, e nemmeno ben messo, tanto che per condurlo in porto abbiamo dovuto compiere importanti sforzi, tra cui la modifica di alcuni aspetti progettuali. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è sempre stato quello di offrire un buon servizio, di presentare la scuola come un fiore all’occhiello attrattivo per tutto il territorio, nonostante l’edificio avesse un difetto di base evidente: era troppo piccolo per ingrandirsi nei numeri e collocato nel peggior posto possibile per espandersi. Da una parte ha un edificio sacro, sul retro confina con la ferrovia e sul lato destro con una palazzina abitata, in parte eventualmente utilizzabile con l’investimento di diverse centinaia di migliaia di euro solo per l’acquisto dell’esistente. Siamo andati noi in giro a raccontare questa storia? No, perché ben prima di un attacco alla precedente amministrazione, che, facendo di testa propria, lì aveva voluto costruire la scuola, ci interessava e ci interessa che i ragazzi stiano bene e che la scuola sia attrattiva. Oggi però queste cose vanno dette, in quanto vedo partiti (come la Lega) o esponenti politici, che pur di creare confusione non lesinano di gettare discredito sull’immagine della scuola e della nostra amministrazione. Dov’erano questi soggetti quando, con la preside e gli insegnanti tutti, portavamo avanti progetti condivisi, piccole o grandi problematiche risolte, il passaggio dell’edificio dalla competenza comunale a quella provinciale (come da normativa, rimediando ad una assurdità del passato)? Nessuno si è mai fatto vivo fino ad oggi. Tutto questo improvviso interesse scatta, guarda caso, ad un anno dalle elezioni amministrative.

Io sono dalla parte della scuola e ciò che mi interessa è risolvere i problemi, con serietà e realismo. In incontri ufficiali e con un contatto costante, abbiamo da tempo segnalato alla provincia sia il problema degli arredi, sia quello degli spazi legato ai laboratori. Quest’ultima questione è sul tavolo provinciale da mesi e la stiamo seguendo con l’attenzione dei tecnici. Per potere ricavare uno spazio (l’unico possibile) esterno alla scuola, bisogna avere a disposizione il terreno di proprietà delle ferrovie dello stato. L’acquisto è di competenza provinciale, così come l’eventuale ampliamento della scuola. Il comune ha tuttavia partecipato ai sopralluoghi congiunti di Provincia, Dirigente scolastica e RFI ed ha affiancato la provincia stessa nei successivi contatti formali con RFI e Ferservizi finalizzati a verificare la fattibilità di un acquisto dell'area retrostante l'edificio scolastico, al fine della presentazione di un progetto di ampliamento in tempi utili ad ottenere i finanziamenti (finanziamenti del piano triennale da richiedere entro il 23 giugno).  Purtroppo allo stato attuale l'acquisto e l'utilizzo dell'area per ampliamenti presenta ostacoli di diverso ordine (temporali, finanziari, autorizzativi) a fronte dei quali è necessario trovare soluzioni alternative. Accusarci, come qualcuno vorrebbe far intendere, di non muoverci abbastanza presso la provincia è l’ennesima assurdità che testimonia la palese strumentalizzazione politica. Con la provincia c’è un dialogo costante sulle cose, un dialogo che vuole raggiungere dei risultati, non buttarla in caciara.

Quello che come comune possiamo fare e per cui ci stiamo muovendo con ogni determinazione, è di ottenere da RFI il terreno in comodato, per poterci posizionare le aule prefabbricate che già nella vecchia sede fungevano da laboratori. Questo è quanto vogliamo fare per settembre, se autorizzati a farlo e se nel frattempo non si troveranno altre soluzioni.”

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