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IL SINDACO LUCA MENESINI CONSEGNA IL PREMIO ‘CITTA’ DI CAPANNORI’ A 15 CITTADINI MERITEVOLI

Foto di gruppo premiati

Il primo cittadino: “Con questo premio iniziamo a dire ‘grazie’ ad alcune persone”

Si è svolta in una sala del Consiglio Comunale piena di gente la prima edizione del premio ‘Città di Capannori’, riconoscimento conferito dal sindaco Luca Menesini, tramite una cerimonia pubblica che si è svolta stamani (sabato 12), a quindici persone del territorio che, in diversi settori, si stanno contraddistinguendo per il loro impegno a favore della comunità o nel portare avanti i valori alla base della cultura capannorese. Si tratta di un premio istituito a distanza di un anno dalla decisione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di conferire a Capannori il titolo di città, e che precede i festeggiamenti per il bicentenario della nascita del comune di Capannori, che sarà nel 2023.

Con la cerimonia di oggi, finalmente, iniziamo a dire ‘grazie’ ad alcune persone che, con passione e impegno, si stanno adoperando e si sono adoperate a favore della nostra comunità o nella diffusione dei valori del territorio – dice il sindaco Menesini –. Circa un anno fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rispondendo a una nostra richiesta, ha conferito a Capannori il titolo di città, riconoscendo l’esistenza di un nuovo modello di città, non più legato soltanto alla densità abitativa, bensì ai servizi e alla forza di una comunità. Capannori quindi è diventata, grazie all’impegno di tutti, una città che noi sappiamo essere diffusa, perché è una città composta da 40 paesi, ciascuno con la propria identità e dignità, e allo stesso tempo fortemente legati da alcuni valori condivisi in tutto il territorio. Valorizzare le particolarità e le bellezze presenti in ogni frazione e nella nostra comunità è ciò che sta facendo la differenza, e che sta rendendo Capannori quel punto di riferimento di cui avevamo bisogno. E’ una grande emozione, quindi, consegnare questo riconoscimento alle persone scelte per questa prima edizione. Complimenti a tutti e ancora grazie”.

I premiati e le motivazioni.

Cecilia Bertoni, direttrice artistica dell’associazione culturale ‘Dello Scompiglio’, perché con la sua passione per il teatro e per l’arte in generale contribuisce alla diffusione di una cultura che promuove i valori costitutivi di Capannori, quali l’uguaglianza, la solidarietà e la libertà. Grazie inoltre alla sua voglia di condividere con la nostra comunità e non solo le conoscenze di settore sta rendendo il nostro territorio un vero e proprio punto di riferimento, a livello più ampio, per la qualità della proposta artistica e teatrale.

Alessio Ciacci, presidente di ‘Asm Rieti S.p.a.’, per il suo impegno in prima persona per la salvaguardia dell’ambiente e la diffusione di quelle buone pratiche che mettono la tutela dell’ecosistema al primo posto. E’ anche grazie alle sue capacità di fare rete e di coinvolgere numerosi Comuni e Associazioni nelle battaglie ambientaliste che oggi si sta diffondendo quella sensibilità ambientale indispensabile per fare il vero cambiamento.

Luciano Di Gino, presidente dell’associazione “Aeliante”, perché la sua storia, personale e sociale, è una storia di grande impegno civico non violento. Ha partecipato e partecipa a tante battaglie per l’ampliamento della sfera dei diritti e per la promozione della pace. Ha fatto della solidarietà lo strumento con cui contribuire alla costruzione di società plurali, aperte e che garantiscano un futuro di dignità e di speranza per tutti.

Massimo Diodati, presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Lucca, per il suo grande impegno nella realizzazione di una società a misura di tutti, grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche esistenti, e al prezioso contributo perché le nuove opere siano fatte bene fin dall’inizio. L’abbattimento delle barriere architettoniche non è solo un’azione fisica, è anche un modo concreto per promuovere valori fondativi della nostra comunità.

Giovanni Giovannoni, presidente dell’associazione Fagiolo Rosso e i Suoi Fratelli, perché grazie alla sua passione per la terra, per i prodotti tradizionali e per la storia del nostro territorio sta valorizzando un prodotto tipico – simbolo anche di una cultura del cibo sano e della difesa della biodiversità – quale il fagiolo rosso. Con il sostegno di Slow Food e degli agricoltori locali oggi il fagiolo rosso è un bene comune da promuovere e da diffondere fra le nuove generazioni.

Gianfranco Guidi, è stato presidente delle ‘Botteghe di Marlia’, per aver contribuito a creare le ‘Botteghe di Marlia’, un’esperienza di aggregazione fra commercianti che ha anticipato gli attuali Centri Commerciali Naturali. Con il suo impegno ha dato vita ad un esempio di commercio che promuove una cultura di solidarietà tra negozi di vicinato e con la comunità locale.

Andrea Lanfri, atleta, perché la sua storia è un messaggio di speranza così bello, forte ed efficace per le generazioni presenti e per quelle future, che è capace di rappresentare valori importanti sia dentro la nostra comunità, sia nel Mondo. Un vero campione dello sport, che ha vinto competizioni olimpioniche, e che contribuisce a promuovere l’uguaglianza e i diritti.

Sebastiano Micheli, presidente dell’associazione culturale ‘Ponte’, per il gran lavoro che svolge nel tramandare la memoria della civiltà contadina. Con passione contribuisce al racconto di Capannori, della nostra comunità e delle nostre tradizioni. Ha messo a disposizione di tutti le sue conoscenze e i suoi saperi, fatti da tanto studio, dall’amore per la vita e per le altre persone e dal profondo rispetto dei nostri valori, che promuove ogni giorno.

Vania Nottoli, è stata presidente Anfass, per l’attenzione e la passione con cui ha operato e opera al servizio delle persone, di tante famiglie, di tanti ragazzi e ragazze, dimostrando concretamente che la diversità è un valore importante che apre alla possibilità di scoprire e conoscere più modi di stare in relazione, di vivere e di esprimere se stessi.

Pallavolo Nottolini, squadra di Capannori capitanata da Beatrice Roni, per l’entusiasmo, la correttezza e la passione con cui la squadra gioca ogni partita, qualità che hanno portato le ragazze e la società a traguardi importanti a livello nazionale. Con il loro comportamento e la loro bravura, le giocatrici partecipano in modo attivo alla promozione dei valori dello sport sano e libero.

Giorgio Nutini, è stato direttore della Casa di Riposo di Marlia, perché attraverso i servizi alla persona si tramandano i valori sociali che costituiscono il cuore di Capannori. Ha partecipato alla creazione e realizzazione di modelli di sostegno agli anziani che ancora oggi forniscono importanti risposte alle famiglie, coinvolgendo anche la comunità.

Raffaele Pacini, diacono della parrocchia di Massa Macinaia, perché l’inclusione è la strada per costruire una società migliore. Grazie alla sua passione per l’umanità e alla capacità di costruire reti solide di collaborazione, contribuisce alla realizzazione di una comunità aperta, solidale e plurale, che non solo non ha paura ma anzi abbraccia gli altri e dà dignità a tutti.

Vittorio Pellegrini, direttore dei ‘Graphene Labs’ dell'Istituto Italiano di Tecnologia, perché con la sua passione, il suo lavoro e la sua costante ricerca sta contribuendo ad innovare in chiave ecosostenibile il settore dell’economia, fornendo ad aziende e startup nuove possibilità di sviluppo grazie al grafene, materiale che rispetta l’ambiente e che disegna nuove prospettive per il futuro.

Elena Tebano, giornalista del Corriere della Sera, , perché con il suo lavoro di giornalista contribuisce a far conoscere, e anche comprendere, l’alto valore sociale e civile dell’ampliamento della sfera dei diritti nella vita di tutti. Dalle pagine di uno dei quotidiani più importanti a livello nazionale invita a riflettere su concetti fondamentali come uguaglianza e libertà. Ha ritirato il premio per lei Michele Tebano.

Benedetta Tronci e Michele Guarino, dell’azienda agricola ‘Tenuta Lenzini’, perché con la loro attività – insieme a una rete di operatori e agricoltori – partecipano e danno corpo a un percorso di agricoltura biodinamica, che si sta sviluppando in Lucchesia e che costituisce un modo innovativo per valorizzare la bellezza dei luoghi, la genuinità dei prodotti e l’identità del territorio.

 

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