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Anche Borgo a Mozzano e Piazza al Serchio nella roulette russa del 118

ambulanza 118

Interrogazione regionale del Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Sempre meno medici, sempre meno infermieri, sempre meno postazioni.Quale soccorso per i cittadini dei nostri territori?»

«Con 25 punti di emergenza territoriale (Pet) a rischio taglio sul territorio regionale, il 118 toscano è sulla graticola di un’autentica roulette russa che coinvolge anche Borgo a Mozzano e Piazza al Serchio, con timori legittimi manifestati dai cittadini, dai sindaci di centrosinistra, da medici e infermieri. Ho presentato un’interrogazione regionale, su questo, nella quale ricordo alla giunta di sinistra che governa la Toscana che per le zone montane o morfologicamente difficili da percorrere la legge Balduzzi contempla parametri correttivi proprio per garantire l’adeguata funzionalità dei percorsi clinico-assistenziali in certi casi, come per infarti o ischemie cerebrali, di fondamentale importanza per salvare vite umane»: a prendere posizione è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia a Lucca Maurizio Marchetti che, preoccupato dalle riduzioni del servizio di cui tanto si parla e poco si sa, ha deciso di presentare un’interrogazione alla quale attende risposta in forma scritta.

«Se alla giunta regionale chiedo di assumersi una volta per tutte la responsabilità di chiarire le proprie intenzioni e presentare un piano dettagliato, ai sindaci ricordo che la loro presa di posizione arriva però tardiva. Rispetto alla riforma regionale voluta dalla maggioranza regionale sono stati tutti zitti e proni. Solo noi avvertivamo sulle ricadute che ora anche loro contestano. Potrebbe anche essere tardi per scongiurare la smagliatura di una rete tanto delicata come quella dell’emergenza-urgenza territoriale e del soccorso. Con noi al governo della Toscana non sarebbe mai accaduto, e certo se ne avremo l’occasione ripareremo. Ma adesso c’è da fronteggiare la contingenza».

E appunto ecco l’interrogazione. Tra i quesiti posti dal capogruppo azzurro l’esigenza di chiarezza domina, con Marchetti che domanda di sapere «quale sia il reale piano di riorganizzazione dell’Emergenza Sanitaria Territoriale», «quanti punti di emergenza sarebbero tagliati, quanti medici sostituiti, quanti volontari e quante associazioni sarebbero interessate dalla paventata riorganizzazione» e «la quantificazione dei risparmi per il sistema sanitario regionale» derivanti da «una siffatta riorganizzazione».

Nella premessa dell’atto Marchetti spiega che «a fronte dei tagli purtroppo sistematici sul sistema sanitario regionale, si paventa anche per l’emergenza urgenza territoriale una massiccia demedicalizzazione del territorio con creazione di “punti di emergenza territoriale” dotati di Ambulanze BLSD (Basic Life Support with Defibrillator, ndr) dislocati sul territorio in misura di 1 ogni 1000 abitanti (parametro tra l’altro non contemplato dal DM 70/2015 o legge Balduzzi). Il taglio – si legge nell’interrogazione – dovrebbe riguardare, a livello regionale, circa 25 PET con medico a bordo a favore di mezzi con soli volontari, e altri mezzi medicalizzati saranno invece sostituiti con mezzi infermierizzati. Se la riorganizzazione riguardasse anche territori vasti ma scarsamente abitati, o montani – osserva Marchetti – sarebbe un problema garantire l’assistenza in emergenza».

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