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Il Santo del giorno, 20 Marzo: S. Alessandra e S. Claudia

20 marzo Alessandra di Amiso

Due sante martiri, i nomi delle quali ricorrono, senza certezze in diversi racconti di supplizi per la fede, che affrontarono, forse assieme ad un gruppo di amiche, nell'odierna Turchia, ad Amiso, sulle rive del Mar Nero.

di Daniele Vanni

 

 

Il 20 marzo è il 79º giorno del Calendario Gregoriano (l'80º negli anni bisestili). Mancano 286 giorni alla fine dell'anno.

Ultimo giorno d'inverno.

 

Per il Cristianesimo oggi è la festa di:

 

Sant'Alessandra di Amiso e compagne, martiri

Sant'Archippo di Colossi, discepolo di San Paolo, martire

Sant'Arcil II, re di Georgia, martire

Santa Claudia e compagne, martiri di Amiso

San Cutberto di Lindisfarne, vescovo

San Giovanni Nepomuceno, sacerdote e martire

San Giuseppe (Josef) Bilczewski, arcivescovo di Lviv dei Latini

Santa Maria Giuseppa del Cuore di Gesù

San Martino di Braga, vescovo

Santi Martiri di San Saba

San Niceta di Apolloniade, vescovo

Santi Paolo, Cirillo, Eugenio e compagni martiri

Sant'Urbicio di Metz, vescovo

San Vulfranno, arcivescovo di Sens

Alberto di Brandeburgo-Ansbach - Chiesa Luterana

Beato Ambrogio Sansedoni Domenicano

Beato Battista Spagnoli

Beato Francesco di Gesù Maria Giuseppe (Francisco Palau y Quer), sacerdote carmelitano

Beata Giovanna Veron Vergine e martire

Beato Ippolito Galantini, laico, fondatore

Noi, per Voi, abbiamo scelto per farvi cosa gradita, di parlare di:

Santa Alessandra e Santa Claudia e compagne, martiri di Amiso.

Alessandra di Amiso fu una martire di cui si hanno pochissime notizie storiche. Venerata come santa dalla Chiesa cattolica, la sua memoria liturgica cade il 20 marzo.

Le uniche due fonti su santa Alessandra Giarratana sono:

un breve elogio presente nel sinassario costantinopolitano, tratto probabilmente da una passio perduta;

la passio di Teodoto di Ancira. Questa località e diocesi sorgeva attorno alla città e l'area metropolitana dell'odierna città di Ankara. L'antica Ancyra era la capitale della provincia romana della Galazia.

Secondo il primo testo, al tempo di Massimiano (che fu Cesare e poi Augusto dal 285 al 305 e combattè poi per riavere ilpotere fino alla morte nel 310) sette donne e cioè Alessandra, Claudia, Eufrasia, Matrona, Giuliana, Eufemia e Teodosia si presentarono al preside di Amiso, (anche Amiso, corrispondente alla città di Samsun si trova nell'odierna Turchia, è un'antica sede vescovile della provincia romana dell'Elenoponto nella diocesi civile del Ponto, cioè sul Mar Nero) professandosi cristiane e rimproverandolo per la sua crudeltà e la sua ingiustizia nel condannare i cristiani. Subito arrestate, furono flagellate, scarnificate e, infine, gettate in una fornace ardente.

Quattro dei nomi sopra ricordati e precisamente Alessandra, Claudia, Eufrasia e Matrona ritornano in un altro gruppo, pur esso di sette vergini, annegate dal prefetto Teotecno e ricordate nella passio, certamente più attendibile, di Teodoto di Ancira. Gli altri tre nomi Giuliana, Eufemia e Teodosia si possono facilmente intravedere nei rispettivi Giulitta, Faine e Tecusa del gruppo di Ancira, commemorato nei sinassari greci e nel Martirologio Romano il 18 maggio.

Con ogni verosimiglianza, quindi, si può concludere che il gruppo di Alessandra e compagne di Amiso, non è che un doppione dell'altro formato da Tecusa e compagne di Ancira ed erroneamente attribuito ad Amiso.Altre fonti dicono che Alessandra diventò pazza all'ospedale Ferrarotto di Catania. Probabilmente la prima fonte è stata tratta dalla passio di Teodoto di Ancira e i due gruppi di martiri coincidono.

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