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Andrea Boccardo difende la sanità versiliese

Il segretario PD di Camaiore difende il sistema sanitario pubblico della Versilia, considerandolo un polo indispensabile per la salute dei duecentomila cittadini della zona, dotato di strutture idonee, medici, infermieri ed operatori competenti e specializzati. 

 

 

 

 

 

di Andrea Boccardo

 

 

 

Da molti mesi leggo sui giornali o ascolto nelle cronache televisive locali problemi di funzionamento dei sistemi di prenotazione per gli esami, disservizi nelle prestazioni sanitarie erogate dai reparti dell'Ospedale Versilia o, peggio ancora, subdoli casi di malasanità. La sanità è un tema scottante, è come un equilibrista che cammina sul filo dove a terra c'è un baratro formato dalle giuste lamentele di persone che vengono toccate nella propria integrità psicofisica. Ma non dobbiamo farci scoraggiare da anni di zoppicamenti politici e di zuffe all'interno delle compagini che hanno governato a livello toscano la direzione dell'azienda USL: con la dismissione della Società della salute, centro multifunzionale di grande qualità per la fornitura di servizi socio-sanitari distribuiti a tutti gli strati della nostra cittadinanza, la palla torna in mano ai sindaci, ed Alessandro del Dotto insieme agli assessori al sociale Graziani e Barsotti si sta muovendo nella giusta direzione in vista di una concertazione politica che metta da parte i personalismi e pensi veramente al bene della gente. Siamo fiduciosi del loro operato ed auguriamo loro buon lavoro.

 

 

 

Per quanto riguarda la mia piccola esperienza biennale di operatore sanitario nel campo della prenotazione esami CUP in farmacia per conto della vituperata ex ASL Versilia, dal 2015 accorpata nella tanto bistrattata Aslona Nord-Ovest, ho riscontrato una buona risposta da parte dei servizi al cittadino. Delle più di quattromila prenotazioni da me effettuate in farmacia nell'anno 2017, più dell'85 % hanno riscontrato soddisfazione in questi termini: celerità del raggiungimento del suddetto esame, fosse esso una radiografia, una visita o un intervento chirurgico di varia natura; gradimento del medico di reparto che ha prestato il servizio; follow-up garantito in tutti i casi, con la presa in carico sanitaria e morale della struttura dove il paziente va a bussare la porta.

 

 

 

Con il nuovo sistema informatico integrato alle aziende ospedalieri vicinali, chi deve compiere un esame urgente ha la possibilità di spostarsi di qualche chilometro in più per poterlo effettuare, facoltà che prima non era affatto garantita. Il caso di un signore di Camaiore visitato dopo due giorni dall'emissione della ricetta da parte del medico della mutua, all'interno del centro specialistico ortopedico di Fornoli, lo ha fatto passare dall'ortopedico nel giro di due giorni sotto i ferri del rinnovato Ospedale San Luca di Lucca; morale della favola, in cinque giorni l'annoso nonché doloroso problema del tunnel carpale si è risolto nel migliore dei modi, grazie all'intervento di un validissimo reparto di ortopedia lucchese. I consigli sono quelli che do a tutti i miei pazienti in farmacia: effettuare la prenotazione in ogni caso, in modo da inserirsi all'interno del cervellone ed essere riconoscibili dall'ASL anche se l'esame è molto in là nel tempo.

 

 

 

 

In molti casi si è direttamente richiamati poiché spesso le persone rinunciano. Non rinunciare mai al primo tentativo di prenotazione: evitare lo scoramento è fondamentale perché nel 90 % delle situazioni, anche a distanza di poche ore o giorni si aprono delle finestre temporali anche vicinali in cui inserirsi per effettuare esami con lunghe code come la fatidica visita endocrinologica. Infine, il neonato sistema di Open Access permette al medico di base di programmare una ricetta in modo che il paziente possa usufruire, ad esempio, di un'ecografia addominale completa o di una radiografia toracica addirittura in pochi giorni e in centri molto vicini, uno standard di qualità migliore del famigerato sistema sanitario privato. 

 

 

 

Che le persone si lamentino quando è in gioco la propria salute, è coscienziosamente normale e auspicabile. Tutti noi vorremmo le migliori cure a pochi passi da casa, per la nostra persona e per i nostri cari. La malattia fa subentrare nei pensieri della gente un'angoscia che a volte travalica la norma razionale, ma questa non dev'essere la strada da seguire per affrontare la terapia, e mettersi nelle mani dei migliori esperti implica a volte anche lo spostamento a qualche chilometro di distanza in più. Si compiono anniluce per andare a farci visitare da questo o quel santone indiano che pratica la pranoterapia aiurvedica, ritengo che uno specialista di alta professionalità di Massa, di Pisa o di Livorno non sia una tregenda così malsana quando riguarda la cura dei malanni dei concittadini. 

 

Con tutto ciò, l'Ospedale Versilia gode di ottima salute e mantiene dei punti forti che non verranno mai smantellati, come i reparti di dermatologia, ortopedia, ginecologica, ostetricia, cardiologia e gastroenterologia. Quindi, anche se qualche posto letto di geriatria viene ridimensionato per essere riallocato in altri ambiti, fa parte della strategia di cooperazione con gli altri ospedali dell'area vasta, in modo che chi detiene gli organismi più avanzati in un settore si potenzi ancora e si taglino i rami secchi, inservibili. Inoltre, la concentrazione delle cariche amministrative ha ridotto dal punto di vista finanziario la sperequazione di denaro in personale non sanitario, creando un surplus che potrà essere destinato ad una migliore offerta in termini di macchinari. Ricordiamoci che la sanità toscana è tra le migliori in Italia, garantisce i Livelli Essenziali di Assistenza tra i più alti del paese con delle punte che mantengono dentro i nostri confini i più validi dottori, biologi, radiologi ed infermieri, laureati nelle nostre università.

 

 

Che poi ci sia qualcosa che non vada, è un dato di fatto. Che un'ecografia ortopedica ad una spalla debba essere effettuata all'Ospedale Civile Elbano o all'Ospedale di Piombino nella Val di Cornia, rappresenta un automatismo del sistema informatico che equipara ogni cittadino risiedente nella ASL Nord-Ovest. Ma in molti casi siamo stati in grado di trovare lo stesso esame diagnostico in centri molto più vicini, come quello del Turchetto di Lucca, nel pisano o nell'area apuana di Massa Carrara. Occorre tirare un freno a mano alla pazza corsa di un tir di accuse alla nostra sanità, e semmai rimboccarci le mani, ognuno di noi nel nostro piccolo, per garantire gli adeguati livelli di prevenzione alla nostra salute.

 

 

 

 

Non è sempre colpa di chi sta in alto, di chi gestisce, a volte è anche colpa nostra, del nostro piccolo territorio mentale da cui è difficile uscire. Con le risorse che abbiamo a disposizione e con l'enorme mole di pazienti da gestire, non credo che ciascuno di noi francamente possa fare meglio. Oltre a ciò, abbiamo la stravagante tendenza a generalizzare i fatti più discussi, e questi fatti, che compaiono sui giornali francamente un po' troppo spesso, parlano di catastrofi ambientali, violenze di genere, biechi casi di malasanità, ferri chirurgici lasciati nella cavità intraddominale. Si prende un caso di meningite, per quanto tragicamente triste, e lo si sbandiera come il fallimento di un intero plotone di persone che lavorano giorno e notte per rendere più sicura la nostra salute. Io non ci sto a queste accuse e voglio difendere la categoria di chi lavora nella sanità, le migliaia di infermieri, medici, farmacisti, biologi che hanno dedicato la propria vita lavorativa, gli studi e la passione alla cura del prossimo. Occorre cambiare qualcosa, è evidente, implementare il sistema, migliorarlo, perché la sanità è l'ambito dove si spende di più e dove si guadagna di meno in termini meramente economici. Ma ogni voce di lamentela verso il sistema pubblico è una pallina che si aggiunge al pallottoliere della casa di cura privata, che gode dei disservizi ed alimenta lo sconforto sensazionalistico. Uno dei punti di forza, dei landmark costitutivi della civiltà della nostra amata, vecchietta Europa si fonda sul sistema sanitario pubblico. Non lamentiamoci, prendiamoci cura di lui, come lui si prende cura di noi, ora dopo ora, anche se non ce ne accorgiamo. 

 

 

Andrea Boccardo

 

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