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La donne della Cgil Toscana sul femminicidio di Vania Vannucchi: "Serve un cambio culturale"

dalida angelini

Dopo la notizia della morte di Vania Vannucchi, si moltiplicano le riflessioni e le parole di condanna delle donne, anche di chi ricopre ruoli di primo piano. Di seguito le riflessioni di Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana) e di Anna Maria Romano (Coordinamento Donne Cgil Toscana)

La notizia della morte di Vania Vannucchi, aggredita e data alla fiamme dopo quello che doveva essere un incontro disteso e civile di chiarimento, ha suscitato riflessioni sui possibili interventi da attuare, sempre più necessari, e dure condanne. Si è espressa in questi termini la segretaria generale Cgil Toscana, Dalida Angelini: "Non ci bastano più le parole, non è più sufficiente inorridire e condannare: nessuna punizione avrà sufficiente forza deterrente ad evitare che si ripetano femminicidi, sempre più orribili, come quello di Vania. L'antidoto? Va costruito con la profonda comprensione di questo tipo di crimine - prosegue Dalida Angelini - e la programmazione di una cultura del rispetto che parta dai primi anni di vita. In questo, ognuno deve fare la sua parte, a cominciare da chi ha maggiori responsabilità. Ogni donna vittima di violenza è una sconfitta, - chiosa la segretaria generale di Cgild Toscana - una sconfitta indelebile per tutti. Ora vogliamo fatti concreti, questa strage deve arrestarsi. Lo dobbiamo ai figli di Vania, e a tutti i figli di questo analfabetismo affettivo che troppo spesso diventa criminale".
Anche Anna Maria Romano del Coordinamento Donne Cgil Toscana si esprime sul tragico episodio dell'aggressione e della morte di Vania Vannucchi: "Quello che sconvolge, ancora una volta, è la barbarie con cui ci si accanisce sul corpo della donna. Non solo dare la morte, uccidere, annullare, ma fare scempio del corpo, torturare, infliggere dolore. In questo caso, come in troppi altri, ciò che sgomenta è il modo: dare fuoco, come si faceva con le donne considerate streghe nel Medioevo - prosegue Anna Maria Romano. L'impulso della strega è essere se stessa, indipendentemente dagli altri, con fini propri da raggiungere, risorse proprie a cui attingere e pozzi profondi dai quali trarre materiale, portandolo alla superficie. Cos'altro è se non il diritto di ognuna di noi all'autodeterminazione? Alla libertà di essere se stesse? Alla libertà di scegliersi la vita?". Infine chiosa Anna Maria Romano: "Ognuna ed ognuno di noi si faccia portatore di una cultura diversa dell'essere di diverso genere, che parta dal rispetto e dalla valorizzazione delle differenze: di tutte le differenze. Facciamoci strumento di un cambio culturale ognuno per il proprio ambito, dai luoghi di lavoro, a quelli della cultura di ogni grado e livello fino ad ogni momento del nostro privato”.
 

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