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Boom per l'itticoltura toscana

coldiretti impresa pesca

Toscana - Un progetto di integrazione della filiera per far crescere il fatturato delle piccole imprese ittiche toscane fino al 150% in più all'anno catturando la stessa quantità di pesce, lavorando le stesse ore, preservando tutti i posti di lavoro sulle barche ecreandone dei nuovi nella trasformazione e commercializzazione.

Sono i risultati dello studio del progetto "Pesce nella Rete" promosso da Impresa Pesca Coldiretti Toscana con il finanziamento del Mipaaf chesaranno presentati, lunedì 22 giugno (ore 10.30) a Lido di Camaiore (Lu), presso la sede di Coldiretti (Corte dell'Abate) ai pescatori toscani. Il progetto conclude un lungo percorso di analisi e di incontri con gli addetti ai lavori (info su www.toscana.coldiretti.it). L'obiettivo del progetto è ottimizzare e diversificare la produzione del pesce insieme allo sfruttamento di economie di scala e di scopo, volte allacreazione di filiere produttive più competitive sul mercato, grazie a contratti stabili di fornitura, allo sviluppo congiunto di prodotti e servizi, alla fruizione comune di aree e strutture, all'accrescimento della capacità innovativa mediante la realizzazione comune di programmi e investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo, al raggiungimento di un'adeguata massa critica di prodotto.

La filiera del pesce, dalla barca alla tavola, se adeguatamente integrata, potrebbe consentire guadagni migliori, distribuiti su tutti gli attori e creare al contempo nuovi posti di lavoro. Secondo Danilo Di Loreto, Responsabile Impresa Pesca Coldiretti Toscana, il fatturato delle imprese ittiche campionate (circa 100) sarebbe in grado di passare dagli attuali 4 milioni complessivi a 10 milioni di euro: "Il nostro progetto ha dimostrato – spiega – come le imprese possono guadagnare in proporzione di più pescando lo stesso tonnellaggio di pesce. Per raggiungere questi obiettivi è necessario integrare tutti gli attori della filiera: è questo l'ostacolo che oggi dobbiamo superare per dare un futuro alla nostra itticoltura". Non solo vendita diretta che costituisce uno dei punti indispensabili del progetto di Impresa Pesca Toscana, "Pesce in Rete" prevede modelli e strumenti diversi di vendita come lo street-foot, il pesce già lavorato e confezionato a bordo per finire direttamente sul mercato, la valorizzazione del pesce povero, una più stretta e proficua collaborazione con ristoranti, alberghi e hotel e con la media e grande distribuzione molto interessata al pescato locale, fresco, tracciato. "I risultati del progetto – conclude Di Loreto – sono il risultato di un lungo percorso di incontri e di analisi del settore. Gli input arrivano da tutti i protagonisti della filiera".

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